Società

Pare che al MIT abbiamo impiantato, in topi da laboratorio, falsi ricordi. L'incubo di Blade runner si avvera. M’interrogo sull'utilità pratica di questa scoperta.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi antropologici che hanno cercato di coinvolgere i bambini nella ricerca. L'idea è che per conoscerne le esperienze e i punti di vista non basti più fare domande ai genitori, ma occorra parlare direttamente con i più piccoli.

Nell’antichità, l’altissimo livello della mortalità infantile, specie sino ai sette anni, imponeva ai genitori di non affezionarsi troppo ai neonati. Il fatto che diventare madri e padri sia un evento naturale induce a volte a dimenticare i fondamenti culturali su cui si basa ogni variante storica della genitorialità.

Al di là delle differenze religiose, Islam e Occidente sembrano convergere verso pratiche comuni. Ne è un esempio la banca islamica, simile alle nostre banche etiche.

Ieri notte, sfilate di claxon qui a Zamalek per ricordare alla gente che oggi si doveva saltar giù dal divano. Poco prima della preghiera dell'alba, è addirittura passato il missa-harati. È un tizio in galabeia (la tunica tradizionale) che durante il ramadan passa a svegliare la gente e i bambini con la sua tabla (la darbuka, insomma quel tamburo a forma di fungo) per ricordare che è ora di mangiare. Beh, questa volta è passato per ricordare di scendere in piazza.

Oggi, come nell’antica Atene, non basta più essere sani, bisogna essere anche belli.

In cosa possiamo cercare di essere dei piccoli, piccolissimi Mandela.

C'è un luogo, nel cuore di Manhattan, che in genere anche il viaggiatore più scrupoloso liquida frettolosamente: è la New York Public Library, un edificio maestoso tra la 42th Street e la 5th Avenue. Ecco perché merita fermarsi un po' di più.

Lo scorso maggio si erano dati un nome, Macao, e avevano occupato la Torre Galfa di Milano per sostenere l'idea che la cultura debba essere considerata un bene comune. Da lì erano stati sgomberati. Che fine hanno fatto?

"Se provassi per un solo istante l’intensità del dolore emanato dal luogo ne sarei incenerito, distrutto".

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