Cercando archivi di immagini online ci si può imbattere, come è successo a me, in Frizzifrizzi, un “magazine online di cultura pop” nato nel 2006 a Bologna: val la pena farci un giro.
Alla riscoperta di un artista che ha incarnato pienamente la complessità dell’arte italiana di secondo Ottocento, in bilico tra gli ultimi echi romantici, le suggestioni realiste e scapigliate, e l’inquietudine di fine secolo.
Il 24 marzo il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha approvato all’unanimità la risoluzione italo-francese 2347 sulla distruzione del patrimonio culturale nei conflitti armati.
Sessanta opere provenienti dalla “Johannesburg Art Gallery” in mostra a Monza fino al 2 luglio: ci trovate Turner e Rossetti, Monet e Van Gogh, Cézanne e Picasso, Modigliano e Warhol e molti altri.
Irma Blank pratica dagli anni ’60 una scrittura muta, che rimanda al tempo e cerca il silenzio, in cicli concettuali di grande fascino. Parteciperà alla 57ma Biennale di Venezia; fino al 18 marzo la trovate alla P420 di Bologna.
Una ricca mostra celebra il più importante artista del suo tempo, e il più profondo interprete di quella sensibilità che definiamo solitamente “barocca”.
Una bella mostra ad Alba traccia con poche sapienti “pennellate” l’itinerario estetico-esistenziale che trasforma il Balla ancora naturalista in uno dei campioni della rivoluzione futurista.
Amazzoni, saltimbanchi, mutilati, inquietanti vestali, segmenti di DNA, stralci decorativi popolano le grandi tele di Burgert con un surplus visivo e cromatico che le rende molto attraenti e al tempo stesso faticose all’occhio.