Ricerche online: archivi storici dei periodici #1

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I progetti di digitalizzazione dei periodici stanno sicuramente facilitando una parte del lavoro di ricerca, tanto più in periodi come questo, in cui non è stato sempre possibile accedere a biblioteche ed emeroteche.
Lettore per microfiche (fonte InfoBloom)

Quando facevo la tesi di laurea passavo interminabili giornate in biblioteca a fare lo spoglio di quotidiani e riviste storiche. Se ero fortunata i bibliotecari mi consegnavano la versione cartacea, in altri casi dovevo cercare gli articoli che mi interessavano facendo scorrere avanti e indietro microfiches e microfilm, con quell’indimenticabile senso di nausea e mal di mare che chi ha fatto questo genere di ricerca ben conosce.

Adesso l’archivio storico di molti periodici importanti è online, a volte in siti a pagamento a volte accessibili gratuitamente, come nel caso de «La Stampa» di Torino, che presenta le edizioni del quotidiano a partire dal primo numero del 9 febbraio 1867, quando si chiamava «Gazzetta Piemontese», a tutto il 2005.
Una decina di anni dopo la nascita del giornale, il fondatore Vittorio Bersezio, scrittore e giornalista, lanciò come supplemento festivo alla «Gazzetta Piemontese» la «Gazzetta Letteraria», settimanale artistico-letterario che coinvolse i maggiori letterati del tempo e contribuì a diffondere la conoscenza della letteratura e dell’arte straniere.
Nell’archivio online del giornale è possibile effettuare la ricerca libera inserendo una o più parole e la ricerca avanzata riempiendo campi diversi. Si può inoltre selezionare l’arco di tempo che interessa lungo una timeline o sfogliare l’edizione di un giorno prestabilito con la ricerca per data. Come sottolinea il sito, la qualità di conservazione delle pagine originali digitalizzate incide sulla correttezza del testo dell’articolo processato con OCR automatico, e quindi la trascrizione va comunque verificata confrontandola con l’articolo originale.

Archivio storico online de «La Stampa»

Anche l’archivio storico de «Il Piccolo» di Trieste è online, con copie digitalizzate dal 1882 al 2006. Nell’archivio è compreso anche «Il Giornale alleato», pubblicato dal giugno del 1945 al marzo del 1947 dalle autorità alleate di stanza a Trieste, e «Il Giornale di Trieste», uscito dal marzo 1947, che nel 1954 avrebbe ripreso la vecchia testata de «Il Piccolo».
Fondato da Teodoro Mayer nel dicembre 1881, «Il Piccolo» divenne ben presto il giornale più diffuso in città. Per il suo sostegno alle posizioni degli irredentisti, il 23 maggio 1915, vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria-Ungheria, la sede del giornale venne data alle fiamme insieme ad altri luoghi simbolici filo-italiani di Trieste, come la Lega Nazionale e la Ginnastica Triestina, e ai locali pubblici frequentati da italiani, i caffè Stella polare, San Marco e Edison. Lo stesso giorno venne danneggiato anche il monumento a Giuseppe Verdi: gli attacchi a statue e monumenti simbolici non sono una novità di questi tempi. «Il Piccolo» ricominciò a uscire nel 1919.

ll rogo de «Il Piccolo» il 23 maggio 1915 (foto collezione Jurco Lapanja, Gorizia, fonte «Il Piccolo»

L’archivio storico de «La Nazione» fino al 1912 è consultabile sul sito della Biblioteca Digitale Toscana. Fondato a Firenze nel 1859, «La Nazione» (sottotitolo «Giornale politico quotidiano») nasceva in un momento cruciale della storia italiana. Bettino Ricasoli ebbe un ruolo determinante nella fondazione del nuovo giornale, che fin dal titolo sottolineava il suo interesse per i temi che riguardavano la nazione. Il quotidiano è diffuso in Toscana, Umbria e in alcune zone della Liguria e ora esce con un’edizione nazionale unica, il «Quotidiano Nazionale» (QN), insieme a «Il Giorno», «Il Resto del Carlino» e «Il Telegrafo», storico giornale di Livorno.

Il primo numero de «La Nazione», 14 luglio 1859 (fonte Biblioteca Digitale Toscana)

A pagamento, ma con prezzi assolutamente abbordabili, facile da consultare e molto chiaro, è l’archivio storico del «Corriere della Sera» che offre la possibilità, utilissima, di creare un proprio archivio personale online, salvando in cartelle personali gli articoli che ci interessano di più.
Fondato il 5 marzo 1876 da Eugenio Torelli Viollier, il «Corriere della Sera» si rivolgeva alla borghesia milanese presentandosi come un giornale moderato, liberale, che non amava il linguaggio violento. Con la crescente popolarità, e la maggior forza acquisita dal gruppo dirigente, il giornale sostenne la linea interventista nella Prima guerra mondiale nonostante le idee contrarie di una parte della proprietà. Dalle pagine dei vecchi numeri del «Corriere» si possono veramente ripercorrere anni della storia d’Italia e della sua vita politica.

Archivio storico online del «Corriere della Sera» (fonte «Corriere della Sera»)

È a pagamento anche l’archivio digitale de «Il Messaggero», così come quello de «Il Mattino di Napoli» e del «Gazzettino di Venezia», mentre l’archivio storico de «la Repubblica» è disponibile online dall’anno di fondazione, il 1984, ad oggi. La ricerca per anno non funziona particolarmente bene per quanto riguarda i primi decenni, ed è più consigliabile fare una ricerca avanzata per parole o autore dell’articolo in un arco di tempo ben definito.

L’archivio storico di un giornale di grande rilievo nella storia politica italiana, «L’Avanti!», è presente sul sito del Senato della Repubblica, che offre molte altre interessanti pubblicazioni.
Il giornale, che vide fra i suoi direttori Leonida Bissolati, Claudio Treves, Benito Mussolini, Pietro Nenni, Riccardo Lombardi e Sandro Pertini, iniziò le pubblicazioni a Roma il 25 dicembre 1896 dopo il grande successo elettorale del partito socialista nelle elezioni del 1895, diventando in breve tempo un punto di riferimento fondamentale nel dibattito politico italiano. Interessante scoprire che prima della pubblicazione nel 1896 erano già uscite delle edizioni sperimentali nel 1893 e 1894.

Il sito, oltre a presentare delle copie ben leggibili del giornale, consente una serie di ricerche per parole chiave, per frase esatta, per edizione e per data. La digitalizzazione, che comprende anche alcuni fascicoli editi clandestinamente tra il 1943 e il 1944 in diverse città italiane, si ferma al 1993, dopo la forte crisi del Partito Socialista Italiano a seguito delle inchieste di Mani Pulite, il tracollo finanziario e le dimissioni di Bettino Craxi da segretario del PSI.

Un altro giornale, per concludere questo primo articolo di una piccola serie: «Il Popolo d’Italia», fondato da Benito Mussolini a Milano nel 1914, che cessò le pubblicazioni il 25 luglio 1943, dopo la Notte del Gran Consiglio e l’arresto di Mussolini. Possiamo trovare l’archivio online de «Il Popolo d’Italia» nel sito Digiteca della Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma, che presenta molta documentazione utile e che sicuramente ritroveremo nei prossimi articoli.

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Elena Franchi

È storica dell’arte, giornalista e membro di commissioni dell’International Council of Museums (ICOM).
Candidata nel 2009 all’Emmy Award, sezione “Research”, per il documentario americano “The Rape of Europa” (2006), dal 2017 al 2019 ha partecipato al progetto europeo “Transfer of Cultural Objects in the Alpe Adria Region in the 20th Century”.
Fra le sue pubblicazioni: “I viaggi dell’Assunta. La protezione del patrimonio artistico veneziano durante i conflitti mondiali”, Pisa, 2010; “Arte in assetto di guerra. Protezione e distruzione del patrimonio artistico a Pisa durante la Seconda guerra mondiale”, Pisa, 2006; il manuale scolastico “Educazione civica per l’arte. Il patrimonio culturale come bene dell’umanità”, Loescher-D’Anna, Torino 2021.
Ambiti di ricerca principali: protezione del patrimonio culturale nei conflitti (dalle guerre mondiali alle aree di crisi contemporanee); tutela e educazione al patrimonio; storia della divulgazione e della didattica della storia dell’arte; musei della scuola.

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