4: istruzione di qualità

Un’istruzione di qualità è la base per migliorare la vita delle persone e raggiungere lo sviluppo sostenibile.

agenda 2030 4«Un’istruzione di qualità è la base per migliorare la vita delle persone e raggiungere lo sviluppo sostenibile. Si sono ottenuti risultati importanti per quanto riguarda l’incremento dell’accesso all’istruzione a tutti i livelli e l’incremento dei livelli di iscrizione nelle scuole, soprattutto per donne e ragazze. Il livello base di alfabetizzazione è migliorato in maniera significativa, ma è necessario raddoppiare gli sforzi per ottenere risultati ancora migliori verso il raggiungimento degli obiettivi per l’istruzione universale. Per esempio, a livello mondiale è stata raggiunta l’uguaglianza tra bambine e bambini nell’istruzione primaria, ma pochi paesi hanno raggiunto questo risultato a tutti i livelli educativi.»
Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 dell’ONU

Guardiamo Luca fare i compiti. Ha sei anni e osserva il computer, da cui ricopia con diligenza gli esercizi sul quaderno. Li svolge e ce li sottopone, per il controllo. Noi li fotografiamo per le maestre. A volte lo filmiamo mentre recita una poesia. Altre, lo aiutiamo ad accedere ai giochi didattici interattivi, o al corso di inglese…
Solo qualche settimana fa questo scenario ci sarebbe sembrato fantascientifico: roba da colonia umana su Marte. Ora lo viviamo come la normalità tutta terrestre in tempi di pandemia.
Luca studia al computer, gioca con l’iPad, dialoga con gli amici al telefono, in videoconferenza. Si è adattato, e non sembra subire troppo la privazione della socialità e della promozione culturale che la scuola gli offre abitualmente.
Ma Luca è un bambino privilegiato. Non ce l’hanno detto apertamente, ma così ci hanno fatto capire le sue insegnanti, con una lettera carica di accenti d’ansia. «Grazie per quello che fate», ci hanno ringraziato (loro noi?!), «è importante ma…»
Ma?
Ma si sta perdendo una fetta importante della classe. Bambini di prima elementare per i quali la scuola è evidentemente l’unica occasione significativa di condivisione e crescita. Al di fuori di quella, al di là dell’interazione con docenti e compagni, privazione e silenzio.
È un fatto, e qui poco importa quale ne sia la causa; a chi ne vada imputata la responsabilità.
A noi, impotenti, sembra di poter cogliere una morale in quanto ci succede attorno: oggi, “grazie” all’emergenza che viviamo, ci accorgiamo di quanto preziosi siano i risultati raggiunti in ogni campo; nell’istruzione in primo luogo.
È però una morale che non consola: quei risultati preziosi, dati troppo a lungo per scontati, sono fragili, fragilissimi. E come tali andrebbero curati.
Oggi sappiamo che anche a noi, mentre orgogliosamente sottoscriviamo gli obiettivi di miglioramento per il mondo intero, e raccomandiamo «l’incremento dell’accesso all’istruzione a tutti i livelli», può capitare di scoprirci inadeguati e imprevidenti. E fragili, appunto. Fragilissimi.


L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

Gli Obiettivi per lo Sviluppo danno seguito ai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) che li hanno preceduti, e rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.

Sandro Invidia

Direttore editoriale Loescher.

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