Muovendo dal cosiddetto “Suggestum Caesaris” di Rimini, un falso monumento rinascimentale che celebra un discorso del dictator, si propone qualche riflessione su un approccio interdisciplinare al mondo classico.
Cosa c’entra un vecchio mito greco con l’innovazione tecnologica? Cosa ha a che fare un antico filosofo con la tecnologia dell’informazione in ambito scolastico? Vorrei suggerire che guardare indietro può fornire un po’ di serenità quando si guarda avanti: la serenità mette in grado di vedere meglio le cose.
Anno cruciale il 1989, e non soltanto perché cadde il muro di Berlino. Fu in quell’anno infatti che alcuni ricercatori del Cern di Ginevra misero a punto un software in grado di facilitare lo scambio di dati tra i diversi uffici e su piattaforme diverse, gettando le basi per quello che sarebbe diventato il web.
Ho già discusso su «La Ricerca» alcuni paradossi dell’educazione. Vorrei questa volta segnalare un affascinante paradosso del legame. Ne ho trovato una formulazione brillante ed esteticamente bella nel testo della cantautrice Norah Jones, Don’t Miss You At All (2004).
Destare lo stupore e la meraviglia dei bambini ricoverati in ospedale, distraendoli dal dolore e dalle procedure mediche. È quello che fa, da anni, lo psicologo e pedagogista clinico Mirko Magri.
”La scuola crea negli studenti un nesso inconscio tra il libro e il giudizio a cui lo studente viene sottoposto a partire dalla conoscenza delle pagine di quel libro. Quanto basta perché il libro si connetta alla figura del dovere e si distanzi definitivamente da quella del piacere.“
Partiamo dal titolo. Conciossiacosaché significa "poiché". L'occasione di ripensarci me l'ha data una lettera che stavo scrivendo e che cominciava con questa congiunzione, appunto. Alla terza riga mi sono fermato perplesso. Si può cominciare un testo con "poiché"?