Intervista a Matteo Lancini sul futuro come esperienza psicologica: l’angoscia delle nuove generazioni, il vuoto lasciato dagli adulti, una scuola pensata per chi ci lavora più che per chi la abita.
La fantascienza sociale in classe mostra che il futuro non si inventa liberamente, ma prende forma entro i limiti di ciò che sappiamo vedere, dire e condividere.