Scienza & Tech

Mentre che vi siano nativi digitali è alquanto controverso, è stato invece di recente pubblicato un interessante lavoro che getta una prima luce sull’impatto che possono avere le nuove tecnologie sui nonni digitali.
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La zia sono io. Il protagonista è Leonardo, quasi dodici anni. Il MuSe è il nuovissimo Museo della Scienza di Trento, decisamente da visitare.
Tra le tante osservazioni critiche sulle politiche scolastiche nazionali contenute nel rapporto OCSE sull'andamento del progetto Scuola Digitale, è particolarmente interessante il calcolo secondo cui, con il trend attuale, sarebbero necessari all'Italia ben 15 anni per raggiungere il livello di diffusione delle lavagne interattive multimediali del Regno Unito, che per parte sua è arrivato a coprire l'80% delle aule.
Pur con una connotazione di elemento non consolidato, di variabile infrastrutturale e operativa destinata a modificare le modalità di insegnamento, alle TIC viene attribuito da un certo tipo di immaginario pedagogico un valore aggiunto assoluto. Indiscusso e indiscutibile, anche se non vi sono ricerche scientifiche o evidenze credibili che dimostrino che l’impiego dei dispositivi elettronici abbia determinato un effettivo incremento dei risultati di apprendimento degli studenti.
Come funziona il registro elettronico? Undici domande per cominciare.
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Qualche settimana fa ho saputo via Facebook dell’esistenza del servizio MediaLibraryOnLine, la “biblioteca digitale quotidiana”.
Se la scuola dovesse, per sentirsi all’altezza, inseguire lo standard dell’informatizzazione della società in cui essa è inserita, combatterebbe una battaglia persa in partenza.
L'idea ha origini nobili. “Un computer per ogni banco” è una prospettiva che nel nostro Paese ha avuto diffusione, ha suscitato discussione e ha ottenuto esiti pari a zero tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio del decennio successivo.
Ho appena compiuto il mio dovere di cittadino. A garantirmelo, presidente di seggio, segretaria, scrutatori. Alle spalle di chi ha controllato il mio diritto all'esercizio di voto campeggiava una Lavagna Interattiva Multimediale. Spenta.
Qualche giorno fa sul registro di una delle mie classi campeggiava la dicitura “Accertamento del possesso di un dizionario, cartaceo o elettronico”, lodevole iniziativa di un collega. E in effetti, tra i ragazzi c'è qualche cittadino straniero che – in virtù del fatto che conosce una delle lingue della colonizzazione europea – ogni tanto avvia sul proprio cellulare un traduttore e cerca il significato di qualcuna delle parole che noi pronunciamo.

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