
Dal 12 al 23 maggio, la Croisette e la leggendaria montées des marches del Palais des Festival et des Congrès, saranno il palcoscenico di uno degli eventi più importanti del cinema mondiale. La 79ª edizione del Festival di Cannes si annuncia particolarmente interessante per la presenza di alcuni dei più grandi autori contemporanei. P
residente di giuria sarà il regista coreano Park Chan-wook, affiancato dall’attrice statunitense Demi Moore, dall’attrice etiope Ruth Negga, dalla regista belga Laura Wandel, dal regista cileno Diego Céspedes, dall’attore della Costa d’Avorio Isaach De Bankolé, dallo scrittore inglese Paul Laverty, dalla regista Chloé Zhao e dall’attore svedese Stellan Skarsgård.
Tra i film della Selezione Ufficiale abbiamo scelto le opere più attese e promettenti.
Fatherland, del regista polacco Pawel Pawlikowski, racconta uno spaccato della vita privata di Thomas Mann. Dopo un lungo esilio negli Stati Uniti, nell’estate del 1949, il famoso scrittore intraprende un viaggio in auto con la figlia Erika attraverso la Germania distrutta dalla guerra, da Francoforte controllata dagli statunitensi, fino a Weimar sotto il dominio sovietico. Un’occasione per riflettere sui temi della guerra e sulla complessa situazione dell’Europa dell’epoca.
Il regista iraniano Asghar Farhadi, autore di Una separazione (2011), Il passato (2013), Il cliente (2016), porta a Cannes il suo nuovo film Parallel Tales. In crisi d’ispirazione, la scrittrice Sylvie comincia a spiare i vicini in cerca di uno spunto per il suo nuovo romanzo. Il giovane Adam, assunto per sbrigare le faccende quotidiane, entrerà nella sua vita e nel suo lavoro sconvolgendo la sua esistenza.
Il famoso regista rumeno Cristian Mungiu presenta a Cannes Fjord. Una coppia rumena-norvegese si trasferisce in un piccolo villaggio situato un fiordo isolato e ben presto stringe un’amicizia con i vicini di casa. I figli delle due famiglie iniziano a frequentarsi e conoscersi, ma un episodio inatteso aprirà nuovi scenari sulla nuova coppia arrivata da poco in paese.
Gentle Monster, firmato dalla regista austriaca Marie Kreutzer, racconta la vicenda personale di Lucy, una pianista che sì è trasferita dalla città in campagna, con la speranza di trovare un’atmosfera tranquilla per curare l’esaurimento nervoso del marito Philip. Un’improvvisa visita della Polizia sconvolge la sua vita e insinua tremendi sospetti sulla condotta del marito.
Il regista ungherese László Nemes porta a Cannes Moulin. La storia è ambientata nel giugno del 1943, quando Jean Moulin, leader della Resistenza francese, viene arrestato dalle forze d’occupazione tedesche. L’interrogatorio del capo della Gestapo Klaus Barbie si trasforma in uno scontro brutale, tra manipolazioni e violenze, per conoscere i piani dei partigiani francesi.
Nagi Notes è il nuovo film del regista giapponese Fukada Koji. Una storia che ha per protagonista Yoriko, un’artista che non riesce a liberarsi dal ricordo di un amore passato. Quando Yuri, un’architetta da poco separata, si reca a trovarla, le due donne condividono la necessità di lasciarsi definitivamente alle spalle le esperienze del passato, attraverso un percorso di introspezione e riflessione sul dolore.
Il regista statunitense James Gray porta sullo schermo un intenso dramma familiare. Paper Tiger è la storia di due fratelli che cercano di liberarsi dai pericolosi legami con il mondo della mafia russa. La vicenda si rivela più complessa di quanto potessero immaginare. I legami familiari sono messi in discussione, con inattese conseguenze che cambieranno profondamente le loro esistenze.
The Man I Love, del regista statunitense Ira Sachs, è ambientato nelle atmosfere della New York della fine degli anni Ottanta. Il giovane artista Jimmy George vive un delicato momento della sua esistenza, circondato dalla bellezza e dall’amore, si trova a dover affrontare la dura prova della malattia e della morte.
Il famoso regista spagnolo Pedro Almodóvar torna a Cannes con Amarga Navidad. Il film racconta la storia di Raúl, un regista che vive una fase di crisi creativa. Un tragico evento che colpisce uno dei suoi collaboratori, diventa lo spunto per scrivere il prossimo film. Una riflessione metalinguistica in cui Elsa, una regista che sta scrivendo una sceneggiatura, diventa una sorta di alter ego dell’autore. Un gioco di specchi e una riflessione sul lavoro del regista e sui limiti della ricerca creativa tra realtà e finzione.