La scomparsa di Josef Mengele

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In occasione del Giorno della Memoria, arriva nelle sale il film del regista russo Kirill Serebrennikov “La scomparsa di Josef Mengele”, tratto dall’omonimo romanzo Olivier Guez e presentato al Festival di Cannes 2025.

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria. La ricorrenza internazionale istituita nel 2005 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per commemorare e tenere vivo il ricordo della Shoah, una delle più grandi tragedie dell’umanità. La data è stata scelta in ricordo del 27 gennaio 1945, quando le truppe dell’Armata Rossa arrivarono al campo di concentramento di Auschwitz, svelando al mondo l’orrore del genocidio degli ebrei. Un disumano progetto portato avanti in modo spietato dal regime nazista, con la complicità del governo fascista di Mussolini, che istituì nel 1938 le leggi razziali e partecipò allo sterminio collaborando ai rastrellamenti degli ebrei italiani. Un’occasione per riflettere su uno dei periodi più bui della storia dell’Europa, troppo spesso rimosso dalle nostre coscienze e con cui è opportuno fare i conti.

Proprio in occasione del Giorno della Memoria, arriva nelle sale il film del regista russo Kirill Serebrennikov La scomparsa di Josef Mengele, tratto dall’omonimo romanzo Olivier Guez e presentato al Festival di Cannes 2025.

L’opera si inserisce all’interno di un filone cinematografico che fin dai primi anni del secondo dopoguerra ha acceso un faro sul fenomeno dei nazisti fuggiti dalla Germania dopo la sconfitta. Gerarchi responsabili di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, che per sottrarsi alla giustizia, si rifugiarono soprattutto in Sud America, costruendosi una seconda vita clandestina.

Tra i molti film che hanno trattato l’argomento, ricordiamo alcuni titoli particolarmente interessanti: Lo straniero (1946), Dossier Odessa (1974), Il maratoneta (1976), I ragazzi venuti dal Brasile (1978), Camminando sull’acqua (2004), The German Doctor (2013) Il labirinto del silenzio (2014), The Eichmann Show – Il processo del secolo (2015), Remember (2015), Lo Stato contro Fritz Bauer (2015), Operazione Finale (2018), Il cacciatore di nazisti (2022).

Come lui stesso racconta, dopo aver letto il romanzo di Olivier Guez, Kirill Serebrennikov ha cominciato a riflettere su alcune questioni di fondo:

Che fine fanno i criminali di guerra una volta finita la guerra? Esiste una giustizia divina? Queste persone vengono raggiunte dal loro passato? La questione del karma, del castigo, della giustizia…

Solo dopo un lungo lavoro di documentazione su tutto ciò che era stato pubblicato su Josef Mengele, su Auschwitz e sui criminali nazisti dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Serebrennikov ha iniziato a scrivere la sceneggiatura del film, poi discussa e sottoposta all’approvazione di Olivier Guez.

Josef Mengele, medico del Campo di Concentramento di Auschwitz, era incaricato di selezionare quali prigionieri destinare ai campi di lavoro e quali direttamente alle camere a gas, in base all’età e allo stato di salute. La sua disumana crudeltà e l’ossessione per la “purezza della razza ariana”, lo condussero a compiere spietati esperimenti su numerosi detenuti, con una particolare perversione nei confronti dei gemelli. Alla fine della Seconda guerra mondiale, Josef Mengele riescì a fuggire dalla Germania e si rifugiò in America Latina grazie all’aiuto di una organizzazione clandestina di ex nazisti.

Il film racconta la sua seconda vita sotto falso nome trascorsa tra Argentina, Paraguay e Brasile, sempre in fuga e perseguitato dalla minaccia di un possibile arresto. Una preoccupazione che cominciò a diventare una vera ossessione dopo la cattura in Argentina da parte del Mossad di Adolf Eichmann, poi processato e condannato a morte. Il film è girato in un austero bianco e nero, che contribuisce a rafforzare il taglio storico e documentaristico dell’opera, sottolineato anche da numerose didascalie, che indicano con precisione gli anni e i luoghi degli eventi.

La narrazione secca ed essenziale, che procede con numerosi flash-back, è totalmente incentrata sulla figura di Josef Mengele. La sua solitaria esistenza clandestina è tormentata dalla nostalgia del passato e da un rabbioso rancore per il presente. Lontano dal pentimento, Mengele continua a manifestare la sua fedeltà al Nazismo e al progetto della “Soluzione finale”, considerandosi ingiustamente perseguitato per aver semplicemente eseguito degli ordini, al pari di molti altri gerarchi o industriali collusi con il regime, che hanno continuato a vivere in Germania impuniti. Rifiuta il ruolo di spietato carnefice, il soprannome di Angelo della Morte, piuttosto sembra incarnare quell’idea di banalità del Male descritta da Hannah Arendt.

Una visione condivisa anche da molti altri nostalgici del regime, che sia nella nuova Germania di Konrad Adenauer sia in clandestinità rimpiangevano il Führer e auspicavano un ritorno del Nazionalsocialismo. Il film non è solo un prezioso ricordo di una pagina nera della nostra storia e delle aberranti teorie del Terzo Reich, ma anche un documento di grande attualità, che ci parla del nostro presente.

In un’epoca in cui stiamo perdendo le testimonianze dirette dei sopravvissuti dell’Olocausto, non mancano infatti teorie negazioniste, che mettono in dubbio o minimizzano i crimini nazisti. Un fenomeno ancora più preoccupante è l’ascesa di formazioni politiche di estrema destra in Germania e nel resto d’Europa, che si rifanno a principi neonazisti, neofascisti o neofranchisti. Anche se già una volta queste ideologie hanno trascinato il nostro continente in un tragico abisso, sembra purtroppo che le nuove generazioni non abbiano sviluppato gli anticorpi per difendersi da queste aberranti visioni della società. Vedere il film di Kirill Serebrennikov può aiutare a ricordare gli orrori del passato Nazifascista e a rigettare qualsiasi idea di futuro che s’ispiri alle ideologie di estrema destra.


La scomparsa di Josef Mengele

Un film di Kirill Serebrennikov

Con August Diehl, Burghart Klaußner, Maximilian Meyer-Bretschneider, Carlos Kaspar

Produzione: Germania-Francia

Durata: 135 minuti

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Alessio Turazza

Consulente nel settore cinema e home entertainment, collabora con diverse aziende del settore. Ha lavorato come marketing manager editoriale per Arnoldo Mondadori Editore, Medusa Film e Warner Bros.

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