
Quarta parte
L.F. Céline, Londra, trad. it. O. Fatica, Adelphi, Milano 2025
Sarò apodittico, non credo che troverete tra i libri pubblicati quest’anno un romanzo più bello, complesso, difficile, divertente, duro, ambiguo, poetico di questo. Ne parlerò presto e a lungo (no, non è una minaccia)
T. Cole, Carta nera, Scrivere in tempi bui, trad. it. G. Guerzoni, Einaudi, Torino 2025
Un libro di saggi narrativi sul colore nero, sul buio, sulla mancanza di luce, sulla esplorazione della violenza, sui chiaroscuri e sulle ombre. Magistrale, da leggere con attenzione, il testo che apre la raccolta Sulle tracce di Caravaggio.
L. De Angelis, Cani, topi e scarafaggi. Metamorfosi ebraiche nella zoologia letteraria, Marietti 1820, Bologna 2021
Saggio fondamentale per comprendere e rileggere Levi, Kafka, Svevo nella luce fosca dell’antisemitismo europeo tra fine Ottocento e inizio Novecento. Consigliato anche per rileggere i tempi presenti.
L. Guerriero, La chiamata, trad. it. di M. Nicola, SUR Edizioni, Roma 2025
La giornalista argentina Leila Guerriero racconta la sua inchiesta su Silvia Labayru, giovane attivista politica rapita negli anni della dittatura di Videla. Barbaramente torturata e ridotta in schiavitù, la donna fu costretta a partorire la sua bambina nella stessa stanza in cui era vittima dei suoi aguzzini. Tornata in libertà e approdata in Spagna, ha lungamente scontato la colpa di essere sopravvissuta e il sospetto di aver tradito o di non essersi opposta abbastanza a chi teneva in scatto la vita sua e della bambina.
Avvincente anche per la materia che racconta, La chiamata è però soprattutto un libro dalla costruzione sorprendete come una tela di ragno: chi legge si trova proprio al centro di quella zona grigia che è una costante di ogni dittatura, ma che ci riguarda sempre per il giudizio implacabile e ingiusto con cui rischiamo di imprigionare gli altri e persino noi stessi. Bellissimo.
M. Pareschi, Inverness, Polidoro, Napoli 2025
Finalista al Premio Campiello 2025. Monica Pareschi, già traduttrice finissima, getta il cuore oltre l’ostacolo dell’autorialità, componendo una raccolta di racconti che unisce a una sensibilità sottile e mai scontata una perfetta misura della scrittura. La bellezza è nei dettagli marginali, nei silenzi e negli scambi che non fanno rumore anche quando lasciano cicatrici. Non mi dilungo perché ne ho già scritto proprio per La ricerca online. E perché ogni strenna ha diritto alla sua quota di sorpresa.
J. Williams, Stoner, trad. it. di S. Tummolini, Mondadori, Milano 2023
Un caso editoriale postumo approdato in Italia diversi anni fa per i tipi di Fazi Editore. Nel 2016 Barbara Carnevali ha curato per lo stesso editore una raccolta di saggi che restituiscono il dibattito attorno al protagonista: c’è chi lo ama e chi lo detesta, e persino chi vede nella sua solidità un’assenza di vita interiore – non io, che mi commuovo anche alla terza rilettura, scoprendovi una ricetta gentile per la felicità e l’eco di un adagio di Cristina Campo: «Con lieve cuore, con lievi mani, la vita prendere, la vita lasciare».
G. Ieranò, Atene in scena. Mito e attualità nella tragedia greca, Einaudi, Torino 2025
Si tratta di un libro necessario per leggere nella sua piena complessità l’esperienza della tragedia greca. Infatti essa non è solo la rappresentazione di miti, più o meno cruenti, comunque metastorici e paradigmatici della condizione umana. Ma evoca anche, secondo l’autore (che è un esperto traduttore di opere tragiche) un meccanismo che già gli antichi definivano «anacronismo»: il cortocircuito tra mito e realtà, passato eroico e attualità politica, poesia e vita quotidiana. Insomma, attraverso le vicende della messinscena di dieci tragedie ci accorgiamo che Atene, in questi drammi, parla anche di sé stessa, pur se attraverso una lente deformante e talora paradossale.
G. Zanetto, Polemos. La guerra in Grecia, Mondadori, Milano 2025
Non ci stupisce il rinnovato interesse nell’indagare la guerra nel mondo antico, tema che vedremo essere oggetto anche del successivo “consiglio”: è la suggestione degli eventi contemporanei che spinge a ciò. Giuseppe Zanetto è un noto grecista, e – attraverso un uso accurato di varie fonti (specialmente letterarie) – ci mostra come la guerra fosse parte della “normalità” della vita ellenica, condizionando a lungo la storia delle poleis (si pensi solo alle Guerre persiane e a quella trentennale del Peloponneso) e corroborando poi il sogno imperialistico di Alessandro. Una “normalità” che incideva nella vita concreta delle persone (molto interessante il capitolo La guerra e le donne), che della guerra erano sia attori sia vittime, ma che trova spazio rilevante pure nelle arti, nelle lettere, nel pensiero politico e filosofico.
L. Zerbini, L’esercito di Roma. Armi, soldati e campagne militari dall’età repubblicana alla fine dell’impero, Carocci, Roma 2025
L’autore di questo volume – agile, ma completo – è uno storico che vanta però anche numerose partecipazioni a campagne archeologiche in aree (come la Romania, l’antica Dacia dell’epoca romana) che videro una cospicua presenza di legioni romane. La sua opera, dunque, è qualcosa di più di un’accurata “panoramica” sulla storia e l’organizzazione del più potente e longevo esercito del mondo antico, dalla Repubblica all’impero; è anche una fotografia della vita dei soldati, dal reclutamento, all’addestramento, al combattimento, fino al congedo. Insomma, è come se l’autore volesse ricordarci che le grandi vittorie di Roma non sarebbero state possibili senza la preparazione, lo spirito di sacrificio, e – soprattutto – la capacità di adattamento di questi uomini.
A. Anedda, Historiae, Einaudi, Torino 2018
«Eppure non ha senso / rimpiangere il passato, / provare nostalgia per quello che /crediamo di essere stati. /Ogni sette anni si rinnovano le cellule: / adesso siamo chi non eravamo. / Anche vivendo – lo dimentichiamo – / restiamo in carica per poco».
La raccolta poetica di Antonella Anedda, Historiae, è un viaggio attraverso strati di esistenze, che affiorano dalle lontananze del tempo ma anche dagli squarci nello spazio. Lo spazio è quello prossimale e persino quotidiano dei luoghi che si abitano, ma è anche quello remoto, che si allarga in aperture cosmiche da cui guardare «la terra di lontano». Il tempo è quello della Storia, ma è anche quello vicinissimo della cronaca che ci assedia e che ci rende assuefatti all’indicibile («Ci sono tracce? O sento solo io i perduti, gli stranieri, / i prigionieri tempestati di spine»). Il dolore del mondo s’incista nel dolore privato causato dalle nostre perdite (per Anedda la morte della madre), ma è chiamato a fare i conti col rinnovarsi delle cellule e l’assedio incessante della vita. Eppure il miracolo, nonostante tutto, si rinnova e si compie nelle parole, limpide, concrete, spiazzanti.
R. Matteucci, Cartagloria, Adelphi, Milano 2025
Ma le donne riescono a scrivere solo di autobiografia? E, anche ammesso che sia così, ben vengano scrittrici come Rosa Matteucci che, nel suo ultimo romanzo, Cartagloria, gioca con la ricerca del sacro demistificandone il mistero e incrociandolo con quello della propria famiglia, della vita e della morte. Nonostante i temi, la scrittura di Matteucci è un’erma bifronte in cui il tragico e il comico s’incontrano nei territori del grottesco, regalandoci una scrittura personalissima che provoca e stride come il tizzone acceso che affonda nell’acqua gelata. Difficile trovare nel panorama italiano qualcosa di simile.
M. Rovelli, Non siamo capolavori. Il disagio e il dissenso degli adolescenti, Laterza, Bari-Roma 2025
Tutti noi adulti, genitori e no, noi che siamo insegnanti (o lo siamo stati) sappiamo bene di cosa parla questo bel saggio di Marco novelli. Lo sappiamo, ma non vogliamo prenderne atto. Il modello sociale e scolastico in cui crescono i nostri figli, i nostri studenti, da un lato sembra promettere una rimozione calcolata di tutti gli ostacoli che un adolescente possa incontrare sul suo cammino; dall’altro, inneggia alla meritocrazia e alla performance come unico e solo obiettivo di autorealizzazione.
Rovelli indaga nelle pieghe di questa schizofrenia educativa, ricordandoci che non stiamo più facendo la cosa più importante che si possa donare a un ragazzo e a una ragazza: ascoltarli e interrogarne il disagio, ormai neanche più tanto nascosto.
I Ludosofici, con C. Portolano, Corpi Sapienti, Corraini, Mantova 2024
Più che un libro, è un cantiere filosofico a cielo aperto. Attraverso le illustrazioni vibranti di Cristina Portolano, Corpi sapienti invita i lettori (di ogni età) a un viaggio esperienziale tra le pieghe della propria fisicità. Le domande poste sono radicali: Sono un corpo o ho un corpo? Il volume non offre risposte precostituite, ma strumenti per abitare consapevolmente la nostra “macchina” biologica e relazionale.
M. El-kurd, Rifqa, trad. it. di E. Bero, Fandango, Roma 2022
In questa raccolta folgorante, la poesia si fa carne, terra e memoria. Al centro c’è Rifqa, la nonna dell’autore, figura monumentale che incarna la resilienza di un popolo e il dolore dell’esilio. El-Kurd scrive con una voce che è insieme denuncia e canto, trasformando la cronaca della resistenza in un’indagine universale sulle radici. È un libro necessario per chi crede che la parola poetica sia ancora l’unico spazio capace di custodire la dignità umana di fronte alla cancellazione della storia.
Omero, Iliade, versione di Samuel Butler, trad. it. di D. Russo, Blackie edizioni, Milano 2023
Perché tornare al poema della forza proprio a Natale? Perché l’antico specchio di Omero ci restituisce un’immagine inquietante e attualissima: la nostra ancestrale fascinazione per la guerra. Rileggere l’Iliade oggi significa guardare negli occhi la violenza per imparare a disinnescarla. È un invito a cercare una bellezza diversa, non più basata sul conflitto ma sulla relazione e sull’incontro con l’Altro. Un classico che diventa manuale di educazione alla pace, obbligandoci a riconoscere le origini antropologiche della violenza.
A. Hemon, Il mondo e tutto ciò che contiene, trad. it. di Maurizia Balmelli, Crocetti, Milano 2023
Una storia che attraversa mezzo pianeta e quasi tutto il Novecento seguendo il farmacista-poeta Rafael, travolto dall’attentato di Sarajevo, e il suo amato Osman. Hemon intreccia guerre, migrazioni e desideri in un romanzo pieno di avventura e passione, dalle trincee galiziane fino ai vicoli di Shanghai.
A. Kurkov, La nostra guerra quotidiana, trad. it. di Elisabetta Venturini, Keller, Trento 2024
Un memoir che getta uno sguardo intimo sulla vita in Ucraina mentre l’invasione russa ridisegna abitudini, relazioni e fragilità umane. Kurkov osserva ciò che resta: i piccoli gesti di resistenza, l’umorismo che sopravvive alla violenza e la forza indomabile di una quotidianità che non vuole cedere.
Wu Ming-Yi, La bicicletta rubata, trad. it. di Maria Rita Masci, Einaudi, Torino 2025
Taiwan e la sua storia sono le vere protagoniste di questo romanzo, fino al nocciolo doloroso del dominio giapponese e della Seconda guerra mondiale. La ricerca di una bicicletta perduta diventa un viaggio nelle trasformazioni dell’isola: tra mestieri scomparsi, foreste lussureggianti e memorie familiari.
E. Tosato, Storie di questo e quel mondo, s.e., 2025
Non lo troverete in libreria: è un libro autopubblicato. E questo può far storcere il naso; ed è per questo che lo segnalo. Perché questo romanzo in endecasillabi che però non vanno a capo, creando una prosa singolarissima, è un esperimento coraggioso e riuscito, uno scrigno di storie che parlano di vivi e di morti, del senso e della fragilità della parola, del tempo; e ancora: la mistica, la relatività, la meccanica quantistica… Un libro labirintico, in cui è bellissimo perdersi.
C. Michelstaedter, La persuasione e la rettorica, Adelphi, Milano 1982
Una tesi di laurea che è anche il libro di filosofia più radicale del nostro Novecento. Non salvò la vita al suo autore, morto suicida nel 1910 a ventitré anni, ma ha aiutato e ancora aiuta molti a comprendere come vivere la propria vita oltre la dolorosa e violenta falsità quotidiana della rettorica.
G. Rensi, Lettere spirituali, Adelphi, Milano 1987
Scettico, ateo, pessimista, Rensi è stato per tutta la vita una spina nel fianco del mondo filosofico italiano. La sua tesi è che il mondo è strutturalmente assurdo e tuttavia c’è in noi l’esigenza del bene. Su questa contraddizione si sofferma la riflessione degli ultimi anni, consegnata soprattutto in queste intense Lettere spirituali, nelle quali risaltano anche le notevoli qualità di scrittore di Rensi.
TERZA PARTE
M. Stella, Clandestine, Bompiani, Firenze-Milano 2024
Da leggere perché presenta una narrazione in prima persona, incisiva e potente. Una vicenda individuale che si inserisce nel flusso storico che parte dagli anni Sessanta del Novecento e arriva ai nostri giorni. Quest’opera di una giovane giornalista e scrittrice percorre un tratto della lotta delle donne per la libertà, documentandola con ricchezza di dati e precisione cronachistica e coinvolgendo il lettore con un ritmo incalzante.
C. Ngozi Adichie, Il pericolo di un’unica storia, trad. it di A. Sirotti, Einaudi, Torino 2020
Da leggere perché è una breve, diretta e infuocata invettiva contro ogni forma di pensiero precostituito, di pregiudizio. L’autrice nigeriana con un argomentare cristallino dimostra come sia essenziale rifiutare, a ogni latitudine, la semplificazione, che alla fine porta danno a tutti e tutte e dovunque. «Il problema degli stereotipi non è che sono falsi ma che sono incompleti. Trasformano la storia in un’unica storia».
J. Woodson, Bambina nera sogna, trad. it. di C. Baffa, Fandango, Roma 2022
Da leggere perché è un romanzo in forma di poesia, una storia di formazione, di crescita, sradicamento e consapevolezza. Una bambina nera che, crescendo nella provincia americana e poi a New York, scopre il potere delle storie e il desiderio di diventare scrittrice, sognando di cambiare il mondo come Angela Davis.
E. Strout, Raccontami tutto, trad. it. di S. Basso, Einaudi, Torino 2025
Di solito gli estimatori di Strout si dividono le due principali saghe che hanno al centro le sue indimenticabili protagoniste. Ritrovare Olive Kitteridge in dialogo con Lucy Burton è stato un regalo prezioso e ha dato la possibilità a chi legge di avere sulle storie narrate entrambi gli sguardi di queste donne che non esistono eppure sembrano così familiari.
M. Arena, Dipende dalla classe. Manifesto per una scuola anticlassista, Erikson, Trento 2025
Un gancio invisibile ci trattiene entro i confini dettati dalla nostra classe sociale e ci ostacola nel nostro tentativo di avere successo nello studio, nel lavoro, nella vita. il problema della scuola è che questo ostacolo e tutti quelli che provoca non siano più invisibili. Il saggio di Arena è un manuale per mettere alla prova i pregiudizi dei docenti e sfidarli a fare una scuola realmente democratica che smetta di chiamare “merito” quel “far parti uguali” tra chi uguale non è.
C. Capria, Maestre, Harper and Collins, Milano 2025
Rileggere con Carolina Capria cinque maestre della letteratura significa restituire a ciascuna l’importanza che hanno rivestito nella crescita e l’emancipazione di ragazze a cui è stato insegnato che la letteratura era una cosa autori maschi, bianchi, morti. Il discorso è serio ma le pagine scorrono veloci offrendo numerose intuizioni sull’opera di Jane Austen, Charlotte Brontë, Margaret Mitchell, Goliarda Sapienza, Toni Morrison, e qualche rivelazione su chi legge.
Chi mi conosce sa che consiglio spesso di fare incursioni nella letteratura orientale: ci si immerge in immagini, modi di raccontare, ritmi e atmosfere molto diverse dalla letteratura che siamo stati abituati a frequentare (e a studiare). È vero, ora va molto di moda, ma in fondo mi dico, perché no? E dunque osiamo lasciarci andare alla corrente.
Eccovi due mie letture scelte, recenti, molto diverse, entrambe parlano di Giappone.
H. Sanaka, Il magico studio fotografico di Hirasaka, trad. it. di G.M. Follaco, Feltrinelli, Milano 2023
È un breve romanzo che si svolge tutto in una stanza e contemporaneamente in luoghi diversi ed epoche distanti le une dalle altre. Metti insieme un’anziana maestra di scuola, un membro della yakuza e una ragazzina, tre vite, tre storie, tre capitoli. Hirasaka (ma chi è veramente costui, ci si chiede alla fine del libro) accoglie ognuno di loro, uno per volta, sempre allo stesso modo. Secondo un rito che si capisce consolidato dal tempo, prepara per ciascuno cerimoniosamente il the e li conduce per mano indietro nella loro vita passata. A poco a poco, storia dopo storia, riusciamo a intuire ciò che succede in quella stanza, le regole e lo scopo di questo rito. Potranno scegliere una tra le diverse istantanee che li ritraggono, misteriosamente conservate negli archivi fotografici dello studio, rivivere uno tra i diversi episodi della loro esistenza. Il resto non lo racconto, perché la poesia (malinconica e nostalgica, ma anche molto consolatoria) che la lettura ci lascia va gustata con i ritmi lenti e delicati con cui l’autrice Sanaka Hiragi ci guida in questo racconto.
Si esce dal libro come dalla stanza, avvolti nella luce calda della lanterna girevole dei ricordi.
Lettura femminile, ma non solo. Dedicata a tutte le anime sensibili.
Uketsu, Strani disegni, trad. it. S. Lo Cigno, Einaudi, Torino 2025
Il secondo libro è destinato a un lettore totalmente diverso.
È stato presentato come un caso letterario e confesso che mi ci sono buttata appena uscito, e non ne sono stata delusa. Due milioni di copie vendute in Giappone. L’autore sa il fatto suo su come attrarre su di sé l’attenzione: un giovane (poi chi lo sa, sarà davvero un giovane?) youtuber e autore di manga, che cela il suo volto dietro una maschera, ha creato un alone di mistero perfetto per sostenere questa sua fatica letteraria. Il libro è un giallo, breve, incalzante. Uno di quei libri che inizi e devi correre pagina per pagina per arrivare in fondo. Poi magari lo rileggi, perché facendo di corsa ti sei perso qualche dettaglio, che poi dettaglio non è. Questa la mia esperienza.
Gli strani disegni sono proprio schizzi riprodotti in pagina, che guidano il lettore a farsi in prima persona investigatore. Ed è sorprendente come i tasselli della storia vadano a posto, o possano deragliare, proprio a seconda di come siano guardati, siano letti, quei disegni, così banali sulle prime. Anche qui, pochi capitoli, apparentemente chiusi in se stessi, ma poi – secondo uno schema narrativo che torna spesso in questi autori contemporanei orientali- collegati secondo uno schema circolare che tutto include e spiega. Una storia inquietante, con spunti originali soprattutto per i lettori amanti del crime alla ricerca di qualcosa di diverso.
S. Montgomery, Il tempo delle tartarughe, Aboca edizioni, Sansepolcro 2023
Il mio terzo libro da condividere è un saggio, o meglio un quasi-saggio. L’autrice è una naturalista di fama mondiale, attiva collaboratrice della Turtle Rescue League in Massachusetts. Il suo racconto della vita quotidiana dei volontari del centro, che prestano soccorso e assistenza alle tartarughe terrestri e marine è non solo coinvolgente e commovente, ma anche illuminante rispetto al nostro modo di stare al mondo. Inevitabilmente ci interroga. Di fronte alla crisi climatica, ai piani unilaterali di deforestazione e di sfruttamento economico irreversibile delle risorse ci indigniamo, giustamente. È bello, direi necessario, approfondire le storie di chi agisce in prima persona. L’inquinamento, l’edilizia selvaggia, il folle commercio illegale e capriccioso di queste specie selvatiche, di tutte le specie selvatiche, stanno distruggendo in modo irreversibile interi ecosistemi. Si dirà: la natura si rigenera, tutto cambia. Forse, ma in che modo, a che prezzo? E ha davvero senso distruggere dolorosamente equilibri perfetti? Le tartarughe esistono da 250 milioni di anni, sono creature resistenti e tenaci, sanno attivare processi sorprendenti di autoguarigione, hanno memoria dei luoghi e riconoscono le persone. In queste pagine si mescolano dati scientifici ed esperienze fortemente umane, in quel senso bello dell’essere umani. Abbiamo bisogno di un po’ di ottimismo, non solo a natale.
Se a suo tempo avete amato la biografia di Jane Goodhall e la sua vita tra gli scimpanzè, questo libro vi riporterà a emozioni simili.
E. Battut, Lupo Baldo, Bohem Press, Collana I Bohemini, 2016
Lupo Baldo fa lo sbruffone ululando a più non posso, ma appena sente una pecora belare o un cane abbaiare trema dalla paura. Per insegnare che sia il coraggio sia la fragilità fanno parte della vita.
SECONDA PARTE
V. Lamarque, L’amore da vecchia, Mondadori, Milano 2022
È il libro che ha vinto il primo Premio Strega poesia, parla molto più di amore che di vecchiaia e contiene una bellissima sezione sui film amati dall’autrice; a scanso di gaffes, consigliato soprattutto ai giovani.
Catullo, Le poesie, a cura di Alessandro Fo, Einaudi, Torino 2018
Costa un po’ (58 euro) ma è l’edizione più importante di Catullo che abbiamo oggi in Italia – il commento di Fo (ottimo poeta in proprio, tra l’altro) è un must per chi ama la lirica antica.
E.L. Masters, Antologia di Spoon River, a cura di A. Cristofori, La nave di Teseo, Milano 2022
Ebbene sì, mi permetto di proporre un libro da me tradotto – e commentato – per rispondere alla domanda: perché quest’opera continua ad affascinarci, a più di 100 anni dalla sua pubblicazione?
B. Gasperini, Ero io quella, GAEditori, Catania 2024
Più che il consiglio di un libro, questo è piuttosto il consiglio di un’autrice, la scrittrice-giornalista milanese Brunella Gasperini, molto seguita dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, collaboratrice del “Corriere della Sera” e con una rubrica fissa su “Annabella”, Ditelo a Brunella.
Nei suoi libri – riproposti da questa casa editrice catanese – ritroviamo l’atmosfera di quegli anni, le vacanze, le amicizie, gli amori, le sorprese e le delusioni, le preoccupazioni e le speranze. Un bel tuffo in una società del passato che non esiste più.
M. Bussi, Ninfee nere, Edizioni e/o, Roma 2024
Sicuramente il libro più bello che abbia letto quest’anno. Un giallo ambientato nel mondo dell’arte, in particolare fra i dipinti di Claude Monet a Giverny. Omicidi, quadri scomparsi e la vita di tre donne: “La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista. […] La prima si vestiva sempre di nero, la seconda si truccava per l’amante, la terza si faceva le trecce perché svolazzassero al vento”. L’indagine dell’ispettore Sérénac lo porta a incontrare vari personaggi… ma sarà poi tutto così come appare? Non posso dire di più, è un giallo…
C. de Peretti, La sconosciuta del ritratto, Edizioni e/o, Roma 2024
Ancora una storia ambientata nel mondo dell’arte, questa volta intorno al Ritratto di signora di Gustav Klimt. Personaggi e storie che si sovrappongono nel tempo e nello spazio, dalla Vienna del primo Novecento, agli Stati Uniti, all’Italia contemporanea. Molte tracce da seguire, ma che solo alla fine del racconto acquisteranno un senso.
E. Biagini, Quanto preme ai vetri. Poetica e poesia, Manni, Lecce 2025
Ci dicono che il mondo è una giungla, è un periodo di grandi solitudini e ripiegamenti su sé stessi, eppure «esistiamo nel momento in cui siamo riconosciuti dall’altro» e «riflettendosi in altre pupille si prende peso, si ritrova colore e poi voce». E poi, ancora: «Si comprende che il disagio è di tanti e che è sì esistenziale ma anche fortemente sociale e politico e che la solitudine lo nutre». Ecco un libro prezioso: per chi già conosce Elisa Biagini e vuole riscoprirla a partire da questi suoi rari appunti in prosa, che incorniciano immagini, poesie inedite, e recuperate da pubblicazioni ormai introvabili; e per chi ancora non la conosce e può felicemente cominciare da qui, da un momento particolarmente riuscito del suo trentennale percorso di ricerca poetica.
C. Corsini, La fabbrica dei voti. Sull’utilità e il danno della valutazione a scuola, Laterza, Bari-Roma 2025
Non esiterei a definirlo il più importante libro sulla scuola uscito nel 2025. Da regalare a ogni studente, prima di tutto, affinché possa acquisire la consapevolezza necessaria ad abitare ambienti disfunzionali, ma anche a intraprendere azioni di lotta a favore di una scuola più sensata e più vicina al dettato costituzionale. Il voto, che è la parte più visibile della scuola, è onnipresente: «Vengono assegnati voti a calciatori, a cantanti, a libri, a prodotti, a siti internet, a ristoranti, ad alberghi, a località di villeggiatura, a interi paesi». Perché? Perché ci piacciono le graduatorie, le classifiche, questo è sicuro, e poi perché ci sembra un modo chiaro di esprimere un giudizio. È un numero, e come tale conferisce un’aura di oggettività e di serietà a tutto quel che tocca. Ma siamo sicuri che sia quel che ci serve per garantire il diritto all’apprendimento e per gestire le classi? E siamo davvero certi che il suo uso quotidiano sia coerente con quel che stabiliscono le leggi sulla valutazione e sui diritti degli studenti? La risposta, che è negativa, la trovate nel libro, che vi susciterà molti altri dubbi e vi farà venir voglia di prendere sul serio la didattica.
M. Petit, Siamo animali poetici. Arte, libri e bellezza in tempi di crisi, AnimaMundi, Lecce 2025
Michèle Petit ci ha insegnato per prima il valore fondamentale della parola di chi legge, e ci ha messo in condizione di comprendere il significato della lettura nella vita delle persone comuni. Bastava fare domande e mettersi in ascolto, uscendo dalla nostra bolla sociale e abbandonando la nostra posizione privilegiata di professionisti della lettura, per andare a chiedere alle persone per cui la lettura era ed è ancora una scelta autonoma, uno dei possibili comportamenti quotidiani, la ricerca personale di uno spazio tutto per sé, in cui esercitare la propria libertà di movimento.
È appena uscita in italiano una raccolta di saggi in cui Petit riprende i ragionamenti iniziati con Elogio della lettura (Ponte alle Grazie, 2010) per approfondire il ruolo della lettura e, in generale, della fruizione artistica, nel superamento delle tragedie quotidiane che affliggono le persone. Su questo tema immenso, spiega Petit, quale competenza avevo per intervenire? Solo quella di aver ascoltato e raccolto le voci: quelle delle lettrici e dei lettori che, nel corso degli anni, le hanno raccontato le loro esperienze, l’uso che facevano degli scritti che trovavano o delle storie che avevano sentito. Avvicinarsi ai modi altrui di leggere, specialmente a quelli di persone che non danno per scontato l’accesso ai libri e alla cultura alfabetica, può aiutarci a scartare di lato il cinismo tristanzuolo dei critici di regime.
M. Arena, Dipende dalla classe. Manifesto per una scuola anticlassista, Il Margine Erickson, Trento 2025
Il sistema scolastico, anche se proclama ideali democratici, riproduce e legittima le disuguaglianze strutturali, mascherandosi con meritocrazia e responsabilità individuale. Un ritorno al mio “militare insegnando” di inizio carriera.
R. Chapman, trad. it. di G. Dina, L’impero della normalità. Neurodiversità e capitalismo, Mimesis edizioni, Milano 2025
La concettualizzazione della disabilità in rapporto alla mercificazione della forza lavoro mette in moto una riflessione che apre la mente e rovescia convinzioni frutto di rigidità etica, ma anche cultura e antropologica. Il che non (mi) basta mai.
I. Illich, trad. it. di M. Cucchi, La convivialità. Una proposta libertaria per una politica dei limiti allo sviluppo, Red! Edizioni, Milano 1993
Usare tecnologie appropriate con un approccio austero, ovvero tale da non ridurre l’autonomia personale e l’insieme delle relazioni degli esseri umani in società. Un principio che sovvertirebbe il mondo attuale.
PRIMA PARTE
S. Dandini, La vendetta delle Muse, HarperCollins, Milano 2023
È un viaggio originale e documentato attraverso la figura della Musa, ridotta a spirito o carta, e invece spesso ben piantata in corpi che, anche nelle situazioni meno favorevoli, hanno saputo occupare spazi di consapevolezza, affermazione, riscatto, purtroppo dimenticati o sminuiti: da Colette ad Anita Garibaldi, da Eve Babitz a Gala, da Sophie Germain a Marianne Faithfull.
F. Cialente, Le quattro ragazze Wieselberger, La Tartaruga, Milano 2018
Pubblicato nel 1976 e vincitore del premio Strega, questo romanzo straordinario della cosmopolita Fausta Cialente non è solo uno scavo memoriale né un «lessico famigliare» in salsa prevalentemente triestina; è la storia di quattro donne (le Malfenti visitate dallo Zeno di Italo Svevo) che attraversano la storia dell’Otto-Novecento e che con le loro rinunce consegnano alle figlie uno sguardo femminista sul mondo, sul fascismo, sulla guerra.
G. Manzini, Ritratto in piedi, a cura di C. Martignoni, Libreria dell’Orso, Pistoia 2005
Con la fatica di un cavallo che improvvisamente interrompe il proprio trotto, Gianna Manzini, in questo libro del 1971 (premio Campiello), tratteggia la figura e il carattere del padre, l’anarchico Giuseppe Manzini, che infonde in lei una passione e un’attitudine libertaria. Condannato al confino, il padre è amato e allo stesso tempo mentalmente allontanato per i suoi strambi ideali, che lo hanno marginalizzato anche nel privato
C. Mellors, Le sorelle Blue, trad. it. di C. Palmieri, Einaudi, Torino 2025
Tre sorelle intorno all’assenza della quarta, ognuna sopravvive come riesce e come può. Tutte e tre sbagliano molto, litigano e ci provano. Io da lettrice ho pianto e fatto il tifo.
A. Montero, L’anno in cui parlammo con il mare, trad. it. di G. Zavegna, Edicola Ediciones, Ortona 2024
Un’isola, un vulcano, un (divertentissimo) noi narrante. «Non chieda all’isola quello che l’isola non le può dare. Finirebbe per rovinarsi la vacanza».
J. Maynard, Il Bird Hotel, (trad.it. di S. Castoldi), NN editore, Milano 2024
La storia di Irene, che perde tutto e che si ritrova per caso nel posto più impensabile. Un libro pieno di colori e di profumi, per la protagonista, ma anche per noi.
S. Zweig, Il mondo di ieri, Garzanti, Milano 2022
L’ultimo capitolo, L’agonia della pace, mi è rimasto impresso come un ostinato spiraglio di luce mentre tutto intorno è buio. Il ritratto dei tentativi estremi di Chamberlain è potentissimo: mostra una diplomazia affaticata che però insegue la speranza, mentre tutti attorno fingono ancora di crederci. Il fallimento di quegli sforzi suona inquietantemente familiare nell’attuale fragilità geopolitica. Rileggendo quelle pagine, si ha l’impressione che la storia continui a proporci gli stessi avvertimenti – e che, di fronte ad essa, rischiamo di rimanere ostinatamente impreparati.
P. Malaguti, Fumana, Einaudi, Torino 2023
La nebbia che attraversa il romanzo è materia viva, che inghiotte i contorni, ma fa anche emergere i personaggi nei tratti che li caratterizzano profondamente. In questa atmosfera di sospensione lattiginosa si muove Fumana, strigossa cresciuta ai margini eppure legatissima alla terra e ai suoi riti. La sua forza silenziosa, il suo camminare tra acqua, argini e superstizioni mi hanno fatto sentire a casa: le pagine di Malaguti sono attraversate da un Veneto che conosco bene, ostinato, ruvido, custode di segreti.
G. Pasqualotto, Estetica del vuoto. Arte e meditazione nelle culture d’Oriente, Marsilio, Venezia 200
La recente scomparsa di Giangiorgio Pasqualotto rende necessario tornare a questo piccolo, rigoroso libro che ha aperto a molti – me inclusa – la possibilità di pensare fuori dai confini abituali. Del “vuoto”, ci spiega l’autore, si può fare un’esperienza concreta, che prende forma nel confronto fra tradizioni diverse, quali il taoismo, il buddhismo, le arti giapponesi e le pratiche meditative. Al lettore viene rivolto un invito a coltivare un pensiero veramente plurale, che non rivendica cittadinanza esclusiva se non nel mondo intero. Rileggerlo oggi significa omaggiare uno studioso finissimo e la sua ostinata fiducia nel dialogo fra culture.