La lettura, raccontata da chi legge

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Al convegno «Pagina dopo pagina» di Trieste, Hiranur Yalci ha raccolto le voci di ragazze e ragazzi dai dieci ai diciotto anni: scuola, romance, libri-rifugio, noia, carta, digitale e intelligenza artificiale.

Il 19 e 20 settembre 2026 si è tenuto a Trieste «Pagina dopo pagina», un convegno sulla lettura costruito con una forte presenza di ragazze e ragazzi, protagonisti sia dell’organizzazione sia degli interventi.

Nella prima giornata, al Polo Giovani Toti, tra presentazioni e laboratori si è parlato di abitudini di lettura, generi letterari, tecnologie, scuola. Soprattutto, si è parlato a partire dall’esperienza di chi legge.

Emi, diciassette anni, è venuta ad ascoltare gli interventi delle sue amiche. Riprende quanto detto da Alice Ricciardi a proposito dei fraintendimenti che riguardano le letture fatte nel tempo libero:

Credo che Alice abbia condiviso un’esperienza molto comune tra chi legge nel proprio tempo libero. Spesso i professori non capiscono di cosa abbiamo bisogno quando leggiamo e ci propinano libri che fanno comodo solo all’andamento del programma di letteratura. A me piace leggere l’Inferno di Dante o i Promessi sposi, però vorrei che capissero che la lettura non deve essere solo uno strumento didattico: può valere anche semplicemente come piacere e intrattenimento. Non sono motivi meno validi per leggere.

Anna, seconda relatrice della mattinata, ha dieci anni. Alla domanda su che cosa vorrebbe che le persone adulte capissero risponde senza esitazione:

Vorrei che capissero quanto può essere importante per noi bambini leggere ciò che ci piace e ci fa stare bene.

E che cosa spera portino a casa dal convegno?

Secondo me i grandi devono imparare a tornare bambini. Quando leggo mi dimentico di quello che devo fare e sento che il tempo si ferma. Con la mia presentazione spero di aver passato loro questo messaggio.

Romance, fantasy e libri-rifugio

Mentre nello spazio Teatro proseguono gli interventi, ai piani superiori del Toti si svolgono i laboratori.

In «Codice romance: dai tropes al tabbing perfetto» si parla anche di tabbing, il sistema di annotazione dei libri attraverso post-it colorati, molto diffuso tra chi legge romance. Si cercano i tropes, gli schemi narrativi ricorrenti, e si attraversano le diverse declinazioni del genere: soft romance, dark romance, romantasy.

Bianca, diciotto anni, e Lien, diciassette, spiegano che cosa trovano in queste storie. Richiamando anche Shakespeare e la Divina commedia, Bianca racconta:

In realtà l’amore è sempre stato un tema apprezzato nella letteratura di consumo. Secondo me noi ragazzi semplicemente abbiamo bisogno di un po’ di sentimento umano nelle storie che leggiamo, che siano racconti fantasy o di mistero.

Lien insiste invece sui pregiudizi:

Gli adulti hanno fin troppi pregiudizi sui romance, per questo non riescono a capire cosa piace a noi di queste storie. Ci piace leggere d’amore, forse anche perché siamo in un’età in cui viviamo questi sentimenti per la prima volta.

Nello spazio Panorama, intanto, «Rifugi tra i libri», il laboratorio di Anita Pellegrini e Teresa Santin, parte dai libri che diventano luoghi di conforto.

Compaiono Percy Jackson, Frankenstein, Il piccolo principe. Francesco, dieci anni, cita anche Omero.

Leggo perché credo sia importante mantenere in vita i libri cartacei. Oggi siamo circondati da schermi e tecnologie avanzate che ci distraggono fin troppo, per questo credo che leggere alla mia età sia importantissimo.

Tra le parole che associa all’idea di libro-rifugio ci sono «poltrona e bevanda calda», «sicurezza», «accoglienza».

Il libro giusto al momento sbagliato

Nel pomeriggio Maria e Clara, da poco diplomate al liceo classico Petrarca di Trieste, ascoltano l’intervento di Beatrice Rumiz, «Cosa cerco e cosa evito nei libri: una riflessione attraverso Hunger Games». Parliamo con loro di noia. Annoiarsi significa avere scelto il libro sbagliato? «Non necessariamente», risponde Clara. Che continua:

Durante la lettura capita di annoiarsi, e non è sempre colpa del libro. Io cerco sempre di dispiegare il senso di noia che provo quando sto leggendo, per capire cosa c’è sotto: a volte è semplicemente un libro giusto nel momento sbagliato. Ma se voglio lo lascio a metà e so che lo riprenderò quando sarà il momento giusto.

Maria aggiunge:

Spesso i libri mi vengono consigliati da amici o persone fidate, quindi so che, se mi sto annoiando, forse non sono ancora arrivata al momento clou della lettura.

Nelle loro risposte c’è spazio anche per la fatica, l’attesa, l’interruzione. Non tutto deve funzionare subito.

Leggere nell’epoca dell’intelligenza artificiale

Laura Levi, diciassette anni, è co-relatrice dell’intervento «La riflessione di Platone ai tempi dell’intelligenza artificiale». Anche lei parla delle condizioni in cui si legge.

C’è differenza tra un libro digitale e uno cartaceo: così come in classe prendere appunti a mano mi fa già studiare metà di quello che dovrei fare a casa, anche la lettura analogica mi fa vivere il libro in un altro modo, mi isola e mi dà più tempo per capirlo.

Non è però una contrapposizione assoluta:

C’è da dire che un Kindle è più comodo da portare in giro, come un tablet a lezione fa il suo lavoro con dignità, ma la lettura e lo studio su carta personalmente sono a un altro livello.

Con Ilaria Nadale, Laura ha costruito l’intervento a partire dal Fedro di Platone per ragionare sulla diffidenza verso le nuove tecnologie. Spiega:

Con la nostra conferenza speriamo che le persone non si fermino al pregiudizio sugli strumenti come l’intelligenza artificiale. Piuttosto che contrastarla, bisognerebbe capire con quale criterio utilizzarla e in quali momenti evitarla.

Romance, libri-rifugio, noia, carta e digitale: dalle conversazioni raccolte durante la giornata non emerge un unico modo di leggere. E anche una preziosa indicazione di metodo: prima di dire a ragazze e ragazzi che cosa dovrebbero leggere, vale la pena ascoltare come leggono già.

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Hiranur Yalci

Hiranur Yalci è una studentessa di giurisprudenza all’università di Trieste, appassionata di scrittura e letteratura classica e contemporanea.

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