
Dal 2 al 12 settembre, il Lido di Venezia ospiterà l’83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, curata anche quest’anno dal Direttore Artistico Alberto Barbera.
La Giuria sarà presieduta dalla regista e attrice statunitense Maggie Gyllenhaal, che sarà affiancata dalla regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Hania, dal compositore e artista britannico Daniel Blumberg, dal docente universitario Francesco Casetti, dal regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli, dalla regista e sceneggiatrice afgana Shahrbanoo Sadat e dal regista e produttore di Hong Kong Johnnie To.
Quest’anno saranno 20 i film che si contenderanno il Leone d’Oro 2026. Abbiamo selezionato i titoli che sulla carta sembrano più interessanti, da tenere d’occhio quando usciranno nelle sale italiane al termine della rassegna.
Mario Bechis riapre le ferite della dittatura argentina
Mario Bechis, regista nato a Santiago del Cile che da molti anni lavora in Italia, torna a raccontare una delle pagine più cupe e dolorose della storia del Sudamerica. Il protagonista di Ritorno a Buenos Aires è un medico che dopo molti anni deve rientrare in Argentina per testimoniare a un processo contro alcuni militari della spietata dittatura di destra, accusati di averlo sequestrato trent’anni prima. Un doloroso viaggio nei ricordi personali e nella memoria di una tragedia collettiva, che ha segnato in modo indelebile la storia del popolo argentino.
Casey Affleck e il labirinto della memoria
L’attore e regista statunitense Casey Affleck porta a Venezia il suo terzo lungometraggio. Company è un film sul racconto e sulla memoria, strutturato sull’incrocio di diverse vicende personali. Durante una notte d’inverno, vari personaggi narrano episodi della loro vita, che si intrecciano e si rincorrono in un abisso di ricordi. Una profonda riflessione sui temi universali della violenza, della vendetta, del lutto e della possibilità di redenzione.
Danny Boyle racconta la nascita del tabloid scandalistico
Il regista britannico Danny Boyle, arrivato al successo nel 1996 con Trainspotting, presenta a Venezia Ink, un adattamento cinematografico dell’omonimo testo teatrale di James Graham. Il film racconta la storia di un gruppo di innovativi e visionari professionisti della comunicazione che vogliono proporre un nuovo modello di informazione e giornalismo, più aderente alle richieste di un vasto pubblico in cerca di notizie facili ed eclatanti. Una vicenda che portò il tabloid The Sun a rivaleggiare con The Mirror, generando la progressiva affermazione della stampa scandalistica.
Werner Herzog e le gemelle siamesi Chaplin
Il famoso regista Werner Herzog, uno dei principali protagonisti del movimento del Nuovo Cinema Tedesco, mette in scena un racconto ispirato a una storia vera. Fedele alla sua poetica, da sempre attenta a situazioni fuori dal comune e a esperienze personali estreme, l’autore porta sullo schermo la vicenda delle gemelle monozigote Freda e Greta Chaplin, così intimamente legate da condividere non solo la vita, ma anche emozioni, amori e sogni. Bucking Fastard è una riflessione su come la società e la stampa si è interessata alla loro vicenda, spesso attraverso giudizi strumentali, superficiali e morbosi.
Lee Chang-dong torna con un intimo racconto d’amore
Lee Chang-dong, uno dei più interessanti registi del cinema sudcoreano, già autore di Poetry (2010) sarà presente al Lido con il suo nuovo film. Ga-Neung-Han Sa-Rang (Possible Love) racconta le vicende di due giovani coppie che incrociano le loro vite e si trovano a dover fare i conti con segreti, e desideri nascosti. Un viaggio intimo, che porta in superficie i sentimenti e costringe i protagonisti a mettersi in gioco e ad affrontare i grandi temi della verità e dell’amore.
Shinya Tsukamoto e l’assurdità della guerra
Nelson san, anata wa hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, did you kill people?) è l’ultima fatica del celebre regista giapponese Shinya Tsukamoto. Protagonista del film è un veterano della guerra del Vietnam che decide di raccontare le sue esperienze al fronte e le difficoltà personali e sociali che ha dovuto affrontare dopo il ritorno a casa. Partendo da una storia individuale, Tsukamoto amplia il suo discorso per affrontare le tematiche universali dell’assurdità della guerra, dei danni diretti di un conflitto e delle conseguenze psicologhe che segnano per sempre i sopravvissuti.
Nanni Moretti chiude la selezione
Chiudiamo con il film di Nanni Moretti, che torna a Venezia con Succederà questa notte. Un viaggio nei sentimenti e nelle fragilità umane all’interno di relazioni spesso contraddittorie, complesse e irrisolte.