Che cosa accade quando la scuola diventa un epicentro del territorio, capace di attivare attenzione educativa diffusa? Ambienti educativi tra scuola e territorio. Prospettive interdisciplinari su curricoli, spazi e alleanze accoglie sguardi plurali che dialogano tra pedagogia, urbanistica, architettura e politiche sociali per leggere e progettare la relazione fra i luoghi dell’istruzione e i contesti di vita. Al centro c’è l’idea di un nuovo ecosistema educativo: il diritto all’educazione è un impegno condiviso da una molteplicità di attori che, in collaborazione e complementarietà, sostengono una scuola inclusiva, orientata alle competenze e al benessere di chi la abita.
I saggi della prima parte mettono a fuoco Alleanze e Comunità educanti, alternando quadri interpretativi e studi di caso. Si esplorano le forme di governance attivate attraverso i Patti di collaborazione e i Patti educativi di comunità, fino alla content analysis dei Patti che fornisce una lettura critica degli elementi di innovazione che si producono nei contesti delle scuole di piccole dimensioni. Accanto a queste letture emergono pratiche ed esperienze sul campo: lo “studio dell’ambiente” nel Canton Ticino, le “missioni di scoperta” come educazione all’attaccamento ai luoghi, e la ricerca-laboratorio con le scuole della montagna abruzzese, dove l’apprendimento dialoga con boschi, acque e memorie. A chiudere, la prospettiva dei beni comuni offre strumenti per discutere che cosa significhi oggi “comunità educante” e quali condizioni la rendono davvero operativa.
La seconda parte, dedicata a Geografie e Spazi educativi, trasforma lo sguardo territoriale in una mappa di risorse e disuguaglianze: infrastrutture scolastiche diffuse, piccoli comuni, reti dell’educazione, accessibilità e divari sociospaziali, insieme alle “infrastrutture del libro” e ai presìdi culturali. La dimensione territoriale consente di indagare gli spazi come veri e propri dispositivi pedagogici: aule e pluriclassi, educazione all’aperto e nei musei e nelle biblioteche, le aree vallive come luoghi della formazione, il ruolo educativo dei percorsi casa-scuola. Infine approfondisce la funzione degli spazi-cerniera tra edificio scolastico e città anche nella prospettiva della rigenerazione urbana.
Emerge una proposta netta: pensare la scuola come bene comune e baricentro di un ecosistema educativo territoriale, dove curricoli, ambienti e alleanze generano apprendimenti situati, democratici e trasformativi. La postfazione rilancia una domanda politica: quale geografia dell’imparare serve oggi per abitare meglio i territori, dentro e oltre le mura scolastiche?
Stefania Chipa è Prima ricercatrice presso INDIRE. Si occupa di reti e alleanze tra scuola e territorio e di futuri dell’educazione, con attenzione alle scuole piccole e rurali. Partecipa a reti di ricerca nazionali ed internazionali su scuole rurali, patto sociale per l’educazione e competenze di sostenibilità. È responsabile, con Giuseppina Rita Jose Mangione, dell’Osservatorio Nazionale sui Patti Educativi INDIRE-LABSUS.
Giuseppina Rita Jose Mangione è Prima ricercatrice presso INDIRE, Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca educativa. Coordina la Struttura di Ricerca “Modelli organizzativi, metodologie e curricolo” e i Movimenti di Innovazione Avanguardie Educative e Piccole Scuole. Si occupa dei futuri di scuola con attenzione alle forme di scuola estesa e community hub. È responsabile, insieme a Stefania Chipa, dell’Osservatorio Nazionale sui Patti educativi di INDIRE-LABSUS.
Cristina Renzoni, architetta e PhD, ed è professoressa associata di Urbanistica presso il DAStU – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, dove insegna progettazione territoriale e urbani design. Si occupa dello spazio dei servizi e delle attrezzature collettive, con particolare attenzione alla relazione tra servizi educativi e territori.
Ianira Vassallo, architetta e PhD, ed è professoressa associata in Urbanistica presso il Dipartimento DIST del Politecnico di Torino, dove insegna progettazione urbanistica. Si occupa di strumenti e modelli di governance collaborativa – in particolare all’interno del sistema scolastico – e sull’impatto di questi sul territorio.
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