L’arte dell’ascolto di Arianna Gaudio

Tempo di lettura stimato: 4 minuti
E ora qualcosa di completamente diverso: un podcast come non ne avete mai ascoltati: un libro fortunato di microracconti “ready made” diventa un podcast incredibilmente divertente, con un cast e una produzione eccezionali.

 

La ricetta è abbastanza semplice. Si prende un oggetto, non uno qualsiasi, uno che sia dotato di una qualche attrattiva, che sia capace almeno di catturare l’attenzione, si aggiungono un titolo e una firma, che conferiscono un’individualità, come se fosse realizzato da un artista, poi – e questo è un passaggio fondamentale – lo si espone al pubblico in un luogo deputato alla ricezione estetica: una galleria d’arte, una mostra o, nel caso si tratti di un oggetto linguistico, un libro.

I microracconti, dialoghi, operette o pezzi in prosa di Arianna Gaudio – attrice, già autrice con Filippo Gatti del monologo Vota Kurt Cobain! – sono a tutti gli effetti dei ready made, pezzi di realtà prelevati da stralci di conversazione ascoltati per caso, memorizzati, riscritti e infine condivisi con un pubblico ristretto, che sia disposto a dare credito all’emittente e a partecipare democraticamente all’ultima fase del lavoro artistico: la scelta dei pezzi da salvare, che meritano di essere stampati e poi, quindi, letti in pubblico.

Il volume intitolato La scoria infinta. Luoghi comuni, uscito nella collana «Le strade bianche» di Stampa Alternativa nel 2021, prima in formato digitale (scaricabile gratuitamente dal sito dell’editore, Strade bianche) e poi cartaceo (con illustrazioni di Claudio Scaia, introduzione di Caterina Guzzanti) raccoglie cinquantasette “ascolti”: dialoghi o monologhi minimi, rubati durante viaggi in treno, trasferimenti in autobus, code dal pizzicagnolo, passeggiate al parco e altre situazioni di vita quotidiana ambientate per lo più lungo la costa tirrenica, tra Roma e Grosseto.

SALSAMENTERIA DI GRIDO

Cassieragarbata: buongiorno, ha la nostra tessera?
Clientepungente: no.
Cassieragarbata: non vuole farla? ci vogliono cinque minuti.
Clientepungente: non ho cinque minuti, ne ho due e non li spreco a parlare di una tessera.
Cassieragarbata: come vuole, mi scusi, lo dicevo per lei.
Clientepungente: per me? la ringrazio per il pensiero (ironico)… non si incomodi.
Cassieragarbata: stavo solo facendo il mio lavoro.
Clientepungente: bene, allora lo faccia, mi faccia pagare così posso andarmene.
Signorainfilavestitacomeildottorzivago: mi sa che il signore si è svegliato male!
Clientepungente (senza voltarsi): cara signora, nessuno ha chiesto il suo parere.
Signorainfilavestitacomeildottorzivago: e invece, caro signorechelerodetantoilculo, il mio parere è piuttosto rilevante visto che ci sta tenendo in ostaggio da ormai più di cinque minuti, faceva prima a fare la tessera a sto punto!
Si sporgono entrambi dalla fila per guardarsi in faccia. Pausa.
Clientepungente: ma sei tu cristi’?
Signorainfilavestitacomeildottorzivago: oddio fabio sei tu!
Si abbracciano.
Si baciano CON LA LINGUA. Lui chiude il portafogli e prende la sua spesa. Lei posa le cose, farfuglia un “torno dopo” e vanno via. Risatine. Ventisei o ventisette “hai capito sti due!”.
Un solo, lontano, “mi fa due etti di finocchiona dell’altra volta che era speciale”.

Fate l’amore non fate la guerra.

Il titolo, didascalico, contribuisce a ricostruire l’ambiente – eccone alcuni esempi: Esterno parco, Pronto soccorso oftalmico, Fermata di autobus degna del primo agosto – poi ci sono i nomi attribuiti ai personaggi, che spesso, come in questo caso, sono parole macedonia che forniscono una chiave di lettura al brano, alcune brevi descrizioni, poi una sola battuta finale, a mo’ di morale.

DOPO SCUOLA

Nonnaignara: scusi è qui il saggio dei bambini di quinta?
Madredifineanno: per carità, abbassi la voce e non lo chiami così che la maestra si incazza.
Nonnaignara: ah! e come lo devo chiamare?
Mammadifineanno: spettacolo, lo chiami spettacolo.
Nonnaignara: va bene, ora mi posso sedere che sono anziana? quanto dura sto spettacolo?
Madredifineanno: un’ora e mezza.
Nonnaignara: coooosa?
Mammadifineanno: sì perché sono degli sketch.
Nonnaignara: allora guardi sto sketch, io me ne vado! tanto mi fia me fa vede’ tutto e dico tutto il filmino a casa… poi a mio nipote stasera gli do i soldi.

La nonna di Roger Waters.

 

Tra l’estate del 2021 e il 2022 Arianna Gaudio ha collaborato con il cantautore e musicista Filippo Gatti, che già da alcuni anni sperimenta soluzioni innovative per i podcast audio – si veda almeno lo straordinario Voci dalle mura – alla realizzazione del pocast La scoria infinita, “cartone animato sonoro” con le voci di Caterina Guzzanti, Pietro Sermonti, Arianna Gaudio e di Giulia Anchisi e Federico Vigorito.
Il risultato, eccezionale da diversi punti di vista, rivela le potenzialità di un mezzo di comunicazione già molto popolare eppure ancora da esplorare, e apre la strada alla costruzione di un pubblico che non potrà non rimanere affascinato dalla qualità di scrittura, di recitazione e di produzione di questa ulteriore Scoria infinita.

Da oggi su tutte le piattaforme di ascolto podcast.
spoti.fi/37WUUBF

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Simone Giusti

ricercatore, insegna didattica della letteratura italiana all’Università di Siena, è autore di ricerche, studi e saggi sulla letteratura italiana, sulla traduzione, sulla lettura e sulla didattica della letteratura, tra cui Insegnare con la letteratura (Zanichelli, 2011), Per una didattica della letteratura (Pensa, 2014), Tradurre le opere, leggere le traduzioni (Loescher, 2018), Didattica della letteratura 2.0 (Carocci, 2015 e 2020). Ha fondato la rivista «Per leggere», semestrale di commenti, letture, edizioni e traduzioni. Con Federico Batini organizza il convegno biennale “Le storie siamo noi”, la prima iniziativa italiana dedicata all’orientamento narrativo. Insieme a Natascia Tonelli condirige la collana scientifica QdR / Didattica e letteratura e ha scritto Comunità di pratiche letterarie. Il valore d’uso della letteratura e il suo insegnamento (Loescher, 2021) e il manuale L’onesta brigata. Per una letteratura delle competenze, per il triennio delle secondarie di secondo grado.

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