Per rispondere al quesito se la filosofia sia riducibile a un genere letterario, o più precisamente a un insieme di generi letterari, bisognerebbe avere le idee chiare su cosa sia la filosofia e cosa la letteratura.
La vita è sogno? Come posso dire che non sto sognando, qui, ora, mentre scrivo queste righe? E tu che leggi, non potresti aver prodotto tu stesso, nell’inconscio, le idee con cui ora ti confronti, come fossero mie, nel tuo sogno attuale?
Si è appena conclusa la tre giorni delle Romanae Disputationes 2015 (12-14 febbraio), il Concorso nazionale di filosofia per studenti delle scuole superiori che, nell'edizione di quest’anno, aveva a tema: "Libertà va cercando, ch'è sì cara. L’esperienza della libertà".
Che rapporto c’è tra Dio e gli oggetti astratti? Un problema molto simile si presentava già nel quesito posto nell’Eutifrone, uno dei primi dialoghi di Platone: il santo è tale perché lo dice Dio, o Dio dice che è santo, perché esso è santo? Detto altrimenti, la santità esiste in sé, indipendentemente?
Leggere nel titolo di un opuscolo il nome di Martin Buber è già un’attrazione; se poi l’autore è addirittura Emmanuel Lévinas, l’attrazione diventa tentazione. Se, infine, il testo è arricchito da un confronto epistolare tra il protagonista e l’autore, la cosa si fa irresistibile.
L’immagine femminile, nella pubblicità, deve essere più realistica? La tecnologia garantirà un’uguale opportunità d’accesso all’educazione? Il principio di precauzione è più controproducente che conveniente? I Comandamenti sono principi superati o ancora validi? Ecco i temi del I° Torneo Nazionale di Dibattito.
La richiesta ossessiva di trasparenza che si nota nella società occidentale, soprattutto in questi ultimi anni, nasce da un preconcetto di cui dovremmo disfarci. Sembra infatti che se si procede rendendo visibili gli atti compiuti, allora vi è onestà.