
Davvero?! Davvero nel 2026 si concluderà quella che è forse l’ultima grande fabbrica del duomo?
Allo scoccare del 100 anniversario della morte di Antoni Gaudí, infatti, si annuncia che sarà completato l’ambizioso progetto della Sagrada Familia, in costruzione dal 1882 e da vent’anni inserita nella lista Unesco come patrimonio dell’Umanità.
È il cantiere più visitato al mondo (quasi 5 milioni di biglietti venduti negli ultimi due anni), simbolo stesso dell’incompiuto, sfida permanente dell’ingegno creativo alle leggi della fisica; portare avanti l’eredità del suo architetto ha messo in gioco (è il caso di dirlo) il meglio delle competenze ingegneristiche e dello studio dei materiali: il «plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro», così viene descritto Gaudí da un suo collega (innovatore anch’egli, sebbene in altre direzioni), Le Corbusier.

E pietra, ferro, cemento, laterizio, vetri colorati, ceramica sono gli ingredienti principali di questo miracolo edilizio, tanto estroso da costringere a inventare una categoria stilistica a se stante per descriverlo: stile modernista (catalano), con richiami al neogotico (dall’esterno la chiesa ricorda le costruzioni fatte dai bambini al mare, con colate di sabbia bagnata), omaggi all’art nouveau nelle forme ispirate alla natura, per esempio nelle colonne un po’ inclinate come alberi e ramificate e costolate come tronchi (espedienti strutturali, questi, che permettono di svettare ancora più in alto), ricordi di cubismo nelle decorazioni ceramiche.

E poi le decorazioni scultoree con simboli ovunque, molti evidenti e facilmente riconoscibili, altri nascosti o criptati (come il quadrato magico di numeri sulla facciata della Passione, la cui somma è sempre 33, gli anni di Cristo al momento della Crocifissione), a sottolineare il senso finale di questa costruzione, che Gaudí, proclamato venerabile della Chiesa nel 2025, ha immaginato come un unico corale inno di lode a Dio.

Descrivere questo monumento è quasi impossibile, si salta sempre qualcosa: occupa 4500 metri quadrati, è alto 172, 5 metri, ha 18 torri (degli apostoli, degli evangelisti, di Maria e, quella centrale, di Gesù), può ospitare al suo interno 14000 persone.
Dunque davvero non vedremo più le gru attorno al cantiere permanente? Spoiler: la costruzione principale sarà effettivamente completata, ma è già previsto che il completamento dell’ingresso e di altri elementi “accessori” richiederà una proroga. Così lo spirito di Antoni Gaudí continuerà a sovrintendere i lavori.