Il Festival di Venezia 2025. Il grande cinema torna al Lido

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Vi segnaliamo sei (più due) film da non perdere che passeranno alla prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025, dal 27 agosto a 6 settembre.
La locandina dell'edizione 2025 della Mostr del Cinema di Venezia.
La locandina dell’edizione 2025 della Mostra del Cinema di Venezia.

Il compito di assegnare il Leone d’Oro e gli altri premi spetterà alla giuria presieduta dal regista statunitense Alexander Payne, e composta dal regista francese Stéphane Brizé, dalla regista italiana Maura Delpero, dal regista rumeno Cristian Mungiu, dal regista e scrittore iraniano Mohammad Rasoulof, dall’attrice e scrittrice brasiliana Fernanda Torres e dall’attrice cinese Zhao Tao.

Quest’anno la Selezione Ufficiale dell’82° edizione del Festival propone titoli molto interessanti, firmati da alcuni dei più importanti registi contemporanei. All’interno di un programma di livello così elevato è difficile fare delle scelte. Ci sono tuttavia alcuni film assolutamente imperdibili per i fortunati che avranno la possibilità di trascorrere qualche giorno al Festival e per gli appassionati che dovranno attendere con impazienza le uscite nelle sale.

Cominciamo con un’opera di grande attualità firmata da Olivier Assayas, una vecchia conoscenza del cinema francese. Il mago del Cremlino è tratto dall’omonimo romanzo di Giuliano da Empoli, Professore di politica comparata all’Università di Parigi Sciences Po. Il film racconta l’incontro tra l’autore e Vadim Baranov, un personaggio ispirato al politico russo Vladislav Surkov. Baranov racconta la sua esperienza artistica e il successivo impegno politico nella Russia degli anni Novanta, che ha accompagnato l’ascesa al potere di Vladimir Putin, dal suo primo mandato fino all’invasione dell’Ucraina. Un viaggio nei segreti oscuri del potere, nei retroscena politici degli ultimi decenni della storia russa e del suo artefice, oggi colpito da un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra in Ucraina.

Con The voice of Hind Rajab il regista Kaouther ben Hania ci porta all’interno di un altro scenario tragico del nostro tempo: il dramma quotidiano che sta vivendo la popolazione palestinese nella striscia di Gaza. La rappresaglia del Governo israeliano, generata dall’orrendo attentato di Hamas del 7 ottobre 2024, si è ormai trasformata in una sanguinosa guerra contro tutto il popolo palestinese, con oltre 60.000 civili morti. Un atto ingiustificabile, che ha spinto la Corte Penale Internazionale a emanare un mandato d’arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Protagonista della storia è Hind Rajab, una bambina che durante un attacco dell’esercito israeliano in cui sono morti i suoi zii e i suoi cugini, rimane intrappolata in un’auto. Quando la Mezzaluna Rossa riceve la sua disperata richiesta d’aiuto, cerca in tutti i modi di inviare un’ambulanza. Le sue parole «Aiutatemi! Sono una bambina, mi stanno sparando. Vedo un carro armato davanti a me. Ho tanta paura, per favore venite a prendermi» cadono nel vuoto, nel silenzio spietato di una guerra che non prova pietà neppure per una bambina innocente e terrorizzata.

Yorgos Lanthimos porta al Lido la sua ultima opera: Bugonia, remake del film Save the Green Planet! (2003) del regista coreano Jang Joon-hwan. Una commedia satirica girata con il personale tocco che caratterizza le opere di questo regista greco dalle atmosfere spesso oscure e inquietanti, stranianti e destabilizzanti. La storia prende le mosse dalla bizzarra iniziativa di un apicoltore che decide di rapire Michelle, CEO di una multinazionale farmaceutica, sospettata d’essere una pericolosa aliena. Questo l’incipit di una vicenda dai toni surreali e grotteschi, che trae ispirazione da un episodio delle Georgiche di Virgilio, reinterpretato liberamente alla luce dell’originale visione del mondo e dell’estetica cinematografica di Lanthimos.

L’étranger, firmato da François Ozon, è ispirato al famoso romanzo di Albert Camus, già portato sul grande schermo da Luchino Visconti nel 1967. Ambientata in Algeria alla fine degli anni Trenta, l’opera di Camus rappresenta un vero e proprio manifesto del mal di vivere, dell’assurdità dell’esistenza, dell’ingiustizia, della casualità e incomprensibilità del destino. Una visione che abbraccia molti temi cari alla corrente filosofica dell’esistenzialismo. Maestro dell’introspezione, del racconto dei sentimenti e delle inquietudini dell’animo umano, Ozon interpreta con sensibilità le pagine di un romanzo certamente non facile da tradurre in immagini.

Il regista coreano Park Chan-wook porta a Venezia Eojjeol suga eopda, tratto dal romanzo The Ax di Donald E. Westlake. L’autore della celebre Trilogia della vendetta (Mr. Vendetta, Oldboy e Lady Vendetta) Park Chan-wook torna a occuparsi di uno dei temi cardine della sua poetica: un mondo del lavoro sempre più spietato e disumanizzante. Il protagonista del racconto è un tranquillo impiegato che viene licenziato senza motivo dopo 25 anni di onesto lavoro. D’improvviso si troverà catapultato in una realtà dura e molto competitiva. Il senso di profonda ingiustizia lo condurrà verso una soluzione estrema.

Nühai, realizzato dall’attrice e regista taiwanese Shu Qi, è un film intimista che racconta la storia di una ragazza introversa e insicura, che vive una triste e monotona esistenza in una città di Taiwan. Il desiderio inconfessato di fuggire da questa deprimente realtà si scontra con le sue paure, fino al momento in cui incontra una ragazza che le apre nuove prospettive. La possibilità di uscire dalla sua apatia sembra tuttavia trovare un ostacolo insormontabile in un vissuto familiare carico di pesanti ricordi e oscuri segreti, che come una zavorra tengono ancorata la protagonista a un infelice destino.

Segnaliamo, infine, due film italiani: il misterioso La grazia di Paolo Sorrentino, con protagonista Toni Servillo, e Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi, un documentario che racconta un viaggio alla ricerca dell’anima autentica di Napoli, tra ricordi, suggestioni culturali, quotidianità e storia.

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Alessio Turazza

Consulente nel settore cinema e home entertainment, collabora con diverse aziende del settore. Ha lavorato come marketing manager editoriale per Arnoldo Mondadori Editore, Medusa Film e Warner Bros.

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