L’IB, la maturità internazionale

Da diverso tempo si parla di una prossima riforma dell’Esame di Stato italiano. Ancora non è chiaro in quale modo cambierà, o se sarà ispirata a un qualche modello straniero. Tuttavia esiste anche un esame che non ’appartiene’ a nessuna nazione: l’IB, cioè l’International Baccalaureate.

Da diverso tempo si parla di una prossima riforma dell’Esame di Stato italiano. Ancora non è chiaro in quale modo cambierà, o se sarà ispirata a un qualche modello straniero tra gli esami di maturità di paesi come la Germania, l’Inghilterra, la Francia o la Svizzera, ognuno dei quali presenta caratteristiche specifiche. Tuttavia esiste anche un esame che non ’appartiene’ a nessuna nazione: l’IB, cioè l’International Baccalaureate, che viene preparato da 680.000 studenti in più di 2000 scuole in tutto il mondo.

L’esame, riconosciuto da quasi tutte le università italiane, europee e americane, richiede un corso preparatorio di due anni (corrispondente agli ultimi due anni del liceo italiano), che la maggior parte degli studenti inizia un anno prima, ovvero a 16 anni. In Italia, tale corso preparatorio è offerto da circa venti scuole sparse sul territorio nazionale.

Gli studenti che sostengono l’esame IB hanno per lo più frequentato scuole internazionali o britanniche; pochi invece coloro che provengono da scuole pubbliche italiane. Questo è dovuto essenzialmente a due fattori: i costi elevati delle scuole che offrono il corso IB, e il livello di conoscenza di inglese richiesto dal corso, che, come l’esame conclusivo, è svolto interamente in lingua inglese. Quest’ultimo fattore costituisce per molti studenti italiani il problema principale, poiché la competenza linguistica necessaria corrisponde a quella di un madrelingua, ben superiore dunque al livello da loro solitamente raggiunto.

Per quelli che ce la fanno si presenta invece un altro problema: la struttura dell’IB, che è piuttosto complessa, e soprattutto molto diversa da quella dell’Esame di Stato italiano.

Mentre chi affronta l’Esame di Stato deve prepararsi in tutte le materie che costituiscono il corso di studi della propria scuola, gli studenti IB devono, prima di cominciare il corso, scegliere le sei materie (tra quelle offerte nell’istituto frequentato) che vogliono studiare e nelle quali verranno poi esaminati. Le materie disponibili sono organizzate nella forma di ‘subject groups’ (gruppi di materie, che nel grafico, come potete osservare, sono scritte all’esterno). Per evitare la specializzazione eccessiva dello studente, ciascuna delle materie da lui scelte deve appartenere a un subject group diverso. Se, per esempio, uno studente volesse prepararsi a un corso universitario di storia, dovrebbe scegliere History (storia) e altre materie, come l’inglese, ritenute necessarie per affrontarlo; tuttavia deve anche includere nel suo sillabo discipline non umanistiche, come la matematica o una materia scientifica.

Oltre alle sei materie da lui scelte, ogni studente IB deve partecipare al cosiddetto ‘Core’: il ‘nucleo’ dell’IB, composto da Theory of Knowledge, Creativity, Action, Service e l’Extended Essay (solitamente abbreviati, rispettivamente, come TOK, CAS e EE), e che mira a preparare lo studente a soddisfare i requisiti accademici di un corso universitario.

Theory of Knowledge (TOK), l’unica materia vera e propria non facoltativa, consiste in pratica in un corso di filosofia applicata, che ha lo scopo di rendere gli studenti più razionali e obiettivi. Il suo focus curricolare è sui diversi modi e aree di pensiero e, in generale, sui diversi tipi di conoscenza e sapere.

Creativity, Action, Service (CAS) non è una materia, bensì un programma, che potrebbe essere definito come una specie di “educazione alla la cittadinanza”. Tale programma mira a rendere i candidati appealing, cioè interessanti (o attraenti) per le università del mondo anglofono, le cui decisioni di ammissione si basano anche sulle attività extracurricolari dello studente. Sono spesso le scuole stesse a organizzare le iniziative di vario genere, e ogni studente deve completare almeno tre attività per ciascun gruppo, o ‘activity strand’:, Creativity (creatività), Action (sport) e Service (volontariato).

L’Extended Essay (EE) non è invece né una materia né un programma, bensì – come indica anche il nome – un tema di 4000 parole su un argomento a scelta del candidato. Nonostante lo studente venga supportato in questo compito da un suo professore, quest’ultimo può solamente dare consigli orali allo studente, che deve non solo scrivere un componimento di una certa lunghezza, ma anche ricercare le informazioni necessarie e trovare fonti affidabili.
L’essay ha come suo obiettivo quello di preparare gli studenti all’academic writing, cioè il tipo di scrittura che verrà da loro richiesto all’università.

Il Core è una delle ragioni principali per l’adozione dell’IB dalla parte di tante scuole internazionali: permette infatti agli studenti di uscire dalla scuola secondaria con delle abilità che quelli provenienti da altri sistemi educativi raramente possiedono.

L’IB si discosta dall’Esame di Stato anche nei suoi metodi di valutazione. Le differenze principali sono: la mancanza, con poche eccezioni, degli esami orali; l’importanza molto ridotta dei voti dati dai propri professori (che determinano, nella maggior parte delle materie, solo il 25% del voto finale); e il peso dato, in quasi tutte le materie, agli essay che ne costituiscono gli esami finali.
L’esempio forse più estremo delle discrepanze fra l’Esame di Stato e l’IB è il modo nel quale viene determinato il voto delle discipline umanistiche: la conoscenza di queste materie viene infatti valutata solamente in base agli esami finali (che consistono in tre essay), che hanno un peso del 75% sul voto, e a un progetto indipendente realizzato dallo studente.
Il voto finale in ciascuna materia varia da un minimo di 1 a un massimo di 7. Per calcolare il punteggio complessivo vengono sommati i voti ottenuti in ciascuna materia e i punti ricavati dal Core (fra 0 e 3).

Grazie alla sua oggettività e trasparenza, questo sistema di valutazione è non solo riconosciuto, ma preferito da molti atenei inglesi e americani, ai quali permette di confrontare facilmente i risultati di candidati di provenienze molto differenti. Tali qualità si estendono a tutto il sistema IB, che potrebbe pertanto offrire spunti per la riforma dell’Esame di Stato.

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