Perché non dovremmo provarci con la bionda

Siamo in un pub, entra una ragazza di rara bellezza. Intorno a lei, quattro amiche da cui si distingue. Noi siamo in cinque. Che si fa? Si lascia stare, pensando che la bionda è tanto notevole da essere destinata a un matrimonio eccelso? Ci si sfida a duello fino a che ne resterà uno solo? A studiare l’economia classica, la soluzione per fortuna è meno cruenta.
La bionda di “A Beautiful Mind”, film del 2001 diretto da Ron Howard.

Secondo il pensiero di Adam Smith e soci, infatti, ciascuno deve cercare di massimizzare il proprio utile che, nel caso, consiste nel conquistare la ragazza più bella: “Nella competizione, l’ambizione individuale serve al bene comune”. Perciò: libera concorrenza e che vinca il migliore! Secondo l’economia classica: “Il miglior risultato che si ottiene è quando ciascun componente del gruppo fa il meglio per sé”, nessuno degli amici perciò se ne avrà a male se gli altri cercheranno di soffiargli la ragazza.
L’episodio si trova nel film su John Nash, A Beautiful Mind (qui la scena). Se poi uno non vince, pensano i ragazzi, potrà ripiegare su una delle amiche: non c’è nulla da perdere, perché la consolazione è assicurata.

Fatto sta, obietta Nash, che primeggia nel gruppo non solo in teoria dei giochi, ma anche per la conoscenza della psicologia femminile, se tutti puntano sulla bionda, si intralciano a vicenda e in più perdono le altre ragazze. Queste infatti non sopporteranno di essere “un ripiego”. La strategia dell’economia classica porta dunque al fallimento completo.
Bisogna invece che ciascuno punti su una delle quattro.
Il miglior risultato che si ottiene perciò è quando ciascuno fa “quello che è meglio per sé e per il gruppo”, ribatte Nash riscrivendo una pagina dell’economia. All’accusa di argomentare strategicamente per dirottare gli amici sulle più brutte, Nash si alza e li lascia di fretta, facendo il meglio per sé (deve lavorare per sviluppare l’idea che gli è appena venuta) e per il gruppo. I suoi amici infatti potranno ora cooperare, puntando alle amiche della bionda.
Mentre esce, Nash ringrazia la ragazza che non può immaginare di aver appena ispirato un’intuizione geniale, né può immaginare ciò che le sta per succedere, o meglio non-succedere, se gli amici di Nash saranno tanto svegli da seguire la strategia che porta a vittoria sicura, pur non eccellente.

I corollari sono due: il primo è che frequentando gente brillante, anche l’andare a ragazze diventa un’esperienza che apre la mente; il secondo, a dire il vero bizzarro e sorprendente, è che a volte essere molto belli può portare alla solitudine.

Gian Paolo Terravecchia

Cultore della materia in filosofia morale all’Università di Padova, si occupa principalmente di filosofia sociale, filosofia morale, teoria della normatività, fenomenologia e filosofia analitica. È coautore di manuali di filosofia per Loescher editore. Di recente ha pubblicato: “Tesine e percorsi. Metodi e scorciatoie per la scrittura saggistica”, scritto con Enrico Furlan.

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