Oltre la scolastica: il mercato degli e-book

Come vanno i libri elettronici nel mercato non scolastico? Stando alle cifre del 2013 diffuse dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori, ci sono segnali che il passaggio al digitale è avviato, anche se con una lentezza maggiore rispetto alle previsioni o ad altri Paesi.

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I dati mostrano piuttosto chiaramente che solo a partire dal 2011 in Italia si sono concretizzate alcune premesse indispensabili per la nascita di un mercato del libro elettronico: la diffusione degli e-book reader (i dispositivi mobili specifici che consentono la lettura di e-book) e dei tablet (che tra le tante funzionalità consentono anche la lettura digitale), insieme alla conversione in formato digitale di una parte consistente dei cataloghi delle maggiori case editrici e alla pubblicazione di un numero consistente di novità editoriali contemporaneamente in formato cartaceo e digitale.

Questo passaggio, seppur tardivo rispetto ai Paesi anglosassoni, è stato rapido: in poco più di due anni l’offerta di libri disponibili in formato elettronico è quasi decuplicata (dai circa 7.500 della fine 2010 ai più di 60000 del maggio di quest’anno) e l’offerta di novità editoriali pubblicate contemporaneamente nei due formati (digitale e cartaceo) è arrivata al 44,6%. Analizzando i dati relativi al numero di dispositivi e alla spesa per l’acquisto degli stessi si può sostenere (ipotizzando un prezzo medio di 150 euro per un e-book reader) che alla fine del 2012 i dispositivi per la lettura di libri elettronici (e-reader più tablet) disponibili in Italia superassero 3500000 unità (addirittura 12000000 comprendendo anche gli smartphone).
Se si tiene conto che un’indagine ISTAT del 2012 ha censito come lettori poco meno di 26 milioni di individui (e di questi solo 6 milioni e mezzo nel corso dell’anno avevano letto più di quattro libri), si può facilmente concludere che i dispositivi in circolazione mettevano in condizioni di leggere un libro elettronico su dispositivo mobile l’equivalente del 14% dei lettori italiani (o del 6% della popolazione totale), ci si può quindi ragionevolmente aspettare per il 2013 un ulteriore incremento significativo della quota di lettori di e-book (attestata al 3,1% nel 2012).

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Il caso del successo francese
Alla conferenza internazionale Editech, tenutasi a Milano il 20 giugno 2013, un dato interessante è emerso da un’indagine svolta dall’Associazione editori francesi: la Francia ha visto triplicare i lettori di e-book nell’ultimo anno arrivando a rappresentare il 15%. Pare inoltre che nella maggioranza dei casi si tratti di lettori “forti” (il 69% avrebbe infatti letto un libro di carta nell’ultimo mese) e che il 27% abbia dichiarato di leggere di più da quando legge in digitale. Interessante notare che la quota di mercato stimata degli e-book sul mercato del libro francese nel 2012 è stata, come in Italia, dell’1,8% e i lettori di libri elettronici erano stimati intorno al 5% contro il 3,1% degli italiani.
Nonostante la quota assoluta di fatturato degli e-book sia ancora decisamente modesta, i dati relativi alla crescita del mercato (+89%), dei lettori (+45,5%) e degli acquirenti (+63,1%), sono chiari segnali del fatto che, anche se con una lentezza maggiore rispetto alle previsioni o ad altri Paesi, il passaggio al digitale anche nel nostro Paese è ormai avviato e in molti si attendono di vedere nel corso dei prossimi anni l’“impennata” nella curva di crescita che ha contraddistinto l’andamento delle vendite negli anni passati nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Simonetta Pillon

Laureata in Storia Contemporanea e da oltre 27 anni lavora nel settore editoriale. Dal 2007 è direttore generale di Informazioni Editoriali, società leader in Italia nella gestione di basi dati bibliografiche e nella fornitura di servizi informativi per i professionisti del libro.

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