Nel saggio “La religione di uno scettico”, John Cowper Powys propone una forma di spiritualità che sopravvive alla perdita della fede: non dogma, ma immaginazione, memoria e bellezza.
Alla scoperta di un autore che «parla di tutto», «di se stesso, della propria vita, di quel che sa, di quel che pensa, di quel che ha fatto e di quel che non ha fatto, perché non ha voluto o perché non è riuscito a fare, e di chi ha conosciuto».