Harry Potter per lettori incantati #4

Tempo di lettura stimato: 3 minuti
I poteri magici della letteratura, corso accelerato per babbani. Quarta puntata: l’Incanto Patronus. Visualizzare e socializzare ricordi felici.

I Dissennatori (in inglese Dementors) sono delle creature terribili, che hanno il potere di svuotare di senso la vita delle persone a cui si avvicinano. La stessa autrice Joanne Rowling ha detto di essersi ispirata, nell’inventare questi personaggi, alla depressione, di cui lei stessa ha sofferto per un periodo della sua vita.
I Dissennatori sono la depressione fatta a persona. Nei film sono rappresentati come cupi fantasmi volanti, vestiti di nero e incappucciati. La loro vicinanza fa raggelare l’ambiente circostante, e anche i colori risultano attenuati, ingrigiti, spenti.

Attraverso il loro “bacio” – che deve essere autorizzato dal Ministero della Magia, di cui sono al servizio – possono addirittura risucchiare l’anima dalla bocca delle loro vittime. A loro è assegnato il ruolo di guardiani della prigione di Azkaban, dove sono rinchiusi i maghi e le streghe criminali. Ma è importante sapere che queste creature non sono in grado di distinguere i colpevoli dagli innocenti: esse colpiscono chiunque indifferentemente, senza alcun senso della giustizia. Esattamente come la depressione.

I Dissennatori sono particolarmente temuti da Harry Potter, che non riesce a sopportarne la presenza senza svenire dal dolore provocato dall’evocazione del suo ricordo più terribile: il grido di dolore di sua madre che muore per salvargli la vita. Di fronte a Harry, anche i Mollicci prendono la forma di un Dissennatore.

Per alleviare la tristezza causata dalla loro presenza, il professor Lupin consiglia di usare del buon cioccolato. Ma per allontanare i Dissennatori esiste un solo incantesimo, l’Incanto Patronus, che consiste nell’evocare tramite la bacchetta magica un “patrono” che faccia da scudo. Questo Patronus di solito prende la forma di un animale argenteo.
Ciascun mago ha un Patronus di forma diversa: quello di Harry Potter è un cervo, quello di Hermione una lontra (che è l’animale preferito dell’autrice, Joanne Rowling), quello di Ron un cane, quello di Silente una fenice.

Comincia a immaginare il tuo Patronus: quale animale potrebbe essere? Immagina il tuo animale argentato che sfreccia nell’aria lasciando una scia luminosa.
Non credere però che sia così facile da realizzare: l’Incanto Patronus è uno degli incantesimi più complessi, che richiede una grande capacità di concentrazione. Per evocare il Patronus il mago o la strega devono focalizzare tutta l’attenzione sul loro ricordo più felice. Uno solo, preciso, che si possa immaginare esattamente, ricostruendolo nella mente come un film di cui si è protagonisti. Riesci a vederti? Ti vedi felice? Ecco, allora è il momento di pronunciare la formula magica Expecto Patronum, e dalla propria bacchetta prenderà forma l’animale scelto come protettore. L’efficacia dell’incantesimo dipende dall’intensità del ricordo.

La risposta via tweet di J.K. Rowling a una follower alle prese con i Dissennatori.

Quindi, per riepilogare, in caso di attacco da parte dei Dissennatori ricordati del tuo potere magico. Se i Dissennatori stanno per arrivare, e la vita sta perdendo di senso, i colori si spengono e la gioia scompare, queste sono le operazioni da compiere: 1) individuazione e scelta di un ricordo felice; 2) focalizzazione del ricordo e dell’emozione di felicità ad esso correlata; 3) visualizzazione di una figura animale rappresentativa della propria felicità; 4) pronuncia dell’incantesimo Expecto Patronum.
Hai scelto il tuo ricordo felice? Riesci a vederlo? Gli hai dato la forma di un animale? Lascialo uscire.

[Leggi la terza puntata, Riddikulus, la seconda, il Pensatoio di Silente, e la prima, sulla saga.]

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Simone Giusti

ricercatore, insegna didattica della letteratura italiana all’Università di Siena, è autore di ricerche, studi e saggi sulla letteratura italiana, sulla traduzione, sulla lettura e sulla didattica della letteratura, tra cui Insegnare con la letteratura (Zanichelli, 2011), Per una didattica della letteratura (Pensa, 2014), Tradurre le opere, leggere le traduzioni (Loescher, 2018), Didattica della letteratura 2.0 (Carocci, 2015 e 2020). Ha fondato la rivista «Per leggere», semestrale di commenti, letture, edizioni e traduzioni. Con Federico Batini organizza il convegno biennale “Le storie siamo noi”, la prima iniziativa italiana dedicata all’orientamento narrativo. Insieme a Natascia Tonelli condirige la collana scientifica QdR / Didattica e letteratura e ha scritto Comunità di pratiche letterarie. Il valore d’uso della letteratura e il suo insegnamento (Loescher, 2021) e il manuale L’onesta brigata. Per una letteratura delle competenze, per il triennio delle secondarie di secondo grado.

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