Per italiano invece non so esattamente come incastrare esattamente Bertold Brecht... se riesce a darmi qualche consiglio mi farebbe molto comodo”, mi confessa candidamente M. via posta elettronica, in quella pallida imitazione di classe rovesciata (flipped classroom per i cultori del pensiero pedagogico unico) che abbiamo organizzato durante l'anno).
Una delle più dirompenti affermazioni di Lorenzo Milani (di cui parlavamo qualche giorno fa) è la seguente: “Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”. Tra le prassi che violano questo dettato democratico vi è – almeno a mio giudizio – la prima prova dell’Esame di Stato, quella comune a tutte le scuole, ma pensata per chi ha un percorso liceale.
Assenze e presenze, e arbitrarietà delle stesse: cosa si può scoprire semplicemente "sfogliando" il registro elettronico come girando per i padiglioni del Salone del libro di Torino.
”La scuola non serve a niente, perché tanto non troveremo lavoro”, afferma una studentessa di 15 anni durante un'animazione lessicale condotta da Andrea Bajani. È questo lo spunto da cui nasce l'omonimo libro, appena uscito, in formato cartaceo e digitale.
Maggio, fine della scuola: i giochi sono fatti. Maggio: il mese in cui si procede alla formale adozione dei libri di testo. Maggio: il mese in cui, in quello spazio a noi destinato che gli ultimi spasmi lessicali dell'ottimismo professionale chiamano “sala insegnanti”, s'insinua l'argomento "tesine".
Nell'attesa di poter ordinare il fuoco ad alzo zero alle batterie del Sistema Nazionale di Valutazione, allo scopo di avere misurazioni su base scientifica e graduatorie di merito trasparenti e indiscutibili con cui premiare la professionalità rilevata come efficace e – di riflesso – punire quella giudicata carente, il superiore ministro in carica passa il tempo a condannarci di fronte alla pubblica opinione.
“Quali sono le dimensioni massime di un ebook?": la domanda – rimbalzante in questi giorni su Facebook e ancora priva di risposte davvero esaustive e convincenti – è tutt’altro che ingenua o addirittura oziosa, come potrebbe forse apparire a prima vista.
“Papà, ma i cani dalmata sono solo bianconeri, come la Juventus?” sento chiedere per strada a un bambino, senza riuscire a capire dal tono se si augura che la risposta sia affermativa o negativa, e quindi – di riflesso – la sua identità di tifoso di calcio.
Costruire un team tech, strutturare un efficace sviluppo professionale, trovare il tempo, rendere la tecnologia pertinente, incoraggiarli: ecco i "5 consigli per aiutare gli insegnanti che lottano con la tecnologia", secondo Josh Work.