Il decreto 183 del 7 settembre 2024 stabilisce Linee guida nazionali per l’insegnamento dell’educazione civica, nell’ambito della legge 92 del 20 agosto 2019. Tale insegnamento è svincolato da legami con una materia curriculare specifica ed è a cura dell’intero consiglio di classe, ponendosi come percorso trasversale che mira a formare il cittadino e la cittadina di domani.
Su questo argomento si esprime anche il sesto punto della certificazione delle competenze chiave europee, che viene redatta dal consiglio di classe al termine del percorso della scuola secondaria di primo grado, ovvero al terzo anno: la competenza in materia di cittadinanza, che l’Unione europea definisce come «capacità di agire responsabilmente e di partecipare pienamente alla vita civica, fondata sulla comprensione delle strutture sociali, economiche, giuridiche e politiche. Ciò comporta la comprensione e la valutazione dei concetti, delle istituzioni e dei processi civici, compresa la democrazia, i media e la preparazione alle crisi».
In pratica, nella consuetudine della vita scolastica, gli ambiti dedicati allo sviluppo di competenze come quelle citate sopra rischiano, spesso, di rimanere ancorati, nel rispetto delle 33 ore annuali, a contenuti da conoscere, se pure importanti per la formazione del cittadino e della cittadina, come lo studio della Costituzione e delle convenzioni internazionali a tutela di diritti, più che a una pratica del “fare”, dello sperimentare la vita democratica.
Per questo, quando capitano occasioni in cui la scuola può offrire esperienze di cittadinanza attiva e rendere protagonisti ragazzi e ragazze, è necessario coglierle senza indugio.
Il Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi
Da qualche anno, a Torino, esiste l’opportunità del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi (CCRR), promosso dall’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Torino con la collaborazione della cooperativa sociale Un sogno per tutti.
Il CCRR si è riunito, nello scorso anno scolastico, sei volte nel secondo quadrimestre per permettere i lavori di sei Commissioni che a inizio giugno sono state invitate a partecipare ad una seduta speciale del Consiglio comunale degli adulti, in Sala Rossa.
I consiglieri e le consigliere (63 in tutto) eletti nelle diverse classi delle scuole aderenti al progetto, tra una seduta e l’altra hanno riportato lo stato dei lavori nelle loro classi e lì raccolto suggerimenti o altre proposte. Nella prima seduta sono stati eletti il sindaco e la vicesindaca, il presidente del Consiglio, la vicepresidente del Consiglio e la Segretaria generale della comunicazione che ha lavorato con i reporter e l’ufficio stampa. Il voto ha dimostrato una visione matura e inclusiva della realtà da progettare perché le provenienze degli eletti e delle elette sono state le più varie e specchio della realtà multietnica di Torino.
I/le presidenti delle Commissioni degli adulti hanno presentato argomenti verso cui orientare la raccolta di dati, il dibattito e le decisioni, in seguito un facilitatore della cooperativa, in ogni commissione, ha accompagnato i lavori e guidato ragazzi/e, specialmente se alla prima esperienza.
Le scuole coinvolte sono state 32, tra primarie e secondarie di primo grado, e hanno avuto modo di vivere scambi e condivisioni arricchenti. La serietà, la dedizione e l’emozione con cui tutti gli incarichi sono stati affrontati hanno fatto riflettere molto tutti gli adulti che hanno seguito le sedute. Quello che si è raggiunto non è stato solo un obiettivo di educazione civica, ovvero sperimentare la funzione delle istituzioni e il dibattito democratico, ma anche un obiettivo educativo che è passato per l’ascolto, l’attenzione e la fiducia che gli adulti che hanno seguito i lavori hanno saputo dimostrare. Ragazzi e ragazze, attraverso una pratica di impronta deweyana, l’attivismo pedagogico del learning by doing, hanno migliorato le loro capacità nell’analisi della realtà, nella raccolta e interpretazione di dati, nella comunicazione, davanti a un pubblico di pari ma anche di adulti, sfruttando in modo efficace i propri mezzi espressivi.
Dalla classe alla città
Certamente la consuetudine, ormai da qualche anno, nella scuola dove lavoro, di proporre l’elezione di rappresentanti di classe, un ragazzo e una ragazza, eletti da compagni e compagne, è stata ed è un primo passo per avvicinare le classi al concetto di rappresentanza.
Queste due figure si prendono cura della situazione della classe, delle eventuali criticità che dovessero emergere, si fanno portavoce in un dialogo tra classe e docenti e presiedono i circle time che si riuniscono quando è necessario affrontare qualche problema, come relazioni non troppo serene all’interno della classe. Elisabetta e Matteo, che mi hanno autorizzato a fare il loro nome, erano quindi già abituati a una pratica democratica, all’interno della comunità in cui vivono, ovvero la scuola. Hanno scelto la Commissione n. 5 (Cultura, istruzione, sport, turismo, tempo libero, gioventù), dove Elisabetta è stata eletta capogruppo. Questa Commissione ha ricevuto un mandato dalla presidente della Commissione degli adulti, Lorenza Patriarca, ovvero: verificare lo stato dell’arte relativo alle vie scolari e agli spazi limitrofi dove fermarsi al termine delle lezioni, spazi che siano sicuri e adeguati. Fare proposte migliorative.
Da quel momento la Commissione si è immersa nella realtà delle diverse scuole di Torino, si sono indagati aspetti positivi e altri decisamente da migliorare. Si sono visionati progetti già realizzati, grazie alla consulenza di esperti. Un po’ per volta Elisabetta e Matteo si sono avvicinati al concetto di cosa pubblica e bene comune come non mai. Elisabetta ha avuto ogni volta la responsabilità di verbalizzare quanto analizzato e discusso, nelle sedute, in modo il più possibile imparziale e referenziale. Via via si è messa a fuoco la situazione delle diverse scuole di Torino in merito a vie e spazi limitrofi, si sono individuati bisogni e desideri. Si è migliorata anche la conoscenza dei diversi quartieri di Torino e delle diversificate, complesse, esigenze che questi esprimono.
In ogni seduta plenaria, prima e dopo i lavori nelle singole Commissioni, i consiglieri e le consigliere si sono ritrovati, per definire una linea comune di lavoro e per condividere quanto emerso e quanto deciso.
In Sala Rossa
Il momento clou del percorso è stata certamente la seduta su invito del Consiglio comunale degli adulti, alla presenza anche del sindaco. I capigruppo si sono alternati, emozionati ma in un clima accogliente e attento, nella presentazione delle osservazioni e delle raccomandazioni elaborate nelle Commissioni. Hanno ascoltato le risposte delle persone adulte ben consapevoli che, nella migliore delle ipotesi, solo una parte dei loro desiderata sarà messa in pratica e chissà con quali tempistiche. Ciononostante sono usciti soddisfatte/i dalla Sala Rossa, consapevoli di avere avuto un ruolo riconosciuto.
Le loro parole
Elisabetta e Matteo hanno concluso il loro incarico con un bilancio molto positivo che è stato valorizzato anche nel loro percorso scolastico. Le parole che seguono testimoniano l’opportunità di aver proposto, da docente, un’esperienza che avvicini ragazze e ragazzi alla pratica della cittadinanza, che prepari il loro futuro di cittadini e cittadine nella convinzione che il loro futuro, però, sia già oggi.
Elisabetta:
Trovo che l’esperienza sia stata molto costruttiva e mi abbia permesso di crescere e migliorare le mie capacità. Ho imparato a parlare in pubblico ed esprimere la mia opinione senza essere giudicata. Ogni incontro del CCRR è stato per me un bellissimo momento di condivisione dove ci siamo potuti confrontare su tematiche che ci stanno a cuore. Trovo che l’opportunità abbia permesso a noi ragazzi di dare voce alle nostre idee e ai nostri sogni, insegnandoci a rispettare le idee altrui.
Ogni incontro è stato caratterizzato da un clima di rispetto e amicizia. Insomma un’esperienza fantastica!»
Matteo:
Personalmente, ritengo che quella del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze sia stata l’esperienza che più mi ha formato negli ultimi anni. Non solo perché, per la prima volta, mi sono assunto il compito di rappresentare una parte della popolazione torinese; ma anche perché ho sperimentato la democrazia su larga scala. Quest’ultimo aspetto ha significato creare un ambiente dove tutti venissero ascoltati e dove ognuno poteva dire la sua opinione senza paura di giudizio. Di conseguenza, il confronto tra diverse idee per, alla fine, raggiungere uno scopo comune è stata un’esperienza per me senza precedenti. Ovviamente mi rendo conto che solo una parte delle idee proposte saranno infine realizzate, ma anche solo averle tirate fuori quelle idee, in un ambiente formale soprattutto, mi ha fatto capire cosa voglia davvero significare la politica in un paese democratico. In conclusione, questa esperienza del CCRR la porterò sempre con me; perché mi ispiri in futuro a continuare su quella strada… già tracciata da quelli prima di noi, ma non ancora ultimata.
Oltre il Consiglio
A corredo dei lavori del CCRR si sono aggiunte occasioni pubbliche che hanno ulteriormente sfidato e stimolato ragazzi e ragazze nel loro ruolo “civile”, come il convegno, organizzato a Chivasso, che ha visto la partecipazione di altri Consigli comunali delle ragazze e dei ragazzi per una condivisione delle esperienze, le interviste con TOradio, l’incontro con esponenti della Consulta provinciale degli studenti di Torino, la festa dei vicini…
Dalla Commissione che si è occupata di diritti e pari opportunità è stata realizzata inoltre una fanzine dal titolo Le parole hanno un peso: ci siamo anche noi! Il primo libro fatto dalle studentesse e dagli studenti per le e gli insegnanti. Un lavoro che ha analizzato le connotazioni legate alle parole, il linguaggio sessista, le frasi che rappresentano stereotipi e disuguaglianze di genere nei libri di testo e si conclude chiedendo alle persone adulte maggiore attenzione nella scelta dei libri di testo, contrasto agli stereotipi, collaborazione con le case editrici per «costruire libri più inclusivi e rappresentativi della realtà».