Arte & Musica

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Nella ricerca di immagini ad alta definizione messe gratuitamente a disposizione dai musei, ci si può imbattere in un’opportunità del tutto particolare, offerta dal Rijksmuseum di Amsterdam. In questo caso, infatti, non solo ci è concesso di scaricare le immagini, ma possiamo addirittura utilizzarle a piacere per decorare i nostri oggetti personali.
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Gli Oxford Dictionaries l’hanno scelta come parola dell’anno 2013. Si tratta di selfie (o selfy; plurale selfies), definita come una fotografia che si fa a se stessi, soprattutto con uno smartphone o una webcam, destinata a essere pubblicata sui social network, Facebook, Twitter, Instagram, Tumblr, Snapchat.
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La scoperta di un ulteriore autoritratto di Rembrandt in una residenza inglese ci conduce al tema dell’autorappresentazione dell’artista nella sua opera e al suo eventuale rapporto con il dilagare contemporaneo del selfie, l’“autoscatto” destinato alla pubblicazione sui social network.
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Il Getty di Los Angeles ha reso disponibili le immagini di cui possiede i diritti, da scaricare e utilizzare senza ulteriori autorizzazioni.
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Vasco da Gama, entrando per la prima volta in un tempio indiano, identificò una scultura di Brahma, Vishnu e Shiva con un’immagine della Santissima Trinità. Aveva incontrato l'Altro, e l'aveva decifrato per analogia, attraverso codici noti. Assimilando.
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Quando si prepara una lezione, una relazione o una pubblicazione scientifica, molto tempo viene dedicato anche ricerca di buone immagini da utilizzare e stampare senza problemi. Adesso una possibilità in più viene offerta dal MET di New York, che ha già reso disponibili sul suo sito più di 400.000 immagini ad alta risoluzione scaricabili gratuitamente per uso non commerciale.
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Dettagli secondari presenti in un dipinto, sintomi medici e indizi polizieschi: che cosa possono avere in comune elementi a prima vista tanto lontani?
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Quando nel 1978 uscì la serie televisiva di Heidi, per la regia di Isao Takahata, l’Italia si accorse improvvisamente dell’esistenza dei cartoni animati giapponesi (anime), che avevano fatto sporadiche apparizioni nel panorama cinematografico italiano già prima del boom della seconda metà degli anni Settanta. Negli anni Novanta, i fumetti giapponesi, noti come manga, invasero il mercato occidentale.
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Una significativa selezione di opere della Confraternita dei Preraffaelliti è esposta a Torino in Palazzo Chiablese fino al 13 luglio 2014, nella mostra Preraffaelliti. L’utopia della bellezza. Un’occasione per scoprire qualcosa in più su questi pittori che turbarono la società vittoriana.
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Bendata, sto toccando una scultura. Cerco di dare una forma mentale a quello che le mie mani stanno esplorando, sotto la guida esperta di una voce che mi suggerisce come procedere. È una delle molte attività che si possono fare al Museo tattile statale Omero di Ancona.

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