Opera prima 2020-2021

Un concorso e un corso di formazione per promuovere la scrittura e la creatività nelle scuole (con un occhio all’educazione alla cittadinanza digitale).

Virtuale è reale: questo è il titolo della seconda edizione di “Opera Prima”, il concorso di narrativa rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, che da quest’anno prevede, accanto alla sezione racconti brevi, anche una sezione dedicata alla sceneggiatura, con soggetti per film e serie tv.
Ideato e diretto dal docente Marco Ferrari e organizzato dall’istituto Toniolo, ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e dall’associazione Amore per il sapere, il progetto può contare sulla collaborazione di numerosi partner, tra cui, l’editrice Il Castoro, che già nella precedente edizione ha offerto agli scrittori vincitori la possibilità di lavorare sul proprio racconto insieme a un editor professionista, in previsione della pubblicazione dei testi in un unico volume, che finalmente raggiunge i suoi lettori.

A modo nostro: antologia 2019-2020

L’antologia che raccoglie i migliori racconti dell’edizione 2019-2020 è oggi disponibile in e-book con il titolo A modo nostro (Milano 2020, pagine 77, euro 0,99), che richiama il tema dello scorso anno, Mode e Modi. Il libro digitale comprende appunto i migliori dieci testi scelti a partire da 150 racconti esaminati da una qualificata giuria presieduta dello scrittore e psicoanalista Luigi Ballerini, che firma anche la postfazione all’opera. Per i ragazzi selezionati e per tutti i candidati, studenti tra i 14 e i 19 anni provenienti da 40 scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia, «Più che un concorso, “Opera Prima” ha rappresentato un percorso, un lavoro insieme (fatto di videolezioni sulla scrittura per tutti), culminato nell’affiancamento dei vincitori agli editor de Il Castoro e poi nella pubblicazione. Un’esperienza d’arricchimento reciproco». Secondo Luigi Ballerini «I giovani hanno lavorato come veri e propri professionisti e noi abbiamo avuto modo, tramite racconti capaci di esprimere una precisa visione sul mondo, di conoscerli, insieme ai loro timori, ai loro desideri, ai dubbi, alle aspettative: quando qualcuno si apre a noi, ci sta aiutando a capire noi stessi».

Per i dieci studenti selezionati lo scorso anno l’esperienza ha significato molto, ma chi ha partecipato o collaborato assicura che sono molte le ricadute del progetto, che ha il merito di portare l’attenzione su una pratica di scrittura non sempre adeguatamente promossa e valorizzata nel percorso scolastico e, al contrario, estremamente importante per chi la pratica: «Che esperienza faccio nello scrivere? Perché scrivo? È una domanda molto ampia a cui faccio fatica a rispondere», ha affermato Carlo, uno degli scrittori pubblicati, studente del liceo Carducci di Milano. «È un’esperienza che faccio in modo molto spontaneo, naturale, io scrivo sempre. Vado sempre in giro con un taccuino e la scrittura è una presenza costante nella mia vita quotidiana. Non so se scrivo per qualcuno, forse lo faccio per me stesso perché scrivere mi dà un grande aiuto».

Opera Prima 2020-2021: un concorso e un corso di formazione

L’edizione di quest’anno raccoglie lo stimolo offerto dal progetto “Parole O Stili” che con l’Istituto Toniolo ha una lunga storia di collaborazione per la diffusione della cultura del rispetto in ambiente digitale e della sensibilizzazione sul tema della violenza delle parole. Il titolo riproduce letteralmente il primo articolo del decalogo che molti conoscono, poiché in molte scuole il manifesto di “Parole O Stili” è entrato nella pratica di educazione alla cittadinanza digitale: «Ciò che accade in rete è reale. Le nostre parole e i nostri atti in rete non si verificano in un universo parallelo, ma dentro la città degli uomini, in un luogo-non-fisico che tuttavia è sempre abitato da donne e uomini.» recita l’introduzione al concorso “Opera Prima”. «E così tutto quello che postiamo, che scriviamo e che condividiamo ha un effetto sulle persone, sia sui diretti destinatari dei messaggi sia su tutti coloro che li incontrano dentro la piazza virtuale. Solo che noi queste persone non le vediamo, non le abbiamo davanti, e allora possiamo non considerare l’impatto dei nostri atti. Però in rete si può anche fare bene, si può costruire, si possono gettare ponti, si può crescere imparando ed esplorando. Si possono rafforzare le amicizie e si può restare insieme anche a distanza».

L’interesse per i giovani è in realtà da sempre al centro dell’Istituto Toniolo, che dal 2011 ha dato vita all’Osservatorio Giovani, che realizza – grazie al sostegno di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo – la più approfondita ricerca italiana sull’universo giovanile, avvalendosi della competenza del Laboratorio di Statistica dell’Università Cattolica e di Ipsos Srl. I risultati dell’indagine quantitativa, che coinvolge oltre 9 mila giovani tra i 18 e i 34 anni, sono raccolti in una pubblicazione annuale, il Rapporto Giovani, edito da il Mulino: valori, aspettative, progetti, fiducia nelle istituzioni, rapporto tra generazioni, lavoro, famiglia, genitorialità, sono alcuni dei temi proposti dalla ricerca, dal 2015 estesa a campioni rappresentativi di giovani cittadini appartenenti ai principali paesi comunitari quali Germania, Spagna, Regno Unito, Francia, con l’obiettivo di stimolare l’attenzione pubblica sull’universo giovanile e le tematiche a esso legate, anche al fine di orientare politiche, servizi e progettualità.

Affinché il percorso possa essere ancora più ricco e i ragazzi possano contare sul supporto dei docenti, l’edizione “Opera Prima” 2020-2021 prevede un corso di formazione per insegnanti della scuola secondaria di I e II grado riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dal titolo Quando la musa non basta. La scrittura creativa a scuola. Referenti scientifici dell’iniziativa sono il Armando Fumagalli, direttore del Master Universitario di I livello in International Screenwriting and Production (MISP) dell’Università Cattolica, e Giuseppe Lupo, scrittore e docente di Letteratura italiana contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.

Coinvolgendo i docenti a partire da un tema attuale come l’influenza di internet e del digitale nelle vite di ciascuno, il corso si propone di «avvicinare gli studenti al piacere della scrittura come esperienza di racconto di sé, degli altri e del mondo». Con 11 i webinar (3 in diretta e 8 on demand, per un totale di 25 ore), il percorso «si configura come una vera e propria scuola di scrittura, affinché i docenti possano imparare a stimolare i propri studenti a raccontare una storia, a individuarne le trame possibili e finali inattesi. L’arte del racconto nella sua interezza conferirà le competenze per affrontare letture sempre più complesse. La scrittura di soggetti per il cinema e la televisione fornirà agli insegnanti strumenti utili per la didattica della scrittura e potenzierà negli studenti la competenza comunicativa, il pensiero critico, la disponibilità al confronto e la capacità di autovalutazione».

Il corso è gratuito e sarà interamente online (iscrizioni qui). I webinar in diretta si svolgeranno a partire dall’11 dicembre (data della lezione di Luigi Ballerini, il 14 gennaio quella di Rosy Russo, presidente di “Parole O Stili”, e a seguire il laboratorio di scrittura filmica) ma offriranno la possibilità di visione in differita; i webinar on demand verranno resi disponibili agli iscritti a partire da metà dicembre 2020.

Più larghi i tempi per gli studenti, che sin d’ora possono lasciarsi ispirare dal video della lezione inaugurale del 7 ottobre e dai videotutorial realizzati per la precedente edizione, tutte risorse disponibili dal sito di “Opera Prima”. La scadenza per la partecipazione al concorso è il 31 gennaio: entro il 12 febbraio i singoli studenti potranno caricare i loro racconti, mentre singoli o gruppi di massimo tre studenti potranno inviare il proprio soggetto per film o serie tv, che, grazie al premio speciale Accademia di Video Making concorrerà alla possibilità di essere prodotto come video.

Una nota: ben 3 dei 10 lavori selezionati nell’edizione dello scorso anno del concorso erano di studenti del Liceo “Antonio Banfi” di Vinercate, Scuola amica de «La ricerca».

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