
Ogni giorno a scuola si incontrano parole nuove. Alcune appartengono a una disciplina: fotosintesi, allegoria, derivata, diaspora. Altre sembrano già note, finché non le ritroviamo in un contesto diverso. Lavoro e forza non significano la stessa cosa nella lingua quotidiana e in fisica. Campo è un terreno coltivato, ma anche il campo elettrico della fisica e il campo di esistenza di una funzione. Rivoluzione indica il moto di un pianeta intorno al Sole e il rovesciamento di un ordine politico. Limite, nella lingua di tutti i giorni, è una soglia da non oltrepassare; in matematica è il valore a cui una funzione si avvicina quanto si vuole.
Ci sono poi parole antiche che continuano a servirci e parole appena nate, parole che hanno cambiato significato, parole arrivate da altre lingue e parole che non si lasciano tradurre. E parole che usiamo tutti i giorni senza chiederci che cosa vogliano dire davvero (salvo poi scoprirlo, a volte, in modo inaspettato).
A queste parole vorremmo dedicare l’Agenda Scuola Amica 2027-2028.
Di solito il tema dell’Agenda arriva a febbraio. Quest’anno lo anticipiamo, perché le parole si incontrano un po’ alla volta, lezione dopo lezione: vi proponiamo di raccoglierle durante l’anno e di sceglierne una in primavera.
Da dove cominciare?
Non serve un progetto apposito, e nemmeno un piano per tutto l’anno. Si può partecipare in modi diversi, dal più semplice al più impegnativo, e decidere volta per volta quanto tempo dedicarci.
Il primo passo: una domanda
Ogni volta che in classe qualcuno chiede «che cosa vuol dire?», oppure correggendo un compito vi accorgete che una parola è stata fraintesa da molti, scrivetela in un angolo della lavagna e poi su un quaderno, insieme alla frase in cui è comparsa. Nell’anno nuovo, sfogliando il quaderno, la classe sceglierà la parola, o le parole, da raccontarci.
Se avete dieci minuti
La definizione in busta. All’inizio di un argomento, chiedete di scrivere su un foglietto, senza aprire il libro, che cosa significa una parola chiave. Chiudete i foglietti in una busta e riapriteli alla fine dell’unità, anche dopo mesi: che cosa è cambiato? Funziona con frazione, ecosistema, feudo, energia, sonetto.
La parola di casa e la parola di scuola. Come si usano calore, soluzione, aura o evoluzione fuori da scuola? Confrontate due o tre frasi della classe con la definizione del libro di testo: in quale punto i due significati si separano?
Le lingue della classe. Chiedete come si dice una parola della lezione nelle lingue che si studiano e in quelle che si parlano a casa. A volte le parole si somigliano perché hanno viaggiato insieme: robot viene dal ceco, ammiraglio dall’arabo.
Se volete andare più a fondo
Il dizionario, interrogato dopo. Quando la classe ha già ragionato su una parola, fate qualche domanda al dizionario: quante accezioni registra e in che ordine, con quale indicazione d’ambito (fis., mat., biol.), da quando è attestata, che cosa cambia in un’edizione vecchia trovata in biblioteca o a casa. Nelle classi che studiano latino e greco si può risalire alla parola antica (noi useremmo l’IL e il GI). Prima di diventare termini tecnici, molte parole indicavano cose concrete: calculus era un sassolino, e in medicina lo è ancora; il greco theórema era qualcosa da guardare; species era l’aspetto di una cosa.
Una parola nel tempo. Villano era l’abitante della campagna; ministro viene dal latino minister, «servitore»; virale e navigare hanno cambiato significato sotto i nostri occhi. Scegliete una parola e cercate il momento in cui ha cominciato a voler dire altro: che cosa si è portata dietro dal significato di prima?
In primavera vi chiederemo di sceglierne una: quella che ha fatto scoprire di più alla classe. Se una parola vi convince già a dicembre, però, ovviamente potete mandarcela subito.
Una parola, una pillola
Il contributo per l’Agenda rimane piccolo: una parola e un testo di massimo 480 caratteri, spazi inclusi, che racconti che cosa avete scoperto. Bastano anche due righe, e può scriverlo tutta la classe, un gruppo, una studentessa o uno studente, oppure chi insegna. Ecco quattro esempi, dal più semplice al più elaborato. Potete elaborarli come volete.
PESO (scienze)
Correggendo la verifica, la prof ha notato che quasi tutti avevamo scritto che il peso si misura in chili. In fisica, invece, il peso è una forza e si misura in newton; i chili misurano la massa. Sulla Luna peseremmo circa sei volte meno, ma la nostra massa resterebbe la stessa.
ZERO (matematica, storia e le lingue della classe)
Parlando della storia dei numeri, una compagna ha detto che in arabo zero si dice sifr. Abbiamo cercato e scoperto che da sifr, «vuoto», vengono sia zero sia cifra: la parola è arrivata in Europa con i numeri indo-arabici, che Leonardo Fibonacci contribuì a diffondere con il Liber abaci (1202). Così una sola parola araba è diventata due parole italiane: una indica il nulla, l’altra ciascuno dei segni con cui scriviamo tutti i numeri.
NORMALE (matematica e latino)
In geometria analitica abbiamo incontrato la retta normale: la perpendicolare alla tangente in un punto di una curva. Perché proprio normale? Sul vocabolario di latino abbiamo trovato che norma era la squadra del carpentiere e normalis ciò che è tracciato con la squadra, ad angolo retto. Poi la norma è diventata la regola, e normale ciò che la segue, fino al senso di oggi: consueto, niente di speciale. Il significato più antico si è conservato in matematica.
MERIGGIARE (italiano e geografia)
Leggendo Montale ci siamo fermati sul primo verso, «Meriggiare pallido e assorto». In classe nessuno conosceva il verbo: vuol dire passare all’ombra le ore calde del mezzogiorno. Da meriggio siamo risaliti al latino meridies, «mezzogiorno», e lì abbiamo ritrovato meridiano e meridionale: a mezzogiorno, alle nostre latitudini, il sole sta a sud. Per questo il Sud d’Italia si chiama anche Mezzogiorno.
Le parole possono essere tecniche o quotidiane, rare o comunissime, antiche o appena nate, petalose: conta che abbiano fatto scoprire qualcosa alla classe, che contino per qualcuna o per qualcuno, che siano state oggetto di discussione e condivisione.
E le citazioni?
Le citazioni restano benvenute, purché vengano dai testi che leggete davvero. Se in un romanzo, in una poesia, in un saggio, in un documento storico, in un articolo o nel libro di testo trovate un passo che si regge su una parola, mandatecelo con una riga che spieghi perché lo avete scelto. Indicate sempre autore o autrice, titolo dell’opera, editore e, quando possibile, pagina; per le opere tradotte, anche chi ha curato la traduzione (sono tante informazioni ma sono preziose!).
Le frasi celebri su libertà, amicizia o tempo che circolano in rete, spesso senza fonte, lasciamole dove sono.
Un lessico delle Scuole Amiche
Matematica, italiano, scienze, storia, lingue, filosofia, geografia, arte, tecnologia: ci piacerebbe che l’Agenda raccogliesse parole di tutte le discipline e di scuole diverse, di ordini diversi. Alla fine del percorso potremmo trovarci davanti a limite e cellula, confine e algoritmo, metafora e probabilità, a una parola latina e a una appena entrata nell’italiano, a una parola familiare e a una che a settembre nessuno in classe conosceva.
Saranno i contributi delle Scuole Amiche a costruire, poco alla volta, questo lessico collettivo, che pubblicheremo sull’agenda del prossimo anno.
Come partecipare
Per partecipare, la scuola deve fare parte della rete “Scuola Amica” de La ricerca.
Data la disponibilità limitata di spazi, l’invio di un contributo non comporta obbligatoriamente la pubblicazione sull’agenda: la redazione selezionerà e adatterà alle esigenze editoriali quelli più significativi. |
Di seguito la spiegazione del progetto “Scuola Amica” e la lettera di adesione alla rete «Scuola Amica» da copiare e incollare su carta intestata e da inviare a laricerca@loescher.it.
Che cos’è il progetto Scuola Amica della Ricerca di Loescher editore
«La ricerca» è una testata libera, indipendente, distribuita e pubblicata online a titolo gratuito e senza pubblicità. Nasce dal settore “Ricerca e sviluppo” di Loescher, editore scolastico da sempre, e oggi ancora di più, interessato a capire la scuola contemporanea e a fornire strumenti e aiuto ai docenti nel loro lavoro quotidiano, nell’aggiornamento e nell’autoformazione.
Il progetto Scuola Amica consiste nella realizzazione di una rete informale di scuole finalizzata a stabilire un rapporto diretto con e tra docenti, dirigenti, operatori, genitori, i quali potranno fornire feedback e suggerire temi, argomenti e idee alla redazione della rivista «La ricerca».
Trattandosi di un progetto sostenuto dalla rivista con risorse proprie, non è richiesto alcun impegno economico da parte di chi vi aderisce. Si tratta di una collaborazione alla pari, in cui le scuole manifestano il loro interesse alla rivista e instaurano un collegamento privilegiato con la redazione, in modo da favorire lo scambio di informazioni e dare risalto a iniziative, progetti, eventi.
Le scuole che aderiscono sono elencate in una pagina del sito della rivista. Di ogni scuola viene riportato il nome e il link diretto al suo sito. A loro volta, le istituzioni scolastiche che hanno aderito inseriscono sul loro sito un link che rimandi al progetto e al sito della rivista «La ricerca».
- «La ricerca» si impegna a tenere vivo il rapporto con ciascuna scuola attraverso le sue pagine Facebook e Twitter, e mettendo a disposizione delle scuole la sezione Scritto da voi, dove previa approvazione è possibile pubblicare brevi articoli che segnalano e raccontano esperienze e attività di interesse comune.
- La redazione della rivista si impegna inoltre a coinvolgere le scuole in alcune iniziative di scrittura e di lettura che vengono via via sottoposte ai docenti (per esempio, la realizzazione dell’Agenda Scuola Amica di Loescher editore o altre attività analoghe).
- Le scuole si impegnano a tenere vivo il rapporto con la rivista pubblicando sul proprio sito il link https://laricerca.loescher.it/, che rinvia direttamente ai contenuti della testata.
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LETTERA DI ADESIONE DA COPIARE E INCOLLARE SU CARTA INTESTATA E DA MANDARE A LARICERCA@LOESCHER.IT:
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LETTERA DI ADESIONE Spett.le Direzione della rivista Oggetto: Adesione al progetto “Scuola Amica” della Ricerca di Loescher editore
Il/la sottoscritto/a: Dirigente scolastico dell’Istituto: con la presente dichiara di aderire, a titolo gratuito e senza impegno di risorse, al progetto “Scuola Amica della rivista «La ricerca» di Loescher editore”. L’adesione al progetto è finalizzata a favorire la partecipazione eventuale di docenti e studenti della scuola alle attività proposte dalla rivista «La ricerca» alle Scuole Amiche, quali, per esempio, la pubblicazione di articoli sulla sezione riservata al progetto del suo sito, la realizzazione dell’Agenda Scuola Amica di Loescher editore, ed eventuali ulteriori iniziative di scrittura e di lettura. Con la presente si autorizza la redazione della rivista a inserire nella pagina internet dedicata al progetto (https://laricerca.loescher.it/scuolaamica.html) il nome, l’indirizzo e il link al sito della scuola, e si impegna la scuola a inserire il link https://laricerca.loescher.it/ sul sito dell’Istituto. Luogo e data Firma
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