Cambiare con la lettura

Due borsiste del Gruppo di Ricerca “Leggere: Forte!” illustrano il cambiamento percepito dalle educatrici durante i primi mesi dell’anno, in seguito all’intensificazione della lettura ad alta voce nei Nidi d’Infanzia della Toscana.
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Foto: archivio progetto “Leggere: Forte!”

Cosa cambia in un bambino o in una bambina, come si trasforma un gruppo di bambine e di bambini in seguito all’intensificazione della lettura ad alta voce fino a un’ora al giorno per alcune settimane? Le educatrici dei nidi d’infanzia della Toscana hanno provato, con impegno e dedizione, a produrre questo cambiamento, in modo da poter vedere coi propri occhi – indipendentemente quindi dagli strumenti scientifici – le trasformazioni, i progressi, le differenze rispetto agli anni precedenti o alle altre classi, in cui la lettura ad alta voce era una pratica più sporadica, una delle tante tra quelle conosciute e attuate in quella fascia d’età.

Proponiamo di seguito una sintesi di alcune delle osservazioni fatte dalle educatrici nei loro “Diari di bordo”, compilati nell’ambito del progetto “Leggere: Forte!”. Il diario, uno strumento fornito per raccogliere dati qualitativi e compilato settimanalmente per 10 settimane dalle educatrici coinvolte nel progetto, ha permesso di osservare e quantificare i cambiamenti nelle competenze dei bambini, e di monitorare le naturali difficoltà organizzative e gestionali che l’introduzione di un’attività sistematica ed intensiva ha prodotto all’interno di routine predefinite.

Prima ancora di fornire risultati scientifici, per i quali si rinvia a una trattazione organica e un’analisi approfondita di tutti i dati raccolti, la lettura di una parte dei diari ci fornisce informazioni sulle competenze acquisite e sulle difficoltà riscontrate nelle diverse fasi dell’attività.

Partendo dalle competenze apprese, ciò che maggiormente emerge dai diari di bordo è un’evoluzione nelle capacità attentive e verbali dei bambini. Il cambiamento evidenziato è stato graduale ma rapido, legato anche al superamento da parte delle educatrici di alcune difficoltà iniziali connesse al mantenimento dell’attenzione e alla gestione del gruppo classe, come evidenziato in alcuni diari di bordo:

Alcuni bambini a volte si distraggono e disturbano gli altri che in quel momento si dimostrano interessati.

Tale cambiamento ha riguardato inizialmente la semplice capacità dei bambini di rimanere all’interno dell’attività di lettura:

Anche se i bambini sembrano non seguire, scopri poi che difficilmente perdono il filo del racconto.

E:

I tempi di concentrazione sono aumentati progressivamente.

Per osservare successivamente l’emergere della capacità di “stare in relazione” con l’attività di lettura e con il piacere che ne deriva:

I bambini mantengono un’attenzione elevata per tutta la durata della lettura e spesso, quando arriva il momento di smettere, non si mostrano mai stanchi o annoiati. Difficilmente perdono in modo irrecuperabile l’attenzione.

E:

È evidente l’entusiasmo che mostrano nel voler ascoltare la storia e osservare le illustrazioni. I bambini sono felici di non mancare all’appuntamento quotidiano della letteratura e non si stancano di rileggere gli stessi libri, anzi lo richiedono loro.

In quest’ottica, l’aumento dei tempi di attenzione rappresenta non solo l’incremento di una capacità cognitiva, ma anche relazionale e creativa: una risposta motivata da uno stimolo rappresentato dall’attività della lettura ad alta voce.

Analogamente, un cambiamento qualitativo e quantitativo è stato riscontrato nelle abilità di verbalizzazione dei bambini. Alcune educatrici, infatti, hanno riportato la crescente capacità di riproduzione dei suoni, dei versi degli animali, dei personaggi delle storie ascoltate da parte dei bambini. Sono state raccontate esperienze significative anche in merito al miglioramento delle capacità espressive di bambini bilingui, a sostegno del fatto che la lettura ad alta voce rappresenti una politica democratica, volta a eguagliare le differenze legate anche ai diversi contesti culturali di appartenenza:

Abbiamo osservato un aumento delle competenze linguistiche in un bambino bilingue (italo-tedesco) e il suo sentirsi maggiormente a suo agio nell’esprimersi verbalmente sia in italiano che in tedesco. Anche un bambino di madrelingua spagnola ha ampliato il numero di parole che pronuncia, sia indicando le corrispondenti immagini sul libro, sia nell’interazione con l’adulto.

Di particolare rilevanza sono, inoltre, le testimonianze che attestano il conseguimento di una capacità espressiva più complessa, anche di tipo astratto e metacognitivo:

I bambini della sezione verbalizzano, in modo spontaneo, le loro ‘riflessioni’ in merito all’esperienza di lettura in sezione. Il buon livello di verbalizzazione permette scambi verbali interessanti in merito alle storie raccontate.

E:

Durante la lettura commentano facendo riferimento alle loro esperienze di casa. Esprimono le loro emozioni paura, felicità, stupore sia con l’espressione del viso sia verbalizzandole.

Infine:

È bello vedere come l’attività di lettura abbia facilitato l’espressione linguistica anche dei bambini più timidi: i primi tempi muovevano la bocca e la voce non usciva, poi iniziammo a sentire delle vocine piccine picciò, ora gli stessi bambini si esprimono in maniera più sicura.

Altro aspetto importante su cui soffermarsi è sicuramente l’interesse e la curiosità mostrato dai bambini nei confronti dell’attività di lettura; un’educatrice rimarca così l’evoluzione osservata:

Vediamo i bambini interessarsi alla lettura ogni giorno sempre di più, anche chi nei mesi precedenti mostrava disinteresse verso questa attività.

E se l’entusiasmo viene mostrato principalmente per i libri e le storie già conosciute dai bambini, spesso le educatrici sono state testimoni di un’evoluzione della curiosità nei confronti di nuove letture:

Un libro che alla prima lettura sembra non interessare nessuno nei giorni seguenti viene richiesto dai bambini stessi più volte.

Strettamente connessa all’interesse è la partecipazione attiva dei bambini durante il momento della lettura, che si manifesta naturalmente in modo differente a seconda della fascia d’età e del livello di sviluppo. Ci sono bambini che, grazie a un buon livello di verbalizzazione, dimostrano il proprio coinvolgimento commentando o anticipando le storie lette:

Leggendo ‘Orso buco’ i bambini intervengono molto, conoscono molti dettagli, ripetono i suoni che ogni animale fa.

e bambini che partecipano comunque attivamente attraverso modalità di comunicazione non-verbale:

Indicano i libri che vogliono leggere, aiutano l’educatrice a girare le pagine o indicano le immagini.

È molto interessante, inoltre, notare l’integrazione da parte dei bambini dell’esperienza di lettura all’interno delle loro routine, dimostrando da un lato di aver interiorizzato i contenuti e i messaggi delle letture per loro più significative, dall’altro di aver reso l’attività stessa della lettura parte integrante della loro quotidianità:

Abbiamo notato come alcuni bambini riportino le frasi dei libri letti, anche in contesti quotidiani, utilizzandoli come espressione verbale nei contesti di gioco e nelle relazioni con gli adulti, educatrici e genitori.

Quest’ultimo cambiamento è stato possibile grazie alle capacità e all’ingegno delle educatrici, le quali hanno accettato la sfida di far spazio a un’attività strutturata e continuativa all’interno delle routine del nido, già ampiamente consolidate. L’impegno richiesto dal progetto per questa particolare fascia d’età non è stato sicuramente banale, soprattutto alla luce del fatto che tra gli 0 e i tre anni sono i bisogni fisiologici dei bambini a determinare i ritmi delle attività del nido.

Le educatrici si sono dimostrate proattive nel costruire strategie di volta in volta adatte a rispondere alle nuove esigenze che venivano a definirsi nel corso del tempo.

Sono state capaci, in particolar modo, di individuare e coltivare il momento della lettura, attribuendogli loro in primis un significato e un valore, e di costruire una dimensione autonoma all’attività, supportate sicuramente in questo dall’entusiasmo, dal coinvolgimento attivo dei loro bambini e dalla constatazione diretta dei loro progressi cognitivi e relazionali.

Benedetta D’Autilia

Borsista di ricerca dell’Università di Perugia nel progetto “Leggere: Forte!”, psicologa, si è laureata all’Università di Bologna e sta frequentando la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia al Centro di Analisi Transazionale di Milano.

Eleonora Pera

Borsista di ricerca dell’Università di Perugia nel progetto “Leggere: Forte!”, Eleonora Pera è laureata in Psicologia all’Università di Padova, è abilitata alla professione di psicologa.

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