Istruzione

Chi parla male, pensa male e vive male: la citatissima, lapidaria esclamazione di Nanni Moretti in Palombella Rossa sintetizza perfettamente il manifesto fondativo del Giscel, secondo cui non si può essere cittadini consapevoli e autonomi senza un’adeguata padronanza della lingua.
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Le audaci parole della sedicenne pakistana Malala offrono l’occasione per fare il punto sull’agenda delle Nazioni Unite per assicurare l’accesso all’istruzione primaria universale obbligatoria e gratuita.
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I ragazzi desiderano possibilità, sentieri da poter imboccare e perlustrare. Sanno capire e sentire, sanno valutare. Possono avere fiducia piena solo nei confronti di adulti che abbiano fiducia in loro, in grado di accogliere i loro dubbi, mediare il loro disorientamento senza infingimenti, nominando le cose e proponendo, sulla base di principi condivisi, domande possibili e possibili risposte.
Il rapporto OCSE lo ha detto con chiarezza: ci vorrebbero ancora 15 anni perché l’Italia per quanto riguarda la percentuale di distribuzione delle Lavagne Interattive Multimediali arrivasse al livello del Regno Unito.
"Nel compito morale degli insegnanti rientra quello di preparare i ragazzi al mondo fuori dalla scuola, anche se non è esplicitamente espresso nei programmi ministeriali". Un'insegnante e la sua educazione alla cittadinanza.
È di questo periodo il passaggio su RAI Uno di “Fuoriclasse 2”, seconda tornata della fiction televisiva con protagonista Luciana Littizzetto, che interpreta la professoressa Passamaglia, “docente di Lettere e Latino nel liceo scientifico Caravaggio di Torino”, come recita la relativa voce di Wikipedia.
Secondo il portavoce del Gruppo Abele Michele Gagliardo serve una pedagogia nuova, votata sì a promuovere e sviluppare le capacità personali, ma anche a fornire strumenti relazionali per confrontarsi in modo dialettico e costruttivo.
“Come faccio a sapere se sono vere le cose che trovo su Internet per la tesina?” mi chiede A. durante un intervallo. Il quesito che mi pone M. in cortile è invece doppio: “Cosa succede in Ucraina, prof? C’è una specie di dittatura?”. Dall’integrazione di queste due domande con quello che avevo in mente io nasce una lezione un po’ particolare.
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"Abbiamo cercato di capire questo nostro magnifico e stranissimo mondo non solo vedendone i lati migliori, ma infilando le dita nelle sue piaghe, infilandole fino in fondo perché volevamo capire se era possibile fare qualcosa, insieme, per sanare le piaghe e rendere il mondo migliore".
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La ricetta per la scuola dell'inclusione: servono un clavicembalo, una viola da gamba, un po' di karaoke, musica sudafricana, ed essere disposti ad abbandonarsi alla musica.