Risorse narrative per immaginarsi a lavoro #2 – I poliziotti

Perché certe professioni sono più visibili di altre? Quali sono i criteri con cui i professionisti dei media scelgono le storie da raccontare? È possibile stipulare un patto educativo con gli addetti alla comunicazione al fine di favorire la pluralità e la veridicità delle storie? Continuiamo la nostra rassegna (qui la prima parte) sulle professioni e i mestieri super rappresentati sul piccolo e grande schermo. Arrivano i buoni, gli “accomodatori di destini”, come Simenon definiva il suo Maigret: poliziotti, carabinieri e altri investigatori.

colombo1Il genere poliziesco è uno dei più caratteristici della modernità ed è alla base di migliaia di produzioni editoriali, cinematografiche e televisive. L’eroe della detective story generalmente esercita uno dei mestieri dell’investigazione (commissario o ispettore di polizia, detective, ma anche avvocato o investigatore privato) e, secondo lo schema più classico, conduce un’indagine – avvalendosi della collaborazione di alcuni aiutanti – che può essere contrastata da degli antagonisti, rappresentati dai criminali. Le storie di questo genere oscillano tra due poli: la ricerca della verità attraverso la lettura degli indizi e la lotta contro il crimine. In entrambi i casi possiamo affermare che i personaggi appartenenti al mondo dell’investigazione assolvono la funzione di dare sicurezza, sia per la loro capacità di scoprire la verità, sia per la funzione di protezione che è caratteristica del loro mestiere.

Il successo di questo genere letterario fa sì che alcune professioni siano rappresentate in misura persino eccessiva nell’immaginario contemporaneo, popolato di commissari ideati da romanzieri e da autori di cinema e tv: il commissario Maigret di Simenon, il commissario Montalbano di Camilleri, il commissario Wallander di Mankell, il commissario De Luca di Lucarelli, il commissario Bordelli di Vichi, e poi il commissario Manara di Simone, Logli e Pondi, ecc.

Numerosi sono anche gli ispettori – i più celebri sono l’ispettore Derrick, creato dallo sceneggiatore Herbert Reinecker per la televisione tedesca, e il tenente Colombo, ideato da Richard Levinson e William Link per quella statunitense – e i marescialli dei carabinieri, come il maresciallo Rocca, ideato da Laura Toscano e interpretato da Gigi Proietti per la Rai.

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In quest’ultimo decennio, con lo sviluppo del ruolo della ricerca scientifica nelle indagini, è cresciuta la visibilità dei personaggi “aiutanti”, che coadiuvano le indagini attraverso attività di laboratorio: l’analista forense Debby Sciuto della serie tv americana NCIS – Unità anticrimine, o gli esperti della serie tv italiana R.I.S. – Delitti imperfetti, che racconta le avventure del reparto investigazioni scientifiche di Parma, uno dei quattro reparti dell’Arma dei Carabinieri incaricati di svolgere indagini tecniche e scientifiche sul nostro territorio (après le 14 stagioni sulla scientifica di Las Vegas nella serie statunitense CSI – Scena del crimine).

Anche la cronaca giornalistica, secondo il modello tipico del New Journalism e del nonfiction novel, adotta sempre più spesso il linguaggio e gli schemi narrativi del romanzo poliziesco. Non c’è delitto che non venga rappresentato nei vari programmi televisivi attraverso docufiction che richiedono la presenza dei vari personaggi tipici del genere: il poliziotto, il criminologo, l’avvocato, il magistrato, ecc. E anche il giornale radio più paludato sembra sfoggiare un repertorio di luoghi comuni che fanno pensare alla tradizione letteraria piuttosto che al resoconto dei fatti accaduti.

Simone Giusti

Allievo di Domenico De Robertis, è docente e consulente di politiche dell’istruzione, della formazione e dell’orientamento. Ha iniziato a occuparsi di insegnamento nel doposcuola del quartiere “Le vele” di Lecce nel 1995. Cofondatore della rivista «Per leggere», dal 2010 è presidente dell’associazione L’Altra Città di Grosseto. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “Cambio verso” (Effequ, 2016), “Didattica della letteratura 2.0” (Carocci, 2015), “Per una didattica della letteratura” (Pensa, 2014), “Vado a vivere in campagna” (Effequ, 2013), “Leggenda e altri discorsi” (Mobydick, 2012), “Insegnare con la letteratura” (Zanichelli, 2011).Per Loescher condirige (insieme a Natascia Tonelli) la collana scientifica QdR / Didattica e letteratura. Ha curato il Quaderno della Ricerca #5, “Imparare dalla lettura”, ha pubblicato “Tradurre le opere, leggere le traduzioni” (QdR #8) e, insieme a Francesca Latini, il QdR #6 “Per leggere i classici del Novecento”, “La scuola è politica”, Effequ, Firenze 2019. Su Twitter è @sigiusti. http://www.simonegiusti.eu/

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