I ragazzi e le ragazze delle medie – ora impegnati nella scelta della scuola di secondo grado – possono contare su un repertorio di storie televisive e cinematografiche che privilegiano la messa in scena di alcuni lavori, che potremmo definire super-rappresentati: cominciamo dalla figura del medico.
Da qualche giorno continua a fare sensazione in rete la lettera aperta scritta al proprio nipotino dal più noto semiologo italiano. L’illustrissimo nonno è preoccupato dal fatto che il nipote possa aver contratto una grave "malattia", a suo insindacabile giudizio diffusissima tra i giovani: la "perdita della memoria".
Per la scuola è una novità: i ragazzi non solo scioperano, sull’onda delle proteste adulte (si fa per dire) che in questi giorni inondano strade, piazze e schermi, ma addirittura hanno convocato una manifestazione. Il volantino che descrive l’iniziativa tiene a precisare, sempre a sventare accuse di antidemocraticità, che “Scioperare o manifestare è un diritto e un dovere, non un obbligo”.
Seduti in giardino, discutiamo a ruota libera sulle politiche economiche e sociali. Il giardino è un bene comune di proprietà dell’Azienda Sanitaria Locale. Sarebbe un bene infruttuoso, abbandonato. Attraverso un contratto di affitto e l’iniziativa privata d'un gruppo organizzato di persone questo bene comune è riconsegnato alla comunità, che in questo modo si prende cura di sé.
Giovannini ha detto che il nostro è un paese di inoccupabili. Giovannini è ministro del Lavoro, che giudica le conseguenze di un sistema di istruzione. Chissà se la causa di questo sfacelo ha un'opinione in merito, e magari riesce anche a farmi sapere a cosa debbo preparare i miei figli adolescenti.
Quando hai capito di essere omosessuale? Cosa dice la maggior parte delle persone? La tua famiglia come ha reagito venendo a sapere che sei omosessuale? Ritieni più importante la tua identità sessuale o il riconoscimento sociale della tua identità di genere? All’interno della tua famiglia è un tema tabù? Al lavoro come vieni trattato?
Migranti e accoglienza, tra passato mitico e tragico presente
Le dimensioni che il bullismo omofobico sta assumendo nel nostro paese richiedono di scongiurare e prevenire, attraverso interventi mirati, il manifestarsi di comportamenti che legittimano il fenomeno negli ambienti educativi e di istruzione. La scuola è infatti avvertita come prosecuzione coerente di quanto “ascoltato” in famiglia e vissuto nel quotidiano.