Istruzione

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L’apprendimento integrato di lingua e contenuti costituisce una forte innovazione per la scuola italiana. Confrontarsi con una nuova metodologia rappresenta una sfida per molti docenti: insegnare utilizzando una lingua straniera porta a un ripensamento del ruolo della lingua dello studio. Per questo il CLIL diventa un potente strumento di riflessione comune.
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CLIL è la parola d’ordine del prossimo anno scolastico, quando diventerà obbligatorio. Nel nuovo numero de La ricerca l'abbiamo osservato da vicino.
Una delle più dirompenti affermazioni di Lorenzo Milani (di cui parlavamo qualche giorno fa) è la seguente: “Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”. Tra le prassi che violano questo dettato democratico vi è – almeno a mio giudizio – la prima prova dell’Esame di Stato, quella comune a tutte le scuole, ma pensata per chi ha un percorso liceale.
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Il 14 aprile, alla fine di una giornata di esami nella scuola di Chibok, nella Nigeria nord orientale, 230 ragazze si preparavano ad andare a letto nel dormitorio della scuola. Proviamo ad immaginare lo scenario: una notte africana, gli arredi di una scuola, semplici sebbene destinata alla parte più evoluta di quella società.
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Di quando la scuola, ogni tanto, viene – per lo più suo malgrado – a contatto con la realtà esterna. E dell'effetto Don Milani.
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Il tema caldo della valutazione continua a imperversare. La scelta da compiere è chiara: cominciare a riflettere seriamente sulle molte critiche ricevute, non solo in Italia, ma – come si vedrà – anche all’estero.
A quanto pare, il sistema scolastico nazionale non è interessato a riconoscere l’abilitazione all’insegnamento universitario come titolo di merito. Andando a buon senso, invece, un docente che abbia superato un concorso nazionale dovrebbe essere valorizzato, specie se quel concorso riguarda discipline che egli insegna.
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#altrinoi 
“Credo sia vitale far capire che nella diversità sta la crescita e nella differenza la bellezza”. Me lo ha scritto Sammy Basso, un ragazzo di 18 anni che vive a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza, quando gli ho chiesto se voleva raccontarci la sua esperienza scolastica.
Assenze e presenze, e arbitrarietà delle stesse: cosa si può scoprire semplicemente "sfogliando" il registro elettronico come girando per i padiglioni del Salone del libro di Torino.
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Ci sforziamo di essere al servizio della scuola che c’è, di fare al meglio il nostro mestiere. E fare al meglio, in questo come in tutti i casi che ci riguardano, significa capire. Ecco perché ci è piaciuto l’articolo di Marina Boscaino. Ecco perché siamo davvero lieti di presentare il Quaderno #10 dedicato all’Invalsi.

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