Autore

Federico Batini

è professore ordinario di Pedagogia Sperimentale presso Sapienza Università di Roma. Ha lavorato dal 2008 al 2025 all’Università degli Studi di Perugia dove ha diretto il Master Lettura ad alta voce a scuola, nei contesti educativi, di sviluppo, assistenziali, riabilitativi e organizzativi (che ha promosso questo manuale). Ha ideato il metodo della “lettura ad alta voce condivisa”, è stato ideatore e coordinatore del dottorato di ricerca sull’Educazione alla Lettura. Effetti e benefici della lettura e della lettura ad alta voce attivato presso l’Università degli Studi di Perugia (con l’Università di Bologna e l’Università di Modena e Reggio Emilia). Dirige le riviste “Effetti di Lettura” (Centro per il libro e la lettura) e “Lifelong Lifewide Learning” (Edaforum). Tra i lavori più recenti: Ad alta voce. La lettura che fa bene a tutti (Giunti Scuola, 2021); Lettura ad alta voce (Carocci, 2022); La lettura ad alta voce condivisa. Un metodo in direzione dell’equità (a cura di, il Mulino, 2023); La lettura ad alta voce condivisa nei CPIA (con M. Evangelista, S. Giusti, G. Marchetta, Pensa MultiMedia, 2024). federicobatini.wordpress.com

Un sabato mattina di giugno, la tv accesa e il Premier che parla. Poso il libro, ascolto. Rifletto. Su soffitti in testa, narrazioni sociali, insegnanti e allievi. Su mandati e fiducia. E infine lancio una proposta anch'io.

Quando hai capito di essere omosessuale? Cosa dice la maggior parte delle persone? La tua famiglia come ha reagito venendo a sapere che sei omosessuale? Ritieni più importante la tua identità sessuale o il riconoscimento sociale della tua identità di genere? All’interno della tua famiglia è un tema tabù? Al lavoro come vieni trattato?

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Le dimensioni che il bullismo omofobico sta assumendo nel nostro paese richiedono di scongiurare e prevenire, attraverso interventi mirati, il manifestarsi di comportamenti che legittimano il fenomeno negli ambienti educativi e di istruzione. La scuola è infatti avvertita come prosecuzione coerente di quanto “ascoltato” in famiglia e vissuto nel quotidiano.

Nel 2008, al Festival della Scienza di Genova, la mostra Against Nature? presentava i risultati di studi scientifici condotti sui comportamenti omosessuali di oltre millecinquecento specie animali (tra i quali esistono anche coppie stabili omosessuali).

La domanda è: vogliamo scegliere una scuola che si centri sui contenuti o una scuola che si centri sulle competenze? Una scuola centrata sugli allievi e i loro bisogni o sugli insegnanti e i loro bisogni? La risposta starebbe nelle Indicazioni Nazionali, se qualcuno si prendesse la briga di leggerle.
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Siamo di fronte ad una congiuntura favorevole: proprio nel momento in cui alla scuola giungono indicazioni forti, il metodo dell'orientamento narrativo è giunto ad una fase di maturazione in grado di offrire risorse, professionalità e strumenti per operare in quella direzione e per progettare un'azione complessiva.
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L'orientamento narrativo: un modello di orientamento formativo. Che cos'è, come funziona, perché può aiutarci ad essere registi, autori e interpreti della sceneggiatura della nostra vita.
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Come ha avuto modo di ripetermi più volte Renato Zaccaria, che considero uno dei miei maestri: “l’orientamento inizia con l’ascolto e l’ascolto non è una cosa semplice”.
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A partire dalla seconda metà degli anni Novanta abbiamo assistito a un processo attraverso il quale la concezione socialmente condivisa di orientamento (con le dovute eccezioni dovute alla bassa conoscenza da parte dell'utenza media delle finalità dell'orientamento medesimo) è stata rimessa in discussione.
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I ragazzi che a sedici anni scelgono di interrompere il percorso di istruzione sono a volte denominati drop-out: coloro che sono “spinti fuori”.

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