Sette variazioni sul tema della libertà

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Tra i tanti modi per onorare e rendere viva la Costituzione, dall’impiegare pratiche democratiche nelle lezioni di tutti i giorni (con confronti, condivisioni di diritti e doveri, votazioni ecc.) dove Lodi e don Milani continuano a insegnare, al partecipare ai laboratori che permettano di “allenare” alla democrazia attivando percorsi di educazione civica, ne segnaliamo uno che si è concluso recentemente: il progetto Democrazia futura, nell’ambito di Biennale Democrazia, giovedì 23 marzo, presso il Conservatorio di Torino, con una performance teatrale che si è intitolata “Sette variazioni sul tema della libertà”. Grazie anche a Iter e a Crescere in città, quest’anno Biennale Democrazia si è aperta a tutte le scuole torinesi e ha permesso, alle classi partecipanti delle scuole secondarie di primo grado, di riflettere sul tema della libertà in un modo creativo e coinvolgente, che ha sollecitato il pensiero ma anche l’espressione di sé.

 

L’educazione civica in pratica, cioè svolta in modo operativo e non trasmissivo, è un obiettivo che già da qualche anno si persegue nelle scuole grazie anche a molta formazione specifica. Permette lezioni partecipate in cui gli alunni e le alunne si impegnano in confronti informali o in modo più strutturato col debate, dopo essersi informati su temi di attualità, meglio se scelti direttamente da ragazzi e ragazze. Altre volte è lo studio della storia o la lettura di alcuni libri ad attivare la discussione, tanto più sentita e impegnata quanto più le questioni o le domande sono poste dagli alunni e dalle alunne.

È capitata molto recentemente, però, un’occasione non comune e molto apprezzata, degna di nota e anche di condivisione, di praticare l’educazione civica grazie ad una vera comunità educante, in parte già esistente. Diverse scuole torinesi, dalla primaria alla secondaria di secondo grado, hanno potuto trattare l’educazione civica attraverso laboratori di carattere ludico, artistico ed esperienziale. Tutto ciò è avvenuto all’interno della sezione “Democrazia futura” di Biennale democrazia, ma è stato costruito e preparato grazie a Iter e “Crescere in città” del comune di Torino che da anni offrono, gratuitamente e con la collaborazione di associazioni, musei, istituzioni culturali del territorio, un ventaglio vastissimo di proposte formative per le scuole.

Questa proficua alleanza di tanti diversi soggetti che convintamente si è mossa per mettere studenti e studentesse nelle condizioni di praticare la democrazia, per sette scuole secondarie di primo grado (IC Alighieri-Kennedy, IC Tommaseo, IC Gino Strada, Convitto Umberto I, IC Pacchiotti-Via Revel, IC Leone Sinigaglia, IC Spinelli), è stata un’esperienza molto significativa. Le classi coinvolte nel progetto Sette variazioni sul tema della libertà hanno affrontato, in laboratori con due funzionari dell’OIL di Ginevra, A. La Rosa e E. Cairola, tematiche come i diritti umani, le diseguaglianze economiche e sociali e la situazione della democrazia nel mondo. In alcuni casi si è trattato di un naturale sviluppo di argomenti già affrontati in classe, specialmente nelle terze e specialmente con geografia, ed è poi sfociato, in lavori di gruppo, nella produzione di slogan, disegni, manifesti.

 

A questa prima parte in cui le notizie, le idee, le opinioni, le parole, sono state predominanti nell’agire dei laboratori, è seguita una parte artistica e coreutica, in due incontri nelle scuole con M. Boltri, E. Rolla della Fondazione Egri e M.G. Bardascino di The Foreigner’s Theatre. E qui ragazzi e ragazze hanno vissuto attraverso il corpo e l’azione ciò di cui prima avevano parlato. Hanno scoperto che con la musica e il movimento si può comunicare tanto bene che con le parole, si possono veicolare concetti e pensieri. Hanno sperimentato lo star bene nei propri movimenti, e con i movimenti degli altri, in un gruppo che si coordina. Un gruppo dove tutte le diversità fisiche hanno trovato il loro posto, armoniosamente, dove gli impacci dei corpi adolescenti sono stati accolti e trasformati in una coreografia, dove i gesti fuori luogo ed eccessivi nel ristretto spazio dell’aula scolastica sono diventati riferimenti precisi e determinanti per creare unione sul palco.

Gli adulti testimoni di queste trasformazioni, di queste nuove aperture dei ragazzi e delle ragazze, di queste esplorazioni in campi artistici e comunicativi non scontati nella didattica di tutti i giorni, sono rimasti tutti e tutte molto toccati e meravigliosamente sorpresi dalla forza e dalla carica emotiva che dal progetto è scaturito e che lascerà sicuramente forti tracce in tutte le classi.

Che questo gioco sia stata una cura, oltre che un’attività di educazione civica, è stato evidente soprattutto il 23 marzo, nel salone gremitissimo del Conservatorio, quando in un’unica performance le 11 classi coinvolte nel progetto si sono esibite, concentratissime, in diversi quadri coreografici stilizzati e minimalisti, a rappresentare azioni legate alla libertà o alla mancanza di libertà, circondate da fogli con le lettere della parola CAGE che alla fine sono stati strappati. Tutto ciò mentre si alternavano musiche di scena, anche originali (di D. Ligios). voci di alunne e alunne nei podcast registrati a scuola (da C. Sereno Trupia) e brani classici suonati da giovani chitarristi dell’associazione Guitare Actuelle di Dora Filippone. Il finale è stato un opening song dal titolo ‘Freedom’, creato appositamente per questo evento e cantato da molti ragazzi e ragazzi sul palco ma anche dal pubblico, che nel buio della sala muoveva a tempo le luci dei cellulari.

Si può fare, l’educazione civica, non solo in pratica, ma anche in un modo creativo, artistico, giocoso, socializzante e sorprendente, uscendo dalle scuole, se sono in molti a crederci e a credere nei ragazzi e nelle ragazze.

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Barbara Lorenzoni

docente presso l’IC “Alighieri-Kennedy” di Torino.

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