La contemporaneità della cultura classica. Noi e gli antichi

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Il progetto “Noi e gli antichi. La contemporaneità della cultura classica”, ora diventato un volume edito da Pacini Fazzi, riflette sul ruolo attuale degli studi classici nella scuola, coinvolgendo studiosi e centinaia di docenti e studenti. Il libro affronta temi come il valore formativo delle lingue antiche, la dimensione culturale e antropologica dell’antico e la necessità di un curricolo capace di dialogare con le sfide educative contemporanee. In un sistema scolastico in crisi di autorevolezza, viene proposta una trasformazione profonda della didattica, che riparta da un curricolo inteso come scelta culturale

È tempo di open day, e con essi torna anche il momento di riflettere sulle iscrizioni. Inevitabilmente, riaffiora nei titoli dei giornali il tema della “fuga dal classico”, subito seguito da interventi di detrattori e sostenitori: chi invoca l’“utilità dell’inutile”, chi difende il valore formativo dello studio delle lingue antiche, chi cerca – spesso con argomenti affrettati – di salvaguardare gli studi classici nell’epoca dell’intelligenza artificiale. In questo scenario, a tratti desolante, fatto di rimpianti e nostalgie di un passato forse mai realmente esistito se non nelle nostre memorie, può essere prezioso tornare a buone letture per chiarire il quadro.

In questa direzione si colloca il progetto “Noi e gli antichi. La contemporaneità della cultura classica”, oggi diventato un libro curato insieme a Carlo Mariani in uscita per Pacini Fazzi[1] che documenta e ripercorre un cammino giunto al secondo anno che ha coinvolto centinaia di studenti e docenti: un percorso fatto di seminari, attività didattiche, letture e momenti di formazione, concepito per ripensare forme e modalità dell’insegnamento dell’antico nella scuola secondaria.

Una nuova paideía

Nell’introduzione ai contributi di studiosi come Maurizio Bettini, Gianluca De Sanctis, Ivano Dionigi e Mario Lentano – che hanno generosamente partecipato al progetto come relatori e autori – si legge come

il dibattito sul futuro del liceo classico e, più in generale, sul ruolo delle discipline umanistiche nella formazione scolastica e culturale del nostro Paese stia assumendo un rilievo crescente.

Il ruolo formativo delle lingue classiche come strumenti critici per comprendere il nostro pensiero e le parole con cui abitiamo il presente; la dimensione culturale e antropologica dello studio dell’antico; la necessità delle discipline classiche nella costruzione di un curricolo capace di dialogare con le sfide educative contemporanee, tra memoria del passato e apertura al futuro; il legame tra scuola e storia antica: questi temi costituiscono il nucleo vivo della riflessione proposta.
È attraverso questo sguardo che la paideía dei Greci e la humanitas dei Romani riaffiorano come categorie capaci di offrire ancora oggi un metodo prezioso per la scuola contemporanea.

Ripensare il curricolo: il curricolo integrato

Perché, come afferma Mariani, in un quadro in cui l’intero sistema soffre di un «deficit di autoconsiderazione»[2], come se alla scuola secondaria mancasse una capacità interna di rilancio in termini di autorevolezza (prestigio culturale indebolito, ascensore sociale inceppato, riforme continue senza un chiaro orizzonte di senso), non basta parlare genericamente di “miglioramento”, serve una «mutazione di genere e di stato» nella didattica, che sia intellettuale, passionale, creativa.
E la prima mossa è ripartire dal curricolo[3], inteso non come lista di contenuti, ma come dispositivo culturale complesso che integra finalità, obiettivi, metodi, relazioni, ambienti e valutazione, per dare forma a una «presa di posizione culturale» sulla scuola[4].
E il liceo classico, con i suoi insegnanti, può e deve accettare la sfida.


Note

[1] Carlo Mariani, Michela Guidi, La contemporaneità della cultura classico. Noi e gli antichi, Pacini Fazzi, 2025, ISBN 9791257160265.

[2] Ivi, C. Mariani, Il curricolo delle cose rilevanti, p. 28.

[3] A proposito, si rimanda alle considerazioni di C. Mariani in Curricolo, in «Nuova secondaria» 1, 2025, pp. 28-31,  e in Curricolo integrato e nuovi scenari, in «Nuova secondaria» 3, 2025, pp. 31-37.

[4] Mariani, Guidi cit., p. 30.

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Michela Guidi

Laureata in Letteratura Greca (1998) presso l’Università di Pisa sotto la guida del prof. Vincenzo di Benedetto, è docente di Lingue classiche presso l’Istituto “N. Machiavelli” di Lucca. Nel 2019 nella stessa Università ha conseguito la laurea in Storia con una tesi sulla legittimità del Concilio nella prima metà del Quattrocento, relatore il Prof. Mauro Ronzani, sotto la cui supervisione ha conseguito il Dottorato in Storia con la tesi «Auctor autem Christus erit et Spiritus Sanctus. La legittimazione del concilio di Pisa (1409). Una nuova prospettiva». (https://unipi.academia.edu/MichelaGuidi)

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