
La ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma si terrà dal 13 al 25 ottobre 2026. Il cuore dell’evento sarà l’Auditorium Parco della Musica, che ospiterà le proiezioni più importanti e glamour dei film in concorso, ma come consuetudine, il programma della Festa del Cinema si aprirà al pubblico in maniera diffusa, coinvolgendo altre sale e realtà culturali della capitale: il Cinema Giulio Cesare, gli spazi del MAXXI, la Casa del Cinema e il Teatro Olimpico Acea.
La direttrice artistica della Festa del Cinema di Roma Paola Malanga, tra i fondatori della rivista Duel e vicedirettrice di Rai Cinema, è stata affiancata nel lavoro di selezione dai critici cinematografici Giovanna Fulvi, Enrico Magrelli, Emanuela Martini, Alberto Pezzotta e Alberto Libera.
Quest’anno i film in concorso nella sezione Progressive Cinema saranno 18, provenienti da tutto il mondo. Abbiamo scelto alcune tra le opere più interessanti e promettenti, da tenere d’occhio quando usciranno in sala.
Con Ceniza en la boca, il regista messicano Diego Luna porta sullo schermo una storia itinerante di sradicamento e migrazione tra Messico e Spagna, ispirata al romanzo omonimo di Brenda Navarro. Lucilla si è trasferita con la famiglia dal Messico in Spagna quando era bambina. Il sogno di una vita migliore si scontra con una realtà difficile. Costretta a fare di tutto, dalla badante alla cameriera, dalla rider alla babysitter pur di sopravvivere, comincia a pensare che nulla sia cambiato e che i sogni e le aspettative fossero solo illusioni. Un film di grande attualità, che tocca il problema della mancanza di reali politiche d’integrazione in favore degli immigrati che arrivano in Europa per costruirsi un futuro migliore.
La regista kossovara Blerta Basholli porta a Roma la sua ultima opera Dua, che rappresenterà il suo Paese agli Oscar® 2027. Il film è ambientato a Pristina alla fine degli anni Novanta, in un periodo in cui le tensioni tra le comunità albanesi e serbe stavano assumendo contorni sempre più violenti, tanto da far apparire all’orizzonte lo spettro della guerra. La tredicenne Dua si trova alle prese con i problemi dell’adolescenza, in un drammatico e complesso momento sociale, in cui il fratello e altri giovani cominciano a pensare di dover imbracciare a breve le armi.
Prendendo spunto dalle pagine dell’omonimo romanzo autobiografico di Christian Kracht, la regista tedesca Frauke Finsterwalder presenta alla Festa del Cinema di Roma il film Eurotrash. Philipp, nonostante un rapporto conflittuale con la madre, dipendente da alcol e psicofarmaci, decide di accompagnarla in un viaggio attraverso la Svizzera. Un’occasione per cercare di superare l’incapacità di comunicare e le questioni personali che li hanno sempre allontanati. Un dramma familiare che mette in luce la crisi delle relazioni in un tipico contesto borghese. I protagonisti sono costretti a fare i conti con la loro storia, i ricordi dolorosi e i sensi di colpa ereditati dal passato.
I See Buildings Fall Like Lightning, della regista inglese Clio Barnard, è un film ambientato nei fatiscenti quartieri popolari di Birmingham, dove i vecchi palazzi vengono demoliti per far posto a una più moderna area edilizia. Cinque amici trentenni, che hanno preso diverse strade nella vita, si ritrovano dopo molti anni. Tra musica, rimpatriate e ricordi, la regista traccia un ritratto della working class britannica contemporanea tra illusioni, sogni e delusioni. L’opera è ispirata al romanzo omonimo di Keiran Goddard.
La giovane regista macedone Dina Duma presenta a Roma il suo nuovo lungometraggio: Skateboarding is Not for Girls. La giovane Adela, appassionata di skateboard, vive a Skopje con la madre e la sorella maggiore, mentre il padre è emigrato in Svizzera in cerca di fortuna. Le due sorelle aiutano la famiglia facendo le pulizie, ma le loro speranze di indipendenza e libertà si scontrano contro l’oscurantismo violento di una società tradizionalista e patriarcale, basata ancora sui matrimoni decisi dalle famiglie. Uno spaccato su una realtà in cui la condizione femminile è lontana anni luce dagli standard dei più avanzati Paesi europei.
Chiudiamo con Yesterday the Eye Didn’t Sleep, firmato dal regista palestinese Rakan Mayasi, nato a Berlino, cresciuto ad Amman e residente tra Beirut e Bruxelles. Nella zona di confine tra Libano e Siria, qualcuno dà fuoco a un camion, un episodio apparentemente poco significativo, che tuttavia innesca una situazione esplosiva in un clima politico di alta tensione. Il film rappresenta un viaggio in un contesto sociale segnato da una lunga storia di rancori, odio e vendetta, che sembra non poter trovare pace.