Letteratura

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L’insegnamento della letteratura a scuola non solo deve scommettere sulla capacità di parlare ancora ai ragazzi, ma può essere un’opportunità e una sfida da non lasciarsi sfuggire per promuovere il pensiero critico e incoraggiare l’autonomia di giudizio e la responsabilità civile.
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Esistono la macrostoria, la microstoria, ma anche quella che si può chiamare la ministoria, cioè la riduzione della storia ad aneddotica comica e banale, il rovescio grottesco della storia.
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I soggetti che producono oggi i testi letterari, o i giovani che frequentano le nostre scuole, sono gli stessi di cui parlano gli autori di “Nuovi disagi nella civiltà: Un dialogo a quattro voci”: molto fragili, portati più alla vergogna che alla colpa, molto condizionati dalla mancanza di un senso del passato e del futuro e dall’appiattimento e svuotamento di senso del presente.
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Ci sono convergenze e divergenze molto rilevanti nel rapporto che si è costituito, nella cultura contemporanea, fra la letteratura e da una parte la scienza dell’inconscio, dall’altra il cognitivismo e le neuroscienze.
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Immagini come sassi gettati nello stagno della nostra fantasia. Oggi Italo Calvino avrebbe compiuto 90 anni. Lo ricordiamo attraverso una delle sue Lezioni americane meno note, quella sulla Visibilità: forse la più urgente fra le proposte da prendere in considerazione per il nostro millennio.
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«A pensarci bene, dovendo scegliere fra due dottori che avessero un’uguale qualificazione medica, credo che preferirei fidarmi di quello che abbia letto Čechov». (Simon Leys)
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Alla fine della prima guerra mondiale i soldati tornavano dal fronte ammutoliti, incapaci di raccontare ciò che avevano vissuto. La gente, ha scritto il filosofo tedesco Walter Benjamin, tornava “non più ricca, ma più povera di esperienza comunicabile”.
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Non sono cresciuto con un'idea alta o particolarmente prestigiosa della letteratura. Nella mia esperienza umana la letteratura, prima di diventare un 'mestiere' – un mestiere anomalo, s'intende, che deve sporcarsi molto prima di dare un reddito – è stata ed è una semplice esperienza sociale con la quale dover fare quotidianamente i conti.
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"Perché narrando il duol si disacerba: Virtù terapeutiche della letteratura" il contributo di Natascia Tonelli sul Quaderno "Imparare dalla lettura". Narrando il mal d'amore, traducendolo in parole, esso diventa meno aspro, meno spietato - e così leggendone: la seconda parte dell'intervento, "In soccorso e rifugio di quelle che amano", affinché siano "Artefici della propria guarigione e del proprio destino".
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"Perché narrando il duol si disacerba": Virtù terapeutiche della letteratura è il titolo del contributo di Natascia Tonelli sul Quaderno della Ricerca Imparare dalla lettura. Narrando il mal d'amore, traducendolo in parole, esso diventa meno aspro, meno spietato - e così leggendone: ecco il balsamo del racconto (poetico, letterario) a soccorrere noi lettori nelle nostre quotidiane afflizioni sentimentali. 

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