Libere disobbedienti innamorate – In Between

Da pochi giorni è nelle sale italiane l’opera prima della regista Maysaloun Hamoud. Già premiato a Toronto, a San Sebastian e al Film Festival di Haifa, “Libere disobbedienti innamorate – In Between” è un piccolo film da non perdere assolutamente. Un racconto al femminile che ha per protagoniste tre ragazze arabo-israeliane che vivono a Tel Aviv.

Tre donne dei nostri tempi, tre storie in qualche modo simboliche. Le vite di Leila, Salma e Nour compongono lo sfaccettato ritratto di una generazione incerta e disorientata, ma anche forte, e capace di scegliere. Si muovono nella difficile terra di confine tra le tradizioni della cultura d’origine e lo stile di vita diverso, moderno, libero, “occidentale”. Non a caso il titolo originale Bar Bahar significa “tra la terra e il mare”, a indicare proprio un luogo indefinito, sfuggente.

Le notti di Tel Aviv non sono molto diverse da quelle di una qualsiasi città europea. A questa libertà e apertura a stili di vita disinibiti si contrappone un sistema di valori tradizionali, che frena ogni aspirazione verso la piena realizzazione dei legittimi desideri di felicità: una società arcaica, patriarcale, violenta e liberticida.
Leila, la più ribelle e trasgressiva, è un giovane avvocato in carriera, che vorrebbe al suo fianco un uomo che la sappia amare per quello che è, una donna libera e indipendente. Salma, aspirante DJ che sbarca il lunario lavorando come barista, vive un doloroso rapporto con la famiglia che non vuole accettare la sua omosessualità. Nour, studentessa musulmana, è fidanzata con un ottuso e violento fanatico dell’Islam, tanto religioso quanto morbosamente attratto dal sesso.
Tre personalità molto diverse che dividono non solo un appartamento, ma anche il desiderio di evadere da una società schizofrenica, che si mostra apparentemente liberal, per poi soffocare ogni sogno d’emancipazione e realizzazione femminile fuori dalle mura domestiche. Tre donne che devono lottare con ostinazione, tenacia e coraggio.

Le loro vite si muovono tra locali underground, rave party e contesti familiari che sembrano appartenere a un’altra epoca e a un altro mondo, immutabile e arretrato. Il film mette in luce tutte le contraddizioni e le difficoltà di essere donne palestinesi a Tel Aviv, che cercano di lasciarsi alle spalle le tradizioni della cultura araba e musulmana per trovare una nuova dimensione esistenziale dentro la società israeliana. Un percorso verso la libertà ricco d’insidie e d’inaccettabili discriminazioni, con cui tutte e tre dovranno fare i conti.
Il prezzo dell’incomprensione, della solitudine, della malinconia, vela i loro sguardi e attraversa tutto il film come una colonna sonora emotiva, struggente e languida. Lontano dalla retorica e dal superficiale vuoto di tante produzioni banali, modaiole e spesso ancora scimmiottanti Sex and the City, il film ha il pregio di una freschezza e di un’impressione di autenticità che non si dimenticano.

E se le tre donne escono a testa alta dalle prove della vita, la stessa cosa non si può dire degli uomini: meschini, falsi, ipocriti, retrogradi, maschilisti e violenti, ottusamente non empatici, arroccati nel loro patriarcato, assolutamente non in grado di comprendere le donne, le loro aspirazioni, i loro sentimenti, il loro mondo interiore.
Siamo proprio sicuri che il film non parli più in generale di donne, uomini, società e religione, indipendentemente dalle coordinate geografiche?

Libere disobbedienti innamorate – In Between
Regia: Maysaloun Hamoud
Con: Mouna Hawa, Sana Jammelieh, Shaden Kanboura, Mahmud Shalaby, Riyad Sliman Durata: 96 minuti
Produzione: Israele, Francia 2016

Alessio Turazza

Consulente nel settore cinema e home entertainment, collabora con diverse aziende del settore. Ha lavorato come marketing manager editoriale per Arnoldo Mondadori Editore, Medusa Film e Warner Bros.

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