«Vorremmo, in una parola, che artisti e fabbricanti non tendessero tanto alla creazione di pregevoli oggetti di lusso, quanto allo studio di tipi di decorazione completa, adatti a tutte le case e a tutte le borse e massime alle più umili, in modo da promuovere un reale, efficace e completo rinnovamento dell’ambiente».
«Anch'io mi sono messo a gridare, ma nessuno mi stava ascoltando. Ho capito che dovevo gridare attraverso la pittura, e allora ho dipinto le nuvole come fossero cariche di sangue, ho fatto urlare i colori. Non mi riconoscete, ma quell'uomo sono io».
Una recente mostra fotografica ci consente di riflettere – anche in compagnia di Giosue Carducci - su passato, presente e futuro di uno dei “beni culturali” finora meno valorizzati d’Italia.
Una rilettura del Neoclassicismo attraverso la diversa sensibilità di due tra i maggiori protagonisti degli studi e del collezionismo antiquario della Roma settecentesca.
Storia, archeologia, collezionismo si fondono nella visita a una delle raccolte antiquarie più importanti del mondo, realizzata da una nobile famiglia amante dei “beni culturali”.
Quel mare di braccia levate verso l’alto in Piazza San Pietro, per cogliere un momento di papa Francesco da fissare in fotografia con tablet e smartphone, ci rimanda, per contrasto, al tempo in cui il ritratto del papa era ben codificato, carico di simboli, di allusioni al potere e di intrecci sotterranei.
Le neuroscienze offrono un contributo imprescindibile per capire i processi con cui apprezziamo le opere d’arte, sia visive che letterarie. Infatti, come diceva Oscar Wilde, «è dentro il cervello che il papavero è rosso, la mela odora e l’allodola canta».
Un simpatico marziano, rigorosamente verde, viene inviato in missione sulla terra per esplorare l’arte contemporanea. Con la sua navicella spaziale atterra al MoMA di New York e aspetta fiducioso l’aiuto dei bambini per visitare il museo.
La recente notizia dell’ondata di ribellione suscitata da una performance dell’artista belga Jan Fabre, consistente nel lancio di alcuni gatti per aria sulla scalinata del municipio di Anversa, può utilmente essere presa quale spunto per una riconsiderazione critica dell’attuale concezione di arte.