In “Un uomo solo” la solitudine di George incontra il conformismo americano, la svalutazione del sapere e una concezione dell’io che rimanda alla familiarità di Isherwood con il Vedānta.
Si può dire di una macchina che è intelligente? Le macchine possono pensare? Le vediamo quotidianamente all’opera: computano, elaborano dati, traggono inferenze. Ma l’intelligenza è tutta qui?