A quattro a quattro

La quartina, strofa formata da quattro versi variamente rimati, può costituire la parte di un sonetto, ma può anche essere un metro a sé. Nella poesia contemporanea questo metro è stato recuperato da più parti, spesso piegato alle esigenze del discorso amoroso.

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Ecco un esempio di quartina a rima alternate tratto da Cento quartine e altre storie d’amore di Patrizia Valduga (Einaudi, 1997).

Ricordo strade, incroci della fuga,
e lacrime versate in tante stanze;
però il pianto di allora non si asciuga…
«Grandi accidenti in minime sostanze»

L’ultimo verso è una citazione tratta da un sonetto del poeta barocco napoletano Giacomo Lubrano (da In tante trasparenze, a c. di G. Alfano e G. Frasca,  Cronopio, 2002).

VII
LA VOGLIA DI SFOGGIARE NEGLI ABITI
IMPOVERISCE LE CASE

Intumidito il sen d’umide foglie,
schivo di serpeggiar più verme in cuna,
si smunge, e svena, e le sue bave aduna,
per farne gaie in preziose spoglie.

 O di vano sudore incaute voglie!
Mendico si pascea, ricco digiuna;
ed Istrion di apocrifa fortuna,
sotto le pompe sue vive a le doglie.

Tali del Mondo insan veggo l’usanze.
Fenomeni di luce, ombre d’essenze;
grandi accidenti in minime sostanze.

 Niun riflette in tante trasparenze
che al Bello de le Vesti, e de le Stanze,
sbadiglian l’Arche, e fallan le Credenze.

 

Ecco invece un paio di quartine a rima incrociata tratte dal Canzoniere dell’amico espatriato di Silvio Ramat (viennepierre edizioni, 2009; seconda edizione accresciuta nomos edizioni 2012), anche queste sospese tra moderno discorso amoroso e rimembranze letterarie.

37.
L’aquilone… “L’albero  cui tendevi…”,
Leggi poesia,  commuovi e ti commuovi.
Siedo tra i banchi; siederei tra i rovi,
pur di ascoltarti, ultimo dei tuoi allievi.

66.
Sono gli oggetti a trascinarci via –
Noi che crediamo di portar via loro –:
un fermacarte un lume, un filo d’oro
o la vecchia poltrona della zia.

70.
Cancellato, perduto senza traccia?
Quasi non sembra sia mai stato vero
Aprile, il mese più crudele, nero.
Così mi rendi pane per focaccia?

244.
Enrichetta Blondel persa, inghiottita
nella calca… L’affanno dello sposo,
che prega Iddio misericordioso…
Ma te, chi ti riporta alla mia vita?

Ed ecco infine, per chiudere, una quartina a rime incrociate di Roberto Piumini:

Provai poemi di misura indiana,
stesi elegiache saghe senza fine,
ma la bellezza era sempre lontana:
così m’accontentai delle quartine.

Simone Giusti

Allievo di Domenico De Robertis, è docente e consulente di politiche dell’istruzione, della formazione e dell’orientamento. Ha iniziato a occuparsi di insegnamento nel doposcuola del quartiere “Le vele” di Lecce nel 1995. Cofondatore della rivista «Per leggere», dal 2010 è presidente dell’associazione L’Altra Città di Grosseto. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “Cambio verso” (Effequ, 2016), “Didattica della letteratura 2.0” (Carocci, 2015), “Per una didattica della letteratura” (Pensa, 2014), “Vado a vivere in campagna” (Effequ, 2013), “Leggenda e altri discorsi” (Mobydick, 2012), “Insegnare con la letteratura” (Zanichelli, 2011).Per Loescher condirige (insieme a Natascia Tonelli) la collana scientifica QdR / Didattica e letteratura. Ha curato il Quaderno della Ricerca #5, “Imparare dalla lettura”, ha pubblicato “Tradurre le opere, leggere le traduzioni” (QdR #8) e, insieme a Francesca Latini, il QdR #6 “Per leggere i classici del Novecento”, “La scuola è politica”, Effequ, Firenze 2019. Su Twitter è @sigiusti. http://www.simonegiusti.eu/

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