Il laboratorio su Michelangelo Merisi da Caravaggio realizzato nell’indirizzo delle Scienze Umane del Liceo “G.F. Porporato” di Pinerolo è un work in progress sperimentale, motivato dall’esigenza di discenti e docenti di compendiare saperi vecchi e nuovi in percorsi didattici inediti, attinenti alle normative ministeriali emanate per promuovere la Scuola delle Competenze e dell’Orientamento.
A partire dalle suggestioni di uno studio scientifico su Maddalena Antognetti, modella-amante di Caravaggio, e sulla sua rappresentazione pittorica, il lavoro d’aula interroga da più punti di vista l’uomo e il pittore Caravaggio del periodo romano, negli anni tra Cinquecento-Seicento. Scegliendo un percorso tematico e interdisciplinare, studenti e docenti convengono che i compiti di realtà conclusivi debbano consistere in una mostra per il pubblico e nella produzione di un podcast a commento dei materiali esposti. Nella mostra Figure di donne nelle opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio, infatti, accanto alle riproduzioni delle tele caravaggesche sono esposte anche le loro manipolazioni interpretative, di cui il podcast dà conto.
L’obiettivo di proporre alla città uno dei tanti percorsi di studio agisce fin da subito come stimolo motivante per mobilitare competenze culturali, relazionali, comunicative e multimediali, nella consapevolezza via via crescente che, per l’allestimento e il montaggio della mostra e per la produzione del podcast, è necessario sapere cosa si vuole dire e perché, nonché sapere utilizzare i dispositivi digitali e capire in quale misura l’intelligenza artificiale possa essere una risorsa da esplorare.
Ma l’apertura al territorio offre altre sollecitazioni inattese, perché la “poesia della luce” di Caravaggio entra nell’attività di FSL che gli studenti liceali svolgono in una scuola primaria della città. E perché, quando un gruppo di migranti di età compresa fra i 18 e 50 anni, richiedenti asilo e rifugiati in visita alla mostra, davanti alle figure caravaggesche e alle loro transcodificazioni multimediali e/o pittoriche, fra i visitatori e gli ospiti si accende quella empatia che sospende, almeno per un po’, le distanze di lingua e destini.
Il percorso qui descritto è dunque un esempio di didattica orientativa definita all’interno degli obiettivi curricolari afferenti alle materie di area umanistica, a conferma che i contenuti disciplinari, opportunamente adattati ai contesti situati, restano passaggi formativi potenti per prendere coscienza di sé e allenarsi a capire chi si vuole essere, con e non contro la scuola dell’orientamento.
Carla Sclarandis, dopo la laurea in Storia all’Università di Torino, è stata docente di Materie letterarie e Latino nei Licei. Ha coltivato studi di critica letteraria e ricerca didattica con l’ADI-SD e presso l’Università di Siena, dove ha conseguito il dottorato in Letteratura italiana, tecniche d’analisi e teorie dell’interpretazione. Ha pubblicato articoli di didattica della Letteratura e di analisi testuale e collaborato a manuali di Storia letteraria e di Storia. Ha partecipato alla produzione di materiali per l’aggiornamento online con Indire ed è stata membro del Comitato Tecnico Scientifico del progetto nazionale COMPÌTA per la scuola secondaria di II grado. Ha inoltre svolto attività di formazione per docenti e collaborato a corsi universitari.
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