L’ora di lettura in Toscana #1

Far diventare la lettura ad alta voce una pratica quotidiana e intensiva in tutti gli asili e le scuole della Toscana. Questo è l’ambizioso obiettivo che la Regione Toscana, coadiuvata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Perugia, sta perseguendo con il progetto “Leggere: Forte!”. Il nostro autore Simone Giusti, membro del gruppo di ricerca, ci racconta le prime fasi di questa avventura nel primo di una serie di articoli dedicati a quest’iniziativa.

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Una politica educativa

Un’ora di lettura al giorno, ogni giorno, in tutti gli asili e in tutte le scuole di una regione di oltre ventiduemila chilometri quadrati e quasi quattro milioni di abitanti. Questo è l’obiettivo finale dell’iniziativa che mi ha spinto a lasciare per un anno il mio lavoro di insegnante e a dedicarmi, al seguito di Federico Batini e del suo staff dell’Università degli Studi di Perugia, allo studio della lettura ad alta voce e dei suoi effetti a breve e a lungo termine. Se l’argomento mi fornisce l’occasione per approfondire alcuni aspetti pedagogici e didattici dell’esperienza di lettura (una della aree di ricerca fondamentali per chi si occupa di didattica della letteratura), trovo ancora più interessante l’opportunità di prendere parte a un’iniziativa di politica educativa di dimensioni straordinarie, che vede strettamente alleati, con ruoli ben definiti e separati, il mondo della ricerca scientifica e quello della politica, rappresentati rispettivamente dall’Università degli Studi di Perugia e dalla Regione Toscana.

Un’alleanza che ha lo scopo, finalmente, di dare supporto al sistema di educazione e di istruzione, agli asili e alle istituzioni scolastiche, affinché, attraverso la formazione del personale e un’attività di ricerca sperimentale condotta direttamente su bambini e bambine, possano comprendere il significato e la portata di una tecnica didattica – in questo caso la lettura ad alta voce praticata in modo quotidiano e intensivo –, per poterla così adottare liberamente e consapevolmente, solo dopo averne capito a fondo il funzionamento e aver imparato a usarla a regola d’arte. Non è forse quello che dovrebbe accadere normalmente, anziché introdurre continue innovazioni senza avere sufficienti prove scientifiche della loro efficacia?

Cosa impariamo da “Leggere: Forte!”

Ma se già durante il pomeriggio del 7 aprile, al Teatro del Maggio Fiorentino di Firenze, sarà possibile analizzare i primi risultati della ricerca sperimentale, occorrerà aspettare ancora a lungo per capire se davvero tutte le scuole riusciranno ad accettare l’idea che la lettura ad alta voce non vada interrotta una volta che il bambino ha imparato a leggere, e che un’ora di lettura al giorno avrebbe effetti molto positivi sulla capacità di comprensione, sull’empatia e, in generale, sull’intelligenza.

Nel frattempo, mi riprometto di raccontare, passo dopo passo, quel che io sto imparando dal progetto Leggere: Forte! dalle tante persone con cui collaboro, che ho incontrato e con cui dovrò relazionarmi nel corso dei prossimi mesi.

Alla scoperta dei servizi educativi

Pur vivendo in Toscana da molti anni, prima di partecipare a questo progetto non avevo ben chiaro il funzionamento dei servizi educativi. Soprattutto, non avevo mai avuto modo di confrontare i servizi educativi toscani con quelli di altre regioni italiane. L’occasione mi si è presentata grazie al contatto con i borsisti dell’Università di Perugia che collaborano alla ricerca sperimentale: una squadra ben assortita anche dal punto di vista territoriale, composta perlopiù da giovani laureati in scienze della formazione e psicologia, provenienti da diverse zone d’Italia, parlando con i quali sono riuscito a scoprire moltissimo riguardo a similarità e differenze tra le diverse regioni.

Se a me, in quanto ricercatore, toccava il compito di incontrare tutte le educatrici e i pochissimi educatori degli asili nido e delle scuole dell’infanzia nell’ambito di 35 incontri di formazione (uno per ciascuna delle Conferenze Zonali per l’educazione e l’istruzione in cui è organizzata la Regione), la squadra dei più giovani ha visitato direttamente anche un grande numero di asili nido, nei quali sono andati a somministrare i test e poi, successivamente, a monitorare l’andamento dell’attività.

Una delle giovani ricercatrici, Lucia Lucchetti, mi spiega che «l’impressione generale è molto positiva: nidi accoglienti, con una gestione quasi familiare. Anche nei servizi più grandi le educatrici svolgono una gestione del gruppo molto accurata e si dedicano all’accoglienza di ogni bambino in modo affettuoso».

Di «disponibilità e fiducia» parla anche Diego Izzo, mentre Barbara Ciurmelli nota soprattutto la grande varietà delle strutture: «si passa da case riqualificate ad asilo nido, a strutture vecchie e poco stimolanti, a spazi accoglienti, adatti e ben organizzati, a super nidi con ampi spazi, ben strutturati e dedicati, evidentemente progettati per far vivere ai bambini esperienze costruttive e stimolanti».

Questa grande varietà è messa in evidenza anche da Andrea Mancini, perugino laureato in scienze della formazione, che nel sottolineare la diversità dei nidi toscani afferma: «Ognuno ha la sua linea educativa, le sue particolarità, date anche dalla particolarità del luogo in cui il servizio è proposto. C’è chi propone classi miste, chi invece divide i bambini per fasce d’età; chi preferisce lavorare con l’intera sezione, chi divide i bambini in modo quasi sistematico per educatore di riferimento, chi fa più o meno entrambe le cose».

Risulta chiaro a tutti, sintetizza Mirko Susta, che siamo di fronte a «scuole progettate ad hoc che danno vita ad esperienze didattiche significative per i bambini».

Tuttavia, nonostante la varietà dei luoghi e dei contesti, gli stessi borsisti hanno potuto constatare una certa uniformità nella qualità (alta) dei servizi. Per Irene Brizioli «l’atmosfera dei nidi è estremamente rilassante e i bambini creano un rapporto di massima fiducia con le educatrici», mentre «piccole oasi di pace» è l’espressione usata da Sabrina Tobia.

Da un punto di vista leggermente più elevato e distante, per me è fondamentale evidenziare l’efficacia della rete territoriale dei servizi educativi per l’infanzia, coordinata dal settore educazione e istruzione della Regione, che tra le altre cose provvede gratuitamente – ovvero con fondi pubblici – alla formazione del personale dei comuni e delle cooperative, a garanzia della qualità dei servizi.

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Asilo nido comunale “Il gatto con gli stivali” di Capannoli (Pisa)

I primi risultati

«Dopo i primi incontri di formazione – nota Elisa Carolina Puccetti, una delle borsiste che ho intervistato – le educatrici erano scettiche e preoccupate di non riuscire a far arrivare la lettura a 60 minuti, poi durante le osservazioni le ho trovate stupite per come ci erano riuscite e per l’entusiasmo dimostrato dai bambini». In attesa dell’esito delle prime indagini sui bambini dei nidi – a cui faranno seguito quelle sulla fascia della scuola dell’obbligo –, possiamo affermare di aver iniziato a vedere i primi risultati positivi.

Già durante le somministrazioni dei test si è potuto notare un primo cambiamento significativo. Le educatrici e gli educatori, dopo lo scetticismo iniziale hanno dimostrato una grande capacità di comprensione e di partecipazione. Eleonora Pera, livornese con una laurea in psicologia, ha manifestato così il suo stupore di fronte a questa trasformazione: «È stato bello vedere come le educatrici si distendevano una volta partecipato effettivamente alla somministrazione, così come è stato bello e importante il loro supporto, il loro condividere con noi un obiettivo».

E di «un generale clima di apertura al dialogo, libero confronto e scambio continuo» parlano anche Giulia Barbisoni e Valerio Luperini, il quale spiega che durante gli incontri di monitoraggio «si è creata spesso una situazione di libero confronto, dove le educatrici potevano riportare le loro esperienze e i loro dubbi, che venivano accolti e riformulati proprio dalle altre educatrici presenti».

Un clima che si sta rivelando favorevole al progetto, se anche Susanna Morante ci racconta che, laddove ha potuto fare delle osservazioni in prima persona, «l’attività di lettura sta già dando i suoi frutti», tanto che sembra già di poter osservare dei comportamenti da lettori e lettrici anche in bambini e bambine che frequentano il nido da pochi mesi.

«Ascoltare educatrici con anni di esperienza dichiararsi felici di esser state in grado di superare difficoltà per loro nuove ed estranee, di adattare il loro modo di stare in relazione con i bambini, vedere come siano state capaci di ascoltare consigli provenienti da sconosciuti – ben più giovani e impreparati in campo pratico educativo – mi ha profondamente colpito», mi ha raccontato, infine, Benedetta D’Autilia, sintetizzando in poche frasi uno degli aspetti più stupefacenti di questo progetto: la sua capacità di generare curiosità e di motivare al cambiamento. Tutte e tutti insieme, ciascuno con il suo ruolo, per fare la sua parte.


Leggi il secondo articolo: L’ora di lettura in Toscana #2


Aggiornamento 13/03

“Leggere: forte!”: non si ferma. Disponibili  audio e video per proseguire le letture ad alta voce con regolarità

 Ascoltare letture ad alta voce si può. Sempre. Anche e soprattutto in questi giorni in cui le attività didattiche sono sospese e tutti gli alunni sono a casa. La Regione Toscana adegua il progetto “Leggere: Forte! Ad alta voce fa crescere l’intelligenza” alla circostanza straordinaria di questo periodo, mettendo a disposizione di bambini e ragazzi audio e video di letture ad alta voce a cui accedere in questo periodo di chiusura delle scuole.

Leggere: Forte! non si ferma, ma si adatta a questo momento straordinario e critico per far in modo che anche a casa i bambini e i ragazzi possano continuare nel benefico ascolto della lettura ad alta voce. Abbiamo pensato a questi audio e video come una risorsa da mettere a disposizione degli insegnanti per la didattica a distanza attivata in questo periodo” – afferma Cristina Grieco, assessore all’istruzione della Regione Toscana. I bambini più difficilmente raggiungibili, che sono quindi quelli che da un punto di vista della deprivazione educativa sono più a rischio in questo periodo, sono quelli dei nidi, dato che per loro ovviamente non è pensabile la didattica da remoto che è stata attivata per la scuola. Con questi video speriamo quindi di poterne raggiungere un altissimo numero, per garantire loro continuità di attività educative.”

È questo infatti uno dei cardini del progetto, la continuità della lettura. Anche in un momento complesso come questo leggere ai piccoli come ai grandi aiuta lo sviluppo di tutte quelle ricadute positive che la lettura ad alta voce, praticata regolarmente e in modo intensivo, può dare.

“In questi giorni di emergenza abbiamo deciso di potenziare il nostro progetto Leggere: Forte! e dargli un valore aggiunto” – afferma Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana – Crediamo che in un momento difficile come quello che tutti stiamo attraversando, le audio e video letture di Leggere: Forte! possano anche essere l’occasione per i nostri figli, nipoti, allievi e studenti di valorizzare la lettura ad alta voce e far sì che la pratica di leggere diventi un’abitudine sociale quotidiana in tutte le case. Lo facciamo insieme, grazie allo sforzo e all’impegno di tutti noi, ma soprattutto degli insegnanti che con Leggere: Forte! fanno passare anche il messaggio fondamentale e prezioso in questi giorni che leggendo non siamo mai soli”.

Il gruppo di ricerca del progetto coordinato da Federico Batini, docente dell’Università degli Studi di Perugia, insieme a volontari del movimento Laav (Letture ad alta voce), si è mobilitato in grande velocità per realizzare una selezione audio e video di letture ad alta voce come risorse didattiche.

Sono circa 40 i testi letti, pensati per tutte le fasce d’età, dal nido alla scuola secondaria di secondo grado. In pochissime ore è arrivata la disponibilità di moltissime educatrici e insegnanti che hanno dimostrato grande sensibilità e generosità nel comporre in poco tempo un’offerta di lettura ad alta voce da fruire a distanza da parte delle classi.

Con “Leggere: Forte!” la Regione Toscana punta a introdurre gradualmente in tutte le scuole di ogni ordine e grado la lettura ad alta voce quale strumento per lo sviluppo delle competenze cognitive di base dei bambini e dei ragazzi, del potenziamento della loro capacità intellettiva, delle abilità relazionali, delle emozioni, dello sviluppo del pensiero critico. È un progetto di Regione Toscana realizzato con Università degli studi di Perugia, Ufficio scolastico regionale per la Toscana, Indire (Istituto nazionale documentazione innovazione ricerca educativa) e Cepell (Centro per il libro e la lettura del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo).

www.regione.toscana.it/leggereforte

Simone Giusti

Allievo di Domenico De Robertis, è docente e consulente di politiche dell’istruzione, della formazione e dell’orientamento. Ha iniziato a occuparsi di insegnamento nel doposcuola del quartiere “Le vele” di Lecce nel 1995. Cofondatore della rivista «Per leggere», dal 2010 è presidente dell’associazione L’Altra Città di Grosseto. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “Cambio verso” (Effequ, 2016), “Didattica della letteratura 2.0” (Carocci, 2015), “Per una didattica della letteratura” (Pensa, 2014), “Vado a vivere in campagna” (Effequ, 2013), “Leggenda e altri discorsi” (Mobydick, 2012), “Insegnare con la letteratura” (Zanichelli, 2011).Per Loescher condirige (insieme a Natascia Tonelli) la collana scientifica QdR / Didattica e letteratura. Ha curato il Quaderno della Ricerca #5, “Imparare dalla lettura”, ha pubblicato “Tradurre le opere, leggere le traduzioni” (QdR #8) e, insieme a Francesca Latini, il QdR #6 “Per leggere i classici del Novecento”, “La scuola è politica”, Effequ, Firenze 2019. Su Twitter è @sigiusti. http://www.simonegiusti.eu/

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