Breve storia dell’Ucraina #1

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Cosa sappiamo di questo paese, ora al centro della scena politica internazionale? Ne ripercorriamo brevemente la storia più antica per provare a capire meglio i suoi rapporti con l’Europa e la Russia.
Il Monastero delle Grotte di Kiev – Лавра

La Rus’ prima della Russia

Secondo la più importante opera medievale in lingua slava, la Cronaca degli anni passati attribuita al monaco Nestore e altri religiosi del monastero delle grotte di Kiev, l’attuale capitale dell’Ucraina sarebbe stata fondata da tre fratelli, Kij, Šček, Choriv, assieme alla loro sorella Lybid. Queste quattro figure mitologiche avrebbero scelto il punto di approdo della loro barca che navigava sul fiume Dnipro dove sarebbe sorta in seguito la città, il cui nome deriverebbe da quello del fratello maggiore. E infatti mentre Kiev è la traslitterazione del toponimo russo, il nome in lingua ucraina andrebbe traslitterato come Kyiv (e da qui in poi useremo questa scrittura).

Un altro mito fondativo racconta che addirittura Sant’Andrea, affascinato dallo spettacolare paesaggio della valle fluviale, avrebbe profetizzato la nascita di una grande città sulle rive del Dnipro. In realtà, nella zona dove oggi sorge Kyiv sono stati rinvenuti reperti archeologici a testimoniare la presenza umana già a partire dal 4500 a.C., con la cultura neolitica di Tripillia-Cucuteni.

In effetti, la conformazione geografica del Paese, una grande pianura fertile solcata da fiumi, favorisce gli insediamenti umani, ma d’altronde non oppone alcun ostacolo alle libere scorribande di popoli invasori. Infatti, a partire dal XI secolo a.C. nell’attuale territorio dell’Ucraina si susseguono varie ondate migratorie di popoli nomadi provenienti dall’Asia centrale come Cimmeri, Sciti e Sarmati. Intorno al 230 a.C. le steppe dell’Europa meridionale vengono invase dai Goti, poi dagli Unni e dai Bulgari. Altre ondate di invasori si succedono nei secoli seguenti: nel 558 è la volta degli Avari, un popolo di lingua mongola, e in seguito dei Cazari, di lingua turca.

Ma è con il VI secolo che gli Slavi orientali iniziano a popolare le grandi pianure ucraine e Kyiv fa probabilmente il suo ingresso nella storia proprio come insediamento slavo sulla sponda occidentale del Dnipro.

Fra l’VIII e il IX secolo la capitale ucraina funge da avamposto difensivo per la propria posizione strategica alla confluenza di più fiumi. Kyiv è infatti da sempre un punto nodale alla confluenza di importanti rotte commerciali dell’antichità: il corso del Dnipro era l’asse nord-sud che collegava la Scandinavia con l’impero bizantino (la cosiddetta via variago-greca; per approfondire: la voce Variaghi su Treccani e la mappa della via su Wikipedia), mentre la Desna permetteva di accedere ai bacini fluviali del Don e del Volga, due fiumi molto importanti per le comunicazioni nei territori dell’attuale Russia.

D’altronde tutta la storia di questo Paese è scandita da contese e conquiste, a partire dal nome stesso dell’Ucraina, che significa “sul confine” e che racchiude in sé la natura di terra di frontiera proprio al centro dell’Europa. E anche oggi purtroppo assistiamo all’ultimo capitolo di questa lunga sequenza di cruente invasioni.

Alcune fonti storiche parlano di Askold e Dir, due principi variaghi (ovvero norreni, che migrano dalla penisola scandinava verso sud-est), i quali reggono Kyiv attorno al 842. Ma la prima data importante per la storia della città è tradizionalmente fissata nel 882: la sua occupazione semileggendaria a opera di Oleg di Novgorod, un altro sovrano proveniente dalla zona del Baltico. Quest’ultimo però fa parte del clan di Rjurik, un grande capo variago, che avrebbe dato origine alla dinastia che governa Kyiv nei suoi secoli d’oro; tale periodo di splendore è raccontato con dovizia di particolari nelle pagine della Cronaca degli anni passati, la cui prima stesura risale circa al 1111.

A partire dalla conquista di Oleg, la città diviene la capitale della Rus’ di Kyiv, una monarchia suddivisa in vari principati, che nel suo momento di massima espansione si estende dall’attuale Finlandia fino alle sponde del Mar Nero. Il gran principe che siede sul trono kievano è il più potente, mentre gli altri governano in suo nome su territori più piccoli, in una sorta di rapporto di vassallaggio che li vede autonomi per la politica interna, ma uniti per le minacce esterne.

La Rus’ di Kyiv è considerata il più antico stato organizzato slavo-orientale, e infatti è proprio qui (nell’attuale Ucraina) che nasce la storia russa, e persino il nome stesso: Rus’ infatti sarebbe il termine con cui venivano indicate alcune tribù vichinghe svedesi. E così la città sul Dnipro rappresenta la culla dell’intera civiltà russa, quando ancora Mosca non era che un’oscura cittadina di una piccola provincia lontana.

Il monumento ai mitici fondatori di Kyiv sulla sponda del Dnipro (o Dnepr)

Il primo principe a salire sul trono di Kyiv nel 913 è Igor, alla cui morte segue una reggenza quasi ventennale della moglie Olga, che governa al posto del figlio Svjatoslav ancora troppo giovane per regnare. Le cronache dell’epoca raccontano che nei primi anni la principessa esercita il potere con una certa ferocia, che poi però scompare a seguito della sua conversione al cristianesimo. La prima sovrana cristiana della Rus’ è infatti venerata come santa, con il nome di Elena, sia dalla chiesa ortodossa sia da quella cattolica.

Un’altra data fondamentale è il 988, quando sotto il regno di Vladimir I avviene la conversione al cristianesimo dell’intera popolazione di Kyiv con un battesimo di massa nelle acque del Dnipro. Per il cosiddetto “battesimo della Rus’” il gran principe Vladimir viene chiamato anche “il santo”, di nome e di fatto dato che sarà poi canonizzato.
Il battesimo segna l’inizio di un legame indissolubile tra stato e chiesa che caratterizzerà la storia dell’Ucraina prima, e poi anche della Russia. Ma perché Vladimir si fece cristiano? Il motivo è principalmente politico: innanzitutto, per il regno kievano Costantinopoli era un punto di riferimento e un modello da imitare, oltre che il principale partner commerciale. Il gran principe, pur sapendo di essere un sovrano potente, a capo di un forte esercito, condottiero di una popolazione numerosa e reggente di un territorio vastissimo, si rende conto di essere ai margini di un’Europa ormai quasi interamente cristianizzata. Per questo sposa Anna, sorella dell’imperatore bizantino, entrando così nella rete dei sovrani cristiani grazie all’apparentamento con la prima casa regnante europea.

A metà dell’XI secolo lo stato kievano raggiunge l’apice del suo potere durante il regno di Jaroslav detto “il saggio”, figlio di Vladimir. Nel 1051, il gran principe Jaroslav chiama a raccolta tutti i vescovi dei suoi territori nella nuova cattedrale di Santa Sofia e qui nomina Ilarione primo metropolita, nato all’interno del regno. Questo prete era noto per aver scelto come luogo dove praticare l’ascesi una piccola grotta nei pressi di Kyiv, proprio là dove pochi anni dopo i santi Teodosio e Antonio di Pečerska avrebbero fondato il famoso monastero considerato una specie di Gerusalemme ortodossa.

In seguito, le rivalità fra i vari principati indeboliscono la coesione statale e portano a sanguinose lotte interne alla dinastia. Nel 1169 Andrej, principe di Suzdal, invia contro Kyiv un esercito guidato da uno dei suoi figli alleato con altri principi. La città cade e viene saccheggiata per tre giorni. A questo assedio ne seguono altri con incendi e distruzioni tra il 1203 e il 1230, fino all’arrivo dell’Orda d’oro.

Quello che ancora oggi viene ricordato in Ucraina come “il giogo tataro-mongolo” inizia con un evento drammatico: l’esercito guidato da Batu Khan assedia Kyiv e la distrugge completamente il 6 dicembre 1240. Ma l’Orda d’oro non è solo una temibile armata comandata dal nipote di Gengis Khan, bensì uno stato molto ben organizzato che aveva la sua capitale a Saraj, nel Caucaso.

Gran parte della Rus’ di Kyiv viene dunque inglobata in questo regno mongolo, e dal 1241 fino al 1362 i vari principi locali devono pagare un pesante tributo per mantenere il loro stato di vassallaggio nei confronti del khan di turno.

(continua)

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Sara Urbani

Laureata in scienze naturali con un master in comunicazione della scienza, lavora per la casa editrice Zanichelli. Scrive anche per Odòs – libreria editrice e per i magazine online La Falla e East Journal.

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