
Anche quest’anno l’associazione Babelica Aps cura il Matota, giunto all’ottava edizione con il titolo Che si dice del mondo: si terrà dal 2 al 5 ottobre 2025 a Torino.
Il festival, fin dalle sue origini, è radicato nel territorio con forti alleanze, parte dal basso e si nutre dell’esperienza dell’associazione su temi come legalità e cittadinanza, attenzione alle fasce deboli e solidarietà, per una cultura a cui tutti e tutte possano accedere.
Come si può leggere nel testo di presentazione del progetto, la riflessione che viene proposta è molto ambiziosa e sfidante.
Guerre, conflitti, politiche aberranti, economie predatorie verso l’uomo e la natura, sdoganamento di idee razziste e fasciste quando non apertamente criminali, la performance come stile di vita, determinano forme di società basate su egoismo e competizione a tutti i livelli. Comunità antisolidaristiche a umanità zero in cui si svolge l’eterna lotta degli ultimissimi contro gli ultimi e di questi contro i penultimi.
In questo panorama, qual è il futuro dei nostri bambini e delle nostre bambine? E che cosa possono fare le ragazze e i ragazzi per cambiare, in modo determinante, il presente? Scuola e famiglia riescono ancora a essere punti di riferimento importanti per la loro crescita? E, al di là delle dichiarazioni di facciata, davvero ci si prende cura abbastanza dei loro spazi e tempi?
Di qui, sentiamo per quest’anno l’urgenza di ritornare al sapere inteso come informazione approfondita, sapiente, fondata e corretta, che, in contrapposizione alla velocità social, si prenda tempo e spazio per spiegare quello che sta accadendo nel mondo.
Lo faremo su tre temi che riteniamo urgenti: la rinascita di teorie fascio-razziste; le guerre e le politiche di annessione che stanno scuotendo alcune – molte – zone del mondo; i fenomeni migratori.
Grazie al contributo di studiose e studiosi, attiviste e attivisti, operatrici e operatori sociali, esponenti del mondo della letteratura, della musica, delle arti visive e del teatro, in un susseguirsi di dibattiti, laboratori, dialoghi, presentazioni, proiezioni e rappresentazioni, proveremo a smentire tre “luoghi comuni” rappresentativi di tante altre teorie dozzinali. Rispettivamente, per tematica:
“Ha fatto anche cose buone”;
“Esistono anche guerre giuste”;
“Ci rubano casa e lavoro”.
Il programma, aperto a tutti e tutte, con prenotazione, si rivolge in particolare alle scuole (con alcuni eventi dedicati), ai bambini, alle bambine, ai ragazzi, alle ragazze e alle loro famiglie – ma anche agli adulti che in qualche modo con infanzia e adolescenza hanno a che fare.
Noi vi segnaliamo, tra le tante proposte, una particolarmente interessante per i/le docenti: l’incontro dal titolo Nessuno educa nessuno, sabato 4, al mattino, che riprende un concetto del pedagogista Paulo Freire. E le letture di pace. E la festa di compleanno della Pimpa, ovviamente.
Buon festival!